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Privatizzazione Tirrenia-Siremar: il modello giuridico scelto non esclude la possibilità di ottenere sussidi statali e fondi comunitari?

Dell' On Vincenzo Gibino (Pdl)

Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che: dovendosi provvedere a privatizzare la Tirrenia-Siremar, società controllata da Fintecna e partecipata interamente dal Ministero dell'economia e delle finanze, entro il 30 settembre 2010, data ultima imposta dalla Unione europea, nel marzo 2010 la regione siciliana costituiva la Mediterranea Holding SPA, sottoscrivendo una quota capitale del 37 per cento (la compagine societaria è poi composta dall'armatore greco A. Tomasos con il 30,5 per cento, il gruppo Lauro con il 18,5 per cento, Nicola Coccia 3 per cento, Isolemar 8 per cento, e la famiglia Busi Ferruzzi al 3 per cento):

la Mediterranea holding ha presentato offerta di acquisto dell'intero pacchetto azionario per 10 milioni di euro, oltre l'impegno di soddisfare i debiti maturati per circa 520 milioni di euro;
il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha ritenuto «formalmente ricevibile» l'unica offerta di acquisto presentata dalla Mediterranea Holding;

l'offerta è stata successivamente rimodulata, elevando l'importo per l'acquisto del pacchetto azionario a 25 milioni di euro, fermo restando l'accollo dei debiti pregressi; Mediterranean Holding ha contestualmente chiesto garanzie sulle sovvenzioni statali, allegando all'offerta una lettera nella quale si chiarisce che nel caso le sovvenzioni statali previste per Tirrenia (72,6 milioni di euro l'anno per 8 anni) e Siremar (55,7 milioni l'anno per 12 anni), dovessero decadere, l'offerta verrà ritirata;
il 28 luglio 2010 Fintecna ha deciso di aggiudicare a Mediterranea Holding il pacchetto azionario di Tirrenia e Siremar;
la regione siciliana ha rifiutato la precedente offerta da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di ottenere la società Siremar (società regionale) a titolo gratuito, preferendo partecipare all'offerta pubblica promossa dalla Fintecna, per rilevare l'intero gruppo Tirrenia-Siremar, adottando una decisione secondo l'interrogante anomala, che va oltre l'obiettivo di tutelare le rotte per la Sicilia, diversamente da quanto deciso dalle regioni Toscana, Sardegna e Campania, che hanno rilevato le società regionali da trasferire agli armatori privati con procedura ad evidenza pubblica nei modi indicati dalle direttive comunitarie;
la proposta della Mediterranea Holding, alla luce degli indirizzi comunitari in materia di partenariato pubblico-privato, che indica di trasferire il rischio ai privati, presenta diverse anomalie secondo l'interrogante con una scarsa valenza economica e di mercato;
la regione siciliana, con la decisione di aderire alla società mista, ha motivato la partecipazione di soggetti economici che da soli non avrebbero mai deciso di partecipare alla gara per l'acquisizione della Tirrenia, non disponendo di risorse finanziarie e di un management in grado di sostenere il piano industriale. I soci privati della Mediterranea Holding con la partecipazione della regione siciliana ritengono di poter acquisire con certezza i contributi statali ed europei previsti per le rotte marittime senza particolari rischi; con tale soluzione adottata la regione assume impegni e rischi che secondo le nuove direttive comunitarie vanno trasferite ai privati e non messi a carico del bilancio delle pubbliche amministrazioni;
la partecipazione della regione siciliana nell'acquisizione di Tirrenia-Siremar è stata ritenuta anomala da Confitarma (Confindustria) e dall'intero cluster marittimo nazionale e internazionale che vede in questo una violazione delle regole di mercato e della concorrenza, con il rischio di contenziosi in ambito comunitario, con richiesta di danni, e un rischio di infrazione comunitaria per lo Stato italiano -: se le condizioni indicate in premessa siano tali da soddisfare integralmente le condizioni individuate da Fintecna per la privatizzazione della Tirrenia-Siremar;
se il modello giuridico gestionale scelto (società mista) sia conforme al trattato e alle direttive dell'Unione europea per ottenere i sussidi statali (sovvenzioni di equilibrio) e i fondi comunitari e se la soluzione adottata possa incorrere in procedure di infrazione che potrebbero bloccare la nuova società e mettere a rischio i collegamenti col Continente e le Isole minori, bloccando l'economia regionale.

04-08-2010   www.avvisatore.it

 

 

 

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