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Cobas Pisa.  Tirrenia come l'Alitalia

 

Su La Repubblica di ieri, arriva la ricetta degli imprenditori navali: si venda la Tirrenia. La privatizzazione e la finta gara si sono ben presto dimostrati un bluff,  così è arrivato lo stato di insolvenza e con esso l’amministrazione straordinaria. Ora sono seriamente a rischio i posti di lavoro di 4000 dipendenti. La drammaticità della situazione era già chiara un anno fa , basti pensare che Al 31 dicembre 2008 il patrimonio netto del gruppo era di 357,9 milioni di euro con un indebitamento finanziario  di 752,1 milioni, che al netto dei crediti verso lo Stato risulta pari a 618,6 milioni. La flotta, costituita da 72 navi, delle quali 27 per i servizi locali. Un anno fa il Governo pensava di seguire percorsi di privatizzazione analoghi a quelli sperimentati per Alitalia: un valutatore indipendente, scelto dal Tesoro, con l’incarico di valutare le proposte “congrue”. La valutazione sarebbe stata possibile dopo il passaggio alle Regioni delle 4 società territoriali,Toremar, Caremar, Saremar, Siremar (verso Toscana, Campania, Sardegna e Sicilia) che svolgono il servizio di collegamento su scala regionale. Ma oggi  per la Tirrenia si annuncia invece lo spezzatino, la svendita dei singoli pezzi, la mobilità per i lavoratori e la fine di ogni controllo pubblico sui collegamenti con le isole: Concreto quindi il rischio ‘spezzatino’ con la vendita ai privati dei settori produttivi e prepensionamenti e dimissioni del personale. In totale i dipendenti della compagnia di navigazione sono 1.646 lavoratori di cui 267 amministrativi, 1.379 naviganti, di questi 1.123 con contratto a tempo indeterminato. Diverso invece il destino della Siremar, la società di navigazione siciliana che avrebbe dovuto essere privatizzata  assieme alla Tirrenia. Il  destino  della Siremar potrebbe essere simile lo stesso capitato ad altre società ( Saremar, Camerar e Toremar) trasferite, nel novembre 2009, a titolo gratuito, alla Regione Sardegna, Campania e Toscana per poi, seguire un iter di cessione ai privati. Insomma la situazione è sempre più ingarbugliata e di chiaro c’è solo lo smantellamento della società, lo sperpero di tanti soldi pubblici e la distruzione di posti di lavoro

 

21-08-2010  www.confederazionecobaspisa.it

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