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Tirrenia a picco, operatori portuali a rischio

 

Il fallimento della Tirrenia tiene con il fiato sospeso gli operatori portuali. L'ex compagnia di bandiera affonda e rischia di portarsi negli abissi le aziende dell'indotto. Arrivi e partenze sono in programma solo fino al 30 settembre: sul sito internet della compagnia non è possibile prenotare nessun viaggio oltre quella data. Da ottobre i dipendenti cominceranno a navigare a vista. A Porto Torres attorno allo sbarco dei supertraghetti che arrivano da Genova ruotano circa un centinaio di stipendi distribuiti da biglietterie passeggeri e merci, agenzie che si occupano di logistica, imbarco e sbarco rimorchi, ormeggiatori, servizi autobus navetta, lavanderie industriali e imprese di pulizie. L'agenzia Tirrenia cittadina ha cinque impiegati amministrativi tra i 40 e i 55 anni che hanno già intravisto gli effetti dell'esternalizzazione: nel 2002 la vendita dei ticket per le merci era stata affidata a un'altra impresa, il personale era stato dimezzato, gli esuberi assorbiti da privati o trasferiti altrove. Ora i lavoratori temono di essere spediti a riposo. Sulla graticola ci sono anche ormeggiatori e piloti che fino ad oggi potevano contare su Tirrenia per 365 giorni all'anno. Ma se a dettare i tempi delle linee sarà solo il mercato le navi potrebbero saltare diversi approdi, creando gravi danni economici. In bilico c'è pure la Compagnia portuale, impresa con una trentina di dipendenti che si occupa dell'imbarco e dello sbarco dei rimorchi. La Tirrenia è il loro miglior cliente e la sparizione potrebbe aprire nere prospettive di cassa integrazione per i dipendenti. Nel frattempo anche i dati relativi al flusso generale di merci e passeggeri di tutte le compagnie, nei primi sei mesi dell'anno, creano allarme. Pesano la riduzione delle corse della Gnv, la seconda società che opera sulla rotta da e per Genova, e il taglio di una delle corse settimanali nel periodo invernale della Grimaldi Lines, sulla rotta Civitavecchia-Porto Torres-Barcellona. Da gennaio a giugno si è registrato un -11 per cento, con oltre 100 scali in meno, tra arrivi e partenze. Un calo che si riflette sul flusso passeggeri, diminuiti del 7 percento rispetto allo stesso periodo del 2009.    SAMUELE SCHIRRA

 

24-08-2010  www.unionesarda.it   

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