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TIRRENIA. L’ USCLAC-UNCDiM: responsabilità impone no allo sciopero del 30 e 31 Agosto prossimo

 

L’ USCLAC-UNCDiM, Unione Sindacale Capitani di Lungo Corso al Comando e Unione Nazionale Capitani di Macchina, aderenti a FEDERMANAGER, con una lettera indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteoli, rappresenta la difficoltà delle organizzazione sindacali a capire, e spiegare ai lavoratori,  la dichiarazione di insolvenza della Società Tirrenia da parte del Tribunale di Roma e la consegna della Società alle procedure della Legge Marzano, pur in presenza di valida offerta di acquisto, con risoluzione della situazione debitoria ha visto il sindacato impotente spettatore di una partita giocata sulla pelle dei lavoratori e delle loro famiglie. L’ USCLAC-UNCDiM, è molto critica e chiarisce che l’operazione messa in atto dal governo nazionale, dopo il caso Alitalia che ha garantito ai soliti gruppo di potere di “prendere possesso” una società ripulita dei debiti caricati sulle spalle dei contribuenti,  non necessita alcuna capacità divinatoria per indovinare quale potrà essere il destino della storica azienda di navigazione, il cui patrimonio stimato supera il miliardo di euro e che rischia di essere venduta a tranches, o, peggio, dismessa con alienazione dei beni aziendali e licenziamenti collettivi. La situazione rischia di sfuggire di mano a chi l’ha creata artatamente e la tensione rischia di far esplodere la situazione con pesanti ripercussioni sui lavoratori e sui cittadini/turisti che con la ventilata minaccia dei creditori di bloccare i fidi , vedono Siremar avvicinarsi verso lo stato di blocco del servizio. L’ USCLAC-UNCDiM, “richiama il governo Italiano è chiamato alla propria responsabilità politica ed istituzionale". Ma se è vero che il governo nazionale deve assumersi responsabilità politiche, è anche vero che le organizzazioni sindacali che hanno  proclamato uno sciopero di tutti i lavoratori marittimi e amministrativi del Gruppo Tirrenia per 48 ore, nelle giornate del 30 e 31 agosto, dovrebbero quantomeno riflettere sulle proprie decisioni. Uno sciopero in pieno periodo di rientro dalle vacanze sarebbe come una pesante mazzata al’economia dell’Isola e chi ha pensato allo sciopero in questo periodo dovrà assumersi le sue responsabilità dinanzi a migliaia di turisti bloccati nelle varie isole minori della Sicilia e non solo.

L’ USCLAC-UNCDiM, a questo proposito informa che “pur prendendo atto della gravità della situazione, non recede dal dovere sindacale di denuncia delle responsabilità e di tutela dei diritti, si dissocia dallo sciopero proclamato dalla O.S. Uiltrasporti, per senso di responsabilità nei confronti degli Utenti che in definitiva sarebbero l’unica categoria effettivamente colpita dallo sciopero, non potendo la società, già dichiarata insolvente, aggravare ulteriormente il proprio debito. Ciò considerato che lo sciopero ricade nel periodo di franchigia estiva concordato, che si tratta di giornate di massimo traffico senza alternative di trasporto per l’utenza, con evidenti possibili problematiche di ordine pubblico difficilmente gestibili, e che in definitiva si viene ad aggravare ulteriormente la debolezza economica delle isole, che del turismo fanno l’unica voce attiva del loro bilancio economico-sociale”. L’ USCLAC-UNCDiM, ritiene che in questo momento di grave confusione sia indispensabile la convocazione urgente in sede ministeriale per la discussione e la definizione delle garanzie di stabilità occupazionali per le categorie rappresentate nella situazione congiunturale e si riserva di attuare le decisioni operative conseguenti, a tutela dei diritti dei lavoratori, e le più opportune azioni giuridiche, politiche e sindacali.

24-08-2010   www.osservatorio-sicilia.it

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