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VENDITA TIRRENIA. Destino separato da Siremar

Anche gli autotrasportatori parteciperanno alla gara a patto che d’estate sia garantito il carico delle merci. Sembra sempre più vicina la cessione 'spezzatino' di tutte le rotte

 

ROMA. Destini separati per la Tirrenia e la controllata siciliana Siremar. Sembra delinearsi questa strada guardando al ruolo di Giancarlo D’Andrea, nominato la settimana scorsa commissario straordinario del gruppo di navigazione. Per quest’ultimo, D’Andrea ha presentato istanza di insolvenza (520 milioni di debiti) al tribunale fallimentare di Roma, mentre è rimasto amministratore unico della società che svolge i collegamenti dalla Sicilia alle isole minori. Mentre sinora la privatizzazione (che per l’Unione europea deve concludersi entro il prossimo 30 settembre) ha riguardato in blocco Tirrenia e Siremar, quest’ultima potrebbe seguire la sorte delle altre società regionali ed essere data a titolo gratuito alla Regione Sicilia. Infatti Caremar è andata alla Campania, Saremar alla Sardegna e Toremar alla Toscana. Il che comporterebbe un iter di cessione autonomo. Intanto, gli autotrasportatori scendono in campo dando la disponibilità a entrare in una cordata di investitori, a patto che la compagnia si dedichi d’estate prevalentemente ad assicurare il trasporto merci, senza dare la precedenza ai passeggeri come fanno invece le altre compagnie. Un’i mpostazione che dovrebbe stimolare lo sviluppo «concreto e definitivo delle Autostrade del mare», osserva il portavoce dell’i niziativa, il presidente nazionale di Fai Conftrasporto e vicepresidente nazionale di Confcommercio Paolo Uggè. A ritenere sempre più concreta l’ipotesi dello “spezzatino” delle rotte di Tirrenia è anche la Uiltrasporti, che contesta il fatto che D’Andrea eviti il sindacato e, invece, abbia incontrato direttamente i lavoratori la settimana scorsa in Campania e ieri in Sicilia, per «rassicurarli». Inoltre il segretario generale del sindacato, Giuseppe Caronia, minaccia scioperi ad agosto ritenendo «una farsa» la gara per la privatizzazione. Un giudizio che fa seguito alla decisione di Fintecna (la finanziaria di Stato proprietaria di Tirrenia) di annullare la procedura in cui unico concorrente era rimasto Mediterranea holding, con la Regione siciliana socio di maggioranza con il 37 per cento. Infine dal congresso mondiale dell’International transport workers è arrivato il sostegno alla risoluzione proposta da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti per chiedere al governo di Roma di riavviare una procedura di gara corretta per Tirrenia. Secondo la risoluzione, il governo ha attuato «una strategia per smembrare la compagnia nave per nave, servizio per servizio, assecondando la richiesta di armatori italiani che vogliono comprare solo alcune navi e rotte, al fine di ridurre la concorrenza che hanno attualmente

www.lanuovasardegna.it  10-08-2010
 

 

 

 

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