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MARITTIMI

Il segretario Regionale Orsa marittimi scrive a Stefano Pedica

 

Egregio senatore Pedica le scrivo a nome dei marittimi della Tirrenia che stanno vivendo quotidianamente momenti d'angoscia,in quanto non vedono prospettive positive per il loro futuro.Ci auguriamo che il governo possa tuttelare i livelli occupazionali e non favorire, come accaduto con Alitalia," gli amici degli amici".

 

Le faccio presente, come e' noto a tutti, che molti lavoratori sono con la flotta da oltre 30 anni in condizioni precarie, hanno dato la propria vita a questa compagnia e si ritrovano in tale situazione dopo anni di duro lavoro.

 

Siamo consapevoli che l'eventuale "spezzatino" causera' solo disagi occupazionali.  Le faccio  presente che la maggior parte del personale proviene da zone meridionali disagiate, citta' come quella di Torre del Greco che vive esclusivamente del lavoro marittimo.

 

Le chiedo il suo intervento in quanto si e' dimostrato l'unico politico sensibile alla problematica Tirrenia, noi dell'Orsa marittimi, di cui faccio parte, siamo disposti a scendere in piazza, a bloccare porti e dimostrare al vostro fianco che "NON CI STIAMO".

 

Un altro problema che volevo porre alla sua attenzione e' quello inerente all'IPSEMA ,che ultimamente e' stata accorpata all'INAIL .Siamo fortemente preoccupati che questo nuovo ente non possa garantire le stesse prestazioni di prima: infatti gia' si vocifera che vogliono abrogare la malattia complementare di cui ne usufruisce circa il 90% dei marittimi (precari).  Inoltre, nell'eventualita' di sbarco per malattia il nuovo ente vorrebbe riconoscere ed indennizzare solo alcune patologie. Sembra che la questione  sia stata rimandata a settembre c.a , ci auguriamo che rimanga tutto come prima ,cosi accade in tutti i paesi civili europei che hanno un ente specifico per i marittimi.

 

Non ci spieghiamo come un'ente attivo fino al 2020 che addirittura ha ridotto i premi assicurativi agli armatori , possa non continuare a garantire le stesse prestazioni di prima. In tutti i paesi europei i marittimi scendono dalle navi a 55 anni, non si comprende  perche' in italia a 65 e non gli venga riconosciuto il disagio di lavoro usurante : non solo il nostro lavoro , anche il nostro riposo viene effettuato tra vibrazioni, rumori e vari movimenti che lo rendono "forzato".Non possiamo essere paragonati ai lavoratori di terra, siamo sempre piu' stressati anche  per la riduzione delle tabelle d'armamento e ci troviamo nelle condizioni di dover svolgere le funzioni di 3 persone, tutto cio' , naturalmente, va a discapito della sicurezza.

 

Sicuro di un suo interessamento  e rimanendo a disposizione per qualsivoglia dubbio e/o chiarimento atto alla risoluzione dei problemi sopra citati, porgo anticipatamente distinti saluti.

 

                                             Giuseppe Fortunato

                                Segretario Regionale Orsa Marittimi

 

 20-08-2010

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