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Onorato: «Si è avverata la mia profezia»
Cinzia Peluso «Sono sicuro che altri importanti gruppi, come Aponte, Grimaldi, Grandi Navi Veloci, ma faccio questi nomi solo a titolo di esempio, sarebbero interessati se si facessero due gare separate per la dismissione di Tirrenia e di Siremar». Vincenzo Onorato, napoletano, fondatore della Moby Lines e di Mascalzone Latino, il team di velisti italiani con cui ha partecipato alla Coppa America, non ha dubbi. Nella speranza che il governo si decida a «spezzare» in due la dismissione, Onorato, armatore di quarta generazione, non ha nascosto il suo interesse per la compagnia dei traghetti di Stato. Lei si è fatto avanti appena si è saputo che era saltata la vendita a Mediterranea Holding. Ma perché ha precisato di essere interessato solo alla Tirrenia senza la Siremar? «Sin dal primo momento ho detto che non si poteva fare la privatizzazione della Tirrenia con la Siremar. Si tratta, infatti, di due modelli di business completamente diversi» Si spieghi meglio. «La Siremar è una società che ha una forte polverizzazione dei collegamenti. Ed è fortemente legata al suo territorio, la Sicilia. Per questo la gara per la dismissione è fallita. E io l’avevo previsto già due mesi fa, quando è stata indetta». Dunque, la sua profezia si sarebbe avverata... «Chi è interessato alla Siremar non può essere interessato alla Tirrenia. Viceversa, chi è interessato alla Tirrenia non può essere interessato alla Siremar. Noi noi che ci occupiamo soprattutto dei collegamenti con la Sardegna e la Corsica siamo attirati dalla Tirrenia. La Siremar, invece, è fuori dal nostro modello di business. E va venduta ai siciliani. Le sue consorelle, Caremar, Saremar e Toremar, sono state acquisite dalle rispettive regioni prima di tentare la vendita di Tirrenia». Lei ha già avviato una trattativa per l’acquisizione. «No, non possiamo muoverci finché non si faranno le nuove gare, una per la Tirrenia e una per la Siremar. E questa decisione importante non potrà prenderla il commissario D’Andrea, da solo, ma dovrà coinvolgere necessariamente il governo». La Tirrenia, si sa, ha una flotta vetusta e antieconomica ed è gravata da una montagna di debiti. Su quali motivazioni poggia, quindi, il vosto interesse? «Il motivo principale è che si tratta di una realtà assimilabile alla nostra. In molti casi, infatti, le rotte della compagnia pubblica coincidono con quelle della Moby Lines». Quale cifra siete disposti a offrire? «Bisogna prima vedere come verrà riformulata la gara. È chiaro, infatti, che non si può fare riferimento alle cifre della gara precedente, che includeva anche la Siremar. Sarà necessario rivedere debiti e convenzioni».


 

 

14-08-2010   www.ilmattino.it

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