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I business della Regione-impresa una cordata siciliana per Siremar

DUE partite da 700 milioni di fondi pubblici che il governo di Raffaele Lombardo vuole giocare in prima persona, pronto ad attrarre a sé industriali dell' Isola che, non a caso, bussano già alle porte di Palazzo d' Orleans. Due partite che sono già iniziate e che vedono il ritorno della «Regione imprenditrice», con l' avallo del Pd, chiaramente. La prima, la Fiat