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Tirrenia annullata vendita. le reazioni

 

La notizia la dà ieri sera la stessa Fintecna: «Con riferimento alla procedura di privatizzazione della Tirrenia, Fintecna comunica che non essendo intervenuta la sottoscrizione del contratto da parte di Mediterranea Holding, all'uopo convocata in data odierna, viene conseguentemente dichiarata la chiusura senza esito della procedura di dismissione». Tradotto, significa che la Tirrenia non è stata privatizzata.

Salvatore Lauro

Immediata la reazione di Salvatore Lauro, presidente di Mediterranea Holding, e dell'amministratore delegato e secondo azionista della società, Alexandros Tomasos. «Abbiamo chiesto attraverso i nostri legali – dicono – di non revocare la gara. Siamo pronti a firmare». Ma la decisione di Fintecnica sembra ormai chiara: la Tirrenia non può essere venduta a Mediterranea, cordata di cui fanno parte la Regione Sicilia (37%), Ttt lines (30,5%) di Alexandros Tomasos, Lauro (18,5%), Isolemar (8%), Nicola Coccia (3%) e la famiglia Busi-Ferruzzi (3%).

La Regione Sicilia

In una nota l'assessorato regionale delle Infrastrutture della Regione siciliana manifesta tutto il proprio sconcerto per la soluzione della Fintecna. «È incredibile – si legge - che inopinatamente sia stata annullata la gara per la privatizzazione della Tirrenia proprio a un giorno dalla stipula del contratto. Il documento era stato sottoposto alla Mediterranea Holding Spa - di cui la Regione è socia - solo alle 14,00 di ieri (martedì, ndr), concedendo quindi meno di 24 ore per i necessari approfondimenti. Non si capiscono pertanto i motivi che possano aver portato all'annullamento della gara, considerata la manifesta volontà dell'intera cordata alla stipula del contratto che non poteva prescindere da inevitabili valutazioni tecniche». Rincara la dose Tomasos: «La bozza di contratto ci è stata sottoposta solo ieri (martedì, ndr) pomeriggio e conteneva una clausola a sorpresa cioè la possibilità di revoca unilaterale del contratto da parte dell'azionista di Tirrenia, Fintecna. Abbiamo accettato ma, insieme alla Regione Sicilia che è primo socio di Mediterranea, abbiamo chiesto di posticipare la firma in modo da avere il tempo per definire i dettagli dell'accordo con le banche creditrici di Tirrenia». Niente da fare. Per la Fintecna le garanzie non sono state sufficienti.

I Sindacati

Stupiti (ma non più di tanto) i sindacati. Il segretario generale della Uil-Trasporti, Giuseppe Caronia, esprime «grande preoccupazione per la decisione di Fintecna»: «Se fosse il preludio a una presa di coscienza che la gara era sbagliata e adesso si parte con un nuovo bando che prevede gare separate per ogni singola azienda (Tirrenia, Siremar, Toremar, Caremar) allora salutiamo con favore questa decisione. Se al contrario fosse l'anticamera dello spezzatino preannunciato dal vice ministro all'Economia Vegas, le reazioni dei lavoratori sarebbero immediate con il rischio che i collegamenti nella stagione estiva verrebbero gravemente pregiudicati. Ci aspettiamo a questo punto un'immediata convocazione a Palazzo Chigi per trovare una rapida soluzione ad una vicenda che ormai ha dell'incredibile». «La confusione con cui è stata gestita la gara per la privatizzazione di Tirrenia ha avuto uno dei peggiori epiloghi», dice il segretario generale della Filt Cgil, Franco Nasso, che ricorda come «più volte abbiamo denunciato l’incertezza del piano finanziario di Mediterranea Holding e richiesto un piano industriale in grado di assicurare la continuità dell’insieme dell’attività, dell’occupazione e dei servizi all’utenza di Tirrenia. Ora – si legge sul sito web www.filtcgil.it –  il Governo deve assumersi tutte le responsabilità adottando delle decisioni, che noi riteniamo ancora possibili per concludere positivamente il processo di liberalizzazione che deve avvenire sulla base di un piano industriale intrecciato con un adeguato piano finanziario, tale da garantire la tutela della società, l’insieme dei servizi e i diritti dei lavoratori». Anche secondo Nasso «a questo punto non è più rinviabile da parte del Governo un incontro già più volte da noi sollecitato per definire le garanzie necessarie alla continuità della società alla tutela del lavoro e dei servizi. Non avviare questo confronto – conclude il segretario della Filt Cgil –  sarebbe un grave atto da irresponsabilità che aggraverebbe ulteriormente la confusione e le incertezze che hanno finora caratterizzato questa vicenda"

Il Ministero

La continuità operativa di Tirrenia e Siremar è comunque garantita, ha fatto sapere in serata il ministro Altero Matteoli, grazie allo stanziamento di «apposite risorse» da parte del Governo. «Preso atto della comunicazione di Fintecna riguardo alla conclusione senza esito della procedura di privatizzazione di Tirrenia e Siremar, il Governo – è scritto in un comunicato stampa - ha provveduto, anche grazie allo stanziamento di apposite risorse, a garantire la continuità operativa. Si evita così, nel rispetto dell’interesse pubblico e della collettività, l’interruzione dei collegamenti marittimi». Nessuno stop quindi per i traghetti da e per i principali porti sardi"

Conclusione

Mediterranea Holding si era aggiudicata la gara per Tirrenia lo scorso 28 luglio. La base dell'offerta era di 25 milioni di euro in equity oltre all'assunzione di debiti per 554 milioni. La stessa Mediterranea stava negoziando da settimane con i 53 istituti di credito esposti verso la società di navigazione le condizioni per la messa in sicurezza della posizione finanziaria di Tirrenia
 

05-08-2010      http://sardies.org  

 

 

 

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