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La svolta. Voto ai marittimi si muove il Senato

Torna alla ribalta l’annosa questione del voto ai marittimi, quei 50 mila cittadini italiani che quando ci sono le elezioni, non possono votare perché sono al lavoro, a bordo delle navi in mezzo al mare. Tema accarezzato dalla politica negli anni scorsi, e in questi giorni è entrato a pieno titolo nelle carte del Senato, con un disegno di legge d’iniziativa del senatore Pd Roberto Di Giovan Paolo, e sottoscritto dalla ligure Roberta Pinotti, sua collega d’aula e di partito. «Il voto per cittadini italiani all’estero per lavoro - spiega Pinotti - è stato toccato dai governi due volte, nelle passate legislature. In particolare, nel precedente governo Berlusconi si garantì il voto dei militari in missione all’estero. Un provvedimento che venne ampliato successivamente dal governo Prodi, estendendolo anche ad altre categorie di elettori che, al momento del voto si trovano all’estero, come ad esempio i ricercatori. In entrambi i casi, però, i marittimi rimasero tagliati fuori dai provvedimenti. Ora - prosegue Pinotti- questo ddl si aggancia a due norme già esistenti: la prima riguarda quelle di cui abbiamo appena parlato, la seconda il voto degli italiani all’estero». La procedura viene spiegata da Di Giovan Paolo: «I marittimi che si trovano a bordo delle navi italiane, possono costituire un seggio speciale: il comandante assumerà la presidenza del seggio, fare lo spoglio, comunicare il voto al ministero dell’Interno. Per quanto riguarda i marittimi che navigano su navi straniere, potranno votare presso l’ambasciata o il consolato del Paese estero nel quale sbarcano, compatibilmente ai tempi della navigazione. In questo momento - dice ancora il senatore - stiamo raccogliendo le firme. Entro 20 giorni gli uffici tecnici tireranno le somme. I tempi della discussione li determinerà il gioco politico». Non sarà una mossa elettorale? «Guardi, il provvedimento riguarda le elezioni per il Parlamento e il Parlamento europeo. Non le amministrative, perché su queste esistono dei problemi tecnici sui quali abbiamo preferito rimandare la discussione. Quindi, non c’è intento elettoralistico». Intenti bipartisan, invece? «Quelli sì - risponde Pinotti -. Negli anni passati la questione del voto ai marittimi era stata affrontata dal senatore Pdl Enrico Musso. Il nostro disegno vuole essere condiviso da tutti.

24-02-2010   http://shippingonline.ilsecoloxix.it   

 

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