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Saremar, i sindacati contro il piano industriale


 

I sindacalisti carlofortini sono perplessi sul nuovo piano industriale Saremar, che è stato approvato dalla giunta regionale. Dopo l’assemblea del 13 agosto, le segreterie locali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uit Uil, Federmar Cisal e Ugl Mare, intendono mantenere le trattative con la Regione, che avrebbe applicato finora «una metodologia molto opinabile», secondo i sindacalisti. In primis, chiedono il mantenimento della maggioranza pubblica della Saremar (la Regione intende al contrario cedere al privato il 51 per cento). Poi, la stabilizzazione (in ruolo CRL) di 25 dipendenti oggi in turno particolare, oltrechè l’istituzione di un listone, comprendente il personale precario al 30 giugno 2008, «per evitare l’allargamento ad altri lavoratori, che andrebbe ad ingrossare la lista dei precari cronici». Ancora, sollecitano la tenuta dell’attuale livello occupazionale e salariale, con disponibilità a rivedere le tabelle di armamento «solo all’arrivo delle promesse, le nuove navi, in quanto più tecnologiche e gestibili con minor personale». I salari dovranno essere mantenuti, per tutta la durata del piano (12 anni), secondo il contratto nazionale Fedarlinea (con gli attuali parametri per ciascuna categoria). Ma si voglioco conoscere le modalità dell’esodo incentivato facoltativo e dei patti parasociali proposti dalla Regione. Queste le richieste dei sindacati isolani sul piano industriale 2011-2022, che prevede la riduzione del personale dei traghetti in esercizio, quello in eccedenza da impiegare nelle future corse aggiuntive e notturne gestite dalla Saremar. Per il personale con qualifiche particolari, previsti corsi ed impieghi anche inferiori, mantenendo la stessa retribuzione (talvolta anche se “disponibile a terra”) e con incentivi volontari verso la pensione




17-08-2010 www.lanuovasardegna.it

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