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La latitanza di Cappellacci nei trasporti marittimi di Sandro Broccia

Abbiamo dovuto aspettare oltre un anno e mezzo per conoscere la posizione della Regione Sarda su uno dei temi più importanti e decisivi per lo sviluppo e la crescita sociale ed economica della Sardegna, quale è quello dei trasporti e più precisamente dei trasporti marittimi e della Tirrenia.Come ci ha ricordato l'ottimo Carlo Mannoni nel suo articolo su "I bluff di Cappellacci e della sua giunta sul sito della Regione" del 25 Agosto 2010, il 12 Agosto scorso il Presidente della Regione Sarda ha parlato. Ha, finalmente, fatto conoscere ai cittadini sardi, la posizione della Regione sul complesso tema dei nostri collegamenti marittimi.In questi 18 mesi, da quando in Sardegna è al governo la destra, abbiamo assistito al maldestro tentativo del governo Berlusconi di privatizzare Tirrenia S.p.A., tentativo miseramente fallito, e la Regione Sarda non ha avuto nulla da dire; abbiamo assistito al rinnovo da parte dello stato della convenzione con Tirrenia e la regione Sarda non ha avuto nulla da dire; abbiamo assistito al tentativo, più che maldestro, della Regione Sicilia di comprarsi la Tirrenia, quindi circa il 50% dei nostri collegamenti marittimi con il continente, e la Regione Sarda non ha avuto nulla da dire; abbiamo assistito al commissariamento di Tirrenia S.p.A. (dopo 30 anni è stato finalmente mandato a casa il maggior responsabile della situazione di questa società) e la Regione Sarda non ha avuto nulla da dire.Ma è possibile? Ma lo sanno i nostri governanti regionali che dei 14 collegamenti di interesse nazionale gestiti da Tirrenia, 11 riguardano i collegamenti da e per la Sardegna? Ma lo sanno i nostri governanti regionali che del 1.200.000 miglia che Tirrenia percorre ogni anno quasi 1.000.000 riguardano collegamenti da e per la Sardegna? Lo sanno i nostri governanti che gli unici collegamenti esistenti nei porti di Arbatax e di Cagliari sono quelle effettuati da Tirrenia in regime di monopolio?Lo sanno i nostri governati regionali che tutti i giorni almeno 800 veicoli commerciali percorrono la S.S. 131 dal sud della Sardegna verso i porti di Olbia e Porto Torres per imbarcarsi sulle navi di quei porti, perché i collegamenti da Cagliari sono indecenti, precari e fatti su navi vecchie e mal funzionanti (basti pensare che la traversata da Cagliari a Civitavecchia dura fra le 14 e le 16 ore)?

Insomma Tirrenia esiste perché esiste un'isola come la Sardegna che ha bisogno di collegarsi quotidianamente con i principali porti nazionali. Ma questo lo sa la Giunta regionale?Fino al 12 Agosto scorso né il presidente della Regione, né l'assessore dei trasporti hanno avuto modo, tempo, voglia e capacità di dire alcunché. Poi sono arrivate le dichiarazioni del 12 Agosto. Si tratta di dichiarazioni importanti e decisive che hanno dato uno scossone alla eterna questione Tirrenia? Si tratta di dichiarazioni che segnano  finalmente la strada della nostra continuità territoriale marittima? Vediamo.Il presidente della Regione afferma che "vogliamo una privatizzazione seria, rispettosa delle esigenze di continuità territoriale marittima della Sardegna, del diritto di circolazione dei residenti e delle necessità di quella economia turistica che rappresenta uno dei settori strategici su cui puntare per creare nuovo sviluppo e nuove opportunità di occupazione della nostra Isola".Ma che vuol dire?

Pensavamo che questi 18 mesi fossero serviti alla Giunta regionale per studiare e approfondire la questione e per portare all'attenzione dei sardi e al tavolo del governo nazionale le proposta della Sardegna per la sua continuità territoriale marittima. Invece ci cadono le braccia per l'inconsistenza, la pochezza e la vacuità di queste dichiarazioni. Ma davvero è questa la posizione della Regione Sarda sui nostri collegamenti marittimi? Ma la Commissione Trasporti e lo stesso Consiglio Regionale non hanno nulla da dire su un tema così importante e decisivo? Se possiamo permetterci un modesto consiglio lascino ad altri i nostri governanti, le questioni attinenti la privatizzazione o no; lascino ad altri discutere di spezzatino o no rispetto al futuro del gruppo Tirrenia. Seguano la via maestra. Studino attentamente i regolamenti comunitari ed elaborino una proposta che tenga conto delle esigenze della Sardegna. Scopriranno che devono chiedere al governo una leggina per l'imposizione degli obblighi di servizio pubblico previsti dalle regole comunitarie con l'obiettivo di conseguire la continuità territoriale marittima da e per la Sardegna.Scopriranno che il contenuto degli obblighi è determinato da una conferenza dei servizi convocata dal Presidente della Regione Sarda su delega del Ministro dei Trasporti.Scopriranno che la Conferenza dei Servizi, a cui dovranno partecipare le amministrazioni pubbliche competenti, Regione Sarda, Ministero dei Trasporti e Autorità portuali di Olbia e di Cagliari, dovrà individuare i porti che si vorranno collegare, la regolarità, la continuità, la frequenza, la capacità di fornitura del servizio, le tariffe applicabili, la tipologia e l'equipaggio delle navi da impiegare.Scopriranno che il lavoro della conferenza dei servizi sarà la base di una gara internazionale a cui decideranno di partecipare le compagnie di navigazione che vorranno effettuare i collegamenti da e per la Sardegna. Questa è la strada maestra. Questa è l'unica strada possibile perché è l'unico modo che consentirà alla Regione Sarda di decidere la continuità territoriale marittima di cui ha bisogno. Questa è la strada cha aveva intrapreso con coerenza e determinazione il presidente Soru insieme alla Giunta che presiedeva.E' stata la miopia e l'ottusità dei governi che si sono succeduti dal 2005 al 2008 e anche quella di alcuni sindacati regionali e nazionali, a non permettere il conseguimento di quell'obiettivo. www.sardegnademocratica.it

 


29-08-2010  www.denaro.it

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