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Carissimi,

 

Oggi è Ferragosto ma non mi rivolgo a Voi per farvi i soliti e scontati auguri.

 

Credo peraltro che ci sia ben poco da festeggiare e che nessuno di noi avrebbe mai immaginato che si sarebbe davvero arrivati alla “dichiarazione di insolvenza” di  Tirrenia e cioè all’anticamera del fallimento  e dello spezzatino proprio in questo periodo.

 

Personalmente non credo che tutto ciò sia accaduto per fatalità o per colpa del destino crudele, al contrario sono ormai convinto che sia il frutto di un diabolico piano, molto ben organizzato, che ha come obiettivo quello di far si che determinati impegni che evidentemente sono stati assunti dal Governo con la potente lobby di una parte dell’Armamento privato  e con Confindustria e con alcuni iscritti all’Associazione datoriale ad essa associata, vengano onorati.

 

Troppe coincidenze infatti, non ultima, come appunto dicevo prima, la tempistica calcolata in modo tale da far “capitare” il tragico epilogo che stiamo vivendo,  proprio in periodo di ferragosto quando il Paese è praticamente in vacanza, portano alla conclusione che credo sia ormai evidente anche a chi ha seguito solo superficialmente e cioè che tutto sia stato preparato per far sparire la Tirrenia.

 

La posizione di tutto il sindacato, è assolutamente identica e tutte le sigle hanno dichiarato la loro volontà di contrastare e respingere ogni ipotesi che non abbia in sé la salvaguardia dei livelli occupazionale e salariali dei lavoratori o che non metta in campo ammortizzatori sociali per eventuali esuberi che siano qualitativamente equivalenti a quelli concessi ad altre aziende quali, ad esempio, Alitalia o Atitech.

 

E' pertanto del tutto comprensibile che molti esponenti del mondo politico e governativo a noi avversi, cerchino di enfatizzare alcune differenze, che comunque realmente esistono, su come articolare la lotta,  ma che non potranno né dovranno mettere in discussione  un fronte fortemente unitario senza il quale tutti ne usciremmo indeboliti e soprattutto pregiudicherebbe la possibilità di conseguire quel risultato che tutti i lavoratori si aspettano.

 

La mia organizzazione si sta impegnando, come credo sia ormai evidente a tutti, molto seriamente in questa difficile vertenza potendo anche contare sul convinto e forte sostegno della nostra confederazione con in testa il suo Segretario Generale, Luigi Angeletti con il quale abbiamo assunto la travagliata e consapevole decisione di ricorrere in questa straordinaria circostanza  all’unica difesa possibile a disposizione dei lavoratori, quella dello sciopero senza assoggettarci alle disposizioni in materia di regolamentazione dello stesso, con tutto quello che ciò comporterà in termini di assunzione di responsabilità, disposizioni di legge peraltro squilibrate  a favore di una sola parte e a discapito di quella più debole che è quella dei lavoratori.

 

Abbiamo iniziato una martellante ed efficace campagna di sensibilizzazione ed informazione attraverso le agenzie di stampa, i giornali, le radio, le televisioni ed abbiamo richiamato la loro attenzione sopratutto  grazie al fatto che la notizia assolutamente straordinaria ed inedita di uno sciopero ad agosto, che qualcuno maliziosamente ha voluto definire selvaggio, non è di tutti i giorni.

 

Desidero evidenziare come tutta la vicenda, iniziata da oltre otto mesi, fosse stata sin'ora ammantata da un insopportabile e pericolosissimo silenzio e come senza questa nostra “ardita” iniziativa, peraltro richiesta a gran  voce dalla stragrande maggioranza dei lavoratori, la drammatica fine della Tirrenia sarebbe già passata sotto silenzio e nella totale indifferenza del Paese.

 

Non voglio certo, con queste mie sottolineature, rivendicare nessun merito particolare, abbiamo solamente fatto il nostro dovere e ciò che ritenevamo giusto  ma, questo assolutamente si,  respingere con sdegno e con fermezza gli attacchi del tutto strumentali che vengono rivolti a me e ad alcuni dirigenti della mia organizzazione, ed in particolar modo quelli vilmente portati  in anonimato  o presunto tale, considerato che la polizia postale su richiesta delle Procure della Repubblica di Roma e di Palermo da noi interessate, hanno già individuato e denunciato alcuni responsabili di questi ignobili comportamenti e che inesorabilmente colpiranno tutti.

