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Siremar, carburante agli sgoccioli a rischio rientro 20 mila passeggeri

 

IL CRAC della Siremar rischia di far rimanere a casa 20 mila vacanzieri di ritorno dalle isole minori in questo caldo fine agosto: lunedì 30 e martedì 31 è stato confermato lo sciopero indetto dalla Uiltrasporti. Ma a causa delle mancanza di liquidità denunciata dai dirigenti della compagnia marittima nelle ultime ore, giornalmente potrebbero rimanere fermi 9 mila passeggeri che viaggiano tra isole, Napoli e i porti di Trapani, Palermo, Milazzo e Porto Empedocle. I prossimi giorni si annuncianoa dir pocoa rischio per chi dovrà lasciare o raggiungere via nave le isole Eolie, le Egadi e le Pelagie. La Siremar ha le casse vuote e da un momento all' altro potrebbe non avere liquidità sufficiente per acquistare il carburante, perché con un' esposizione debitoria pari a 120 milioni di euro (in gran parte con il gruppo Unicredit e Intesa San Paolo), tutte le banche hanno bloccato ulteriori prestiti. A Napoli un fornitore si sarebbe già rifiutato di vendere carburante alla nave Siremar senza pagamento in contanti, e se i principali commercianti al dettaglio siciliani per conto dei grandi gruppi, Erg e Agip, seguiranno questo esempio, i primi a bloccarsi sarebbero gli aliscafi veloci, che hanno bisogno di rifornimenti giornalieri.I vertici dell' azienda ieri hanno confermato ai sindacati la mancanza di liquidità in cui versa la Siremar dopo che è stato ridotto il contributo statale (dai 70 milioni dello scorso anno ai 50 del 2010). «Colpa di Fintecna che non ha rinnovato le garanzie bancarie e adesso ha messo a rischio tutto il gruppo, Siremar in testa - dice Giuseppe Caronia, segretario nazionale della Uiltrasporti - Anche per questo abbiamo confermato oggi (ieri, ndr) lo sciopero del 30 e 31 agosto, sapendo che purtroppo recheremo disagi ai turisti, ma quiè in gioco il futuro di 500 lavoratori della Siremar e di duemila della Tirrenia. Dopo lo stop alla privatizzazione, il governo deve subito convocare un tavolo di crisi». «I dirigenti ci hanno confermato la mancanza di liquidità, e adesso ci chiediamo come siano stati spesi i 55 milioni del contributo statale», dice Franco Lo Bocchiaro della Fit Cisl. Considerando che solo per stipendi e manutenzione delle navi la Siremar spende circa 50 milioni di euro all' anno e altri 30 milioni per il gasolio, mancano all' appello adesso almeno 10 milioni di euro necessari a garantire l' acquisto di carburante da qui alla fine dell' anno, perché gli incassi da tutto esaurito di questi giorni non bastano comunque a coprire i costi. La Siremar potrebbe tentare di vendere anche una nave, pur di fare cassa. Ma i tempi per questa operazione sono lunghi, e i collegamenti estivi rimangono a rischio. Da oggi potrebbero rimanere bloccati in porto i 9 mila passeggeri giornalieri che viaggiano con la Siremar ad agosto. Specie quelli che vogliono tornare dalle isole con i 9 aliscafi veloci che garantiscono i collegamenti giornalieri con le Eolie, le Egadi e le Pelagie: «Gli aliscafi hanno bisogno di rifornimenti ogni giorno e basta uno stop di un distributore per farli rimanere in porto», dice Lo Bocchiaro. Di certo a rischio sono i collegamenti del 30 e 31 agosto, a causa dello sciopero indetto dalla Uiltrasporti: potrebbero rimanere così bloccati ben 20 mila passeggeri. La tensione in azienda è alle stelle, e non è escluso nemmeno il ricorso a scioperi selvaggi: ieri i lavoratori della Tirrenia hanno chiesto ai sindacati di bloccare la nave a Civitavecchia. E, considerando il tutto esaurito di questi giorni, sarebbe praticamente impossibile riuscire a trovare biglietti con altre compagnie. «Il governo deve subito convocarci per dare garanzie ai lavoratori», dice Franco Spanò della Filt Cgil.

21-08-2010   La Repubblica di Palermo

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