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Tirrenia, tribunale fallimentare dichiara l'insolvenza. Traghetti a rischio

 

 ROMA - Il tribunale fallimentare di Roma ha dichiarato lo stato di insolvenza per Tirrenia. Si apre così la procedura di amministrazione straordinaria per la compagnia. Con questa decisione il tribunale della Capitale si è quindi ritenuto territorialmente competente. Dopo il fallimento della privatizzazione, la compagnia sembra davvero in tempesta e sulle migliaia di turisti che quest'estate hanno prenotato i passaggi sulle sue navi soffia il vento della protesta: i sindacati dei marittimi annunciano uno sciopero che potrebbe fermare i traghetti da e per le isole lunedì 30 e martedì 31 agosto. La serrata promette di bloccare le navi Tirrenia perchè a proclamarla è stato il potente leader di Uil Trasporti Giuseppe Caronia. DEBITI E FLOTTA - Da Civitavecchia a Cagliari, da Arbatax a Genova, da Napoli a Palermo, nei porti potrebbe essere il caos. Basti pensare all'emergenza provocato in soli due giorni nel porto di Civitavecchia dal guasto ai motori della nave «Clodia», lo scorso 6 e 7 agosto. Ma sul suo sito internet, la Tirrenia assicura: «Saranno effettuati con regolarità tutti i collegamenti programmati e pubblicati sugli orari stampati e sul sito». Anche se si premunisce: «In caso di imprevedibili eventi di natura tecnica...» sarà cura della società «informare tempestivamente gli utenti».
I lavoratori temono che la società non possa pagare i salari. Gravata da 480 milioni di euro di debiti, con 44 navi nella flotta, ha 4 mila marittimi in organico. Il compito del commissario straordinario Giancarlo D'Andrea sarà ora quello di decidere l'eventuale scissione di Siremar da Tirrenia per vendere la prima (interessato all'acquisizione l'armatore Vincenzo Onorato, Moby Lines) per massimizzare gli asset e ripianare i debiti. Ma per ricollocare il personale, si dovranno rinegoziare i contratti: negli ultimi anni, i sindacati di Tirrenia erano riusciti a spuntare salari ben più alti di quelli dei marittimi dele compagnie concorrenti, mediamente superiori del 25 per cento.

 

12-08-2010   http://roma.corriere.it

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