 

Credo inoltre che non sfugga a nessuno come il tentativo di delegittimazione del segretario generale di una federazione confederale che conta oltre 100.000 iscritti come la nostra,  attraverso accuse di ogni genere ed attraverso la diffamazione, al netto di antipatie e di odio personale e politico di alcuni che sfido apertamente (in particolare quel delinquente che caratterizza i suoi velenosi iscritti anonimi con i trattini-----------) a sporgere immediatamente denuncia  alle competenti autorità, apponendo ovviamente la loro firma, sia funzionale sopratutto ad indebolire la volontà di reazione dei lavoratori che invece si fa, di ora in ora, sempre più forte.

 

Come spiegare poi, il gratuito ed incomprensibile attacco sferratomi dal Patron di Moby lines, Vincenzo Onorato, contro il quale ho preannuciato querela, il quale ha dichiarato che  Tirrenia è stata per decenni un diunvirato Pecorini-Caronia, lasciando intendere ed alludendo a chissà quali accordi segreti ci fossero tra noi, se non come una vendetta nei confronti di colui ch si è sempre dichiarato “perplesso” sulle sue mire su Tirrenia.

 

Desidero ricordare a tutti che non esiste, negli annali della storia della Tirrenia degli ultimi 25 anni, accordo che non sia stato, sottolineo nessuno in assoluto, sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali e trovo pertanto specioso  quanto sostenuto dai miei detrattori, e cioè che quanto di buono da questi accordi è scaturito sia  opera di altri ed al contrario quanto invece di brutto hanno causato è esclusiva colpa della Uiltrasporti e del sottoscritto!

 

Fortunatamente non la pensa così la maggior parte dei lavoratori e ciò è senza ombra di dubbio dimostrato dai nostri dati organizzativi e che ci collocano primi nella classifica della rappresentatività ed in alcune realtà aziendali con percentuali quasi imbarazzanti.

 

Spero che nessuno voglia fraintendere o strumentalizzare queste mie doverose precisazioni  o che mi accusi di mettere in discussione il diritto di critica o di ognuno di dire ciò che  vuole o pensa, ma tutto ciò deve avvenire alla luce del sole e con l’assunzione della  responsabilità delle proprie esternazioni e senza ledere i diritti e  la dignità altrui.

 

Cari amici e compagni, credo che  tutti sappiate che anch’io sono stato marittimo per anni e ben conosco pertanto la  realtà nella quale operate e comprendo come a volte il forte disappunto per il mancato riconoscimento di alcune aspettative  porti spesso a scagliarsi contro tutto e tutti e conto il sindacato in particolare accusato di non saper risolvere determinati problemi.

 

Se non ci trovassimo nella drammatica condizione nella quale invece ci siamo ritrovati, avrei forse, comprendendo questi stati d’animo, continuato a tacere come ho fatto per molto tempo, ma non posso più permettere che le offese, le infamie e le accuse di personaggi che non è possibile neanche qualificare, possano, fosse anche in uno solo di voi, ingenerare dubbi e sospetti sull’impegno, vi prego di credermi, davvero straordinario che io e la Uil tutta, come peraltro tutto il sindacato, profondiamo nella difesa dei vostri interessi.

 

Adesso non serve recriminare, se necessario lo si potrà fare in seguito, sulle responsabilità della catastrofe e cercare di capire se questa è da addebitare alla precedente gestione che ha, come accade ad ognuno di noi, commesso certamente degli errori, ma non dobbiamo neanche dimenticare che ha  comunque assicurato per decenni il puntuale pagamento del sudato e meritato stipendio di ognuno di voi puntualmente alla fine di ogni mese mentre  da oggi in avanti purtroppo questo sarà una incognita.

 

 E’ quindi questo l’augurio di ferragosto che mi sento di rivolgere ad ognuno di voi : che  si realizzii una forte unità sindacale senza inutili e dannose gelosie in modo tale da far si che ognuno di noi consideri, come io considero, un valore aggiunto per l’intero movimento prescindendo dalla  appartenenza sindacale e politica, la capacità, il coraggio, l’intraprendenza, l’impegno e la passione di ognuno di noi.

 

Mi riferisco ad esempio, a delegati come Vincenzo Accardo, Vincenzo Pagnotta  o Giuseppe Stracuzzi, ai quali desidero pubblicamente rivolgere il mio ringraziamento  per il loro impegno.

 

Vi auguro infine di conservare intatta la vostra   capacità di analisi e di stimolo e  di rafforzare la vostra volontà di lotta invitandovi a sostenere  il sindacato ed  augurandoci di poter  vincere questa difficilissima battaglia.

 

Un caloroso saluto a tutti voi.

                                                                                                                                         Giuseppe Caronia

 

Palermo 15 agosto 2010

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15-08-2010 

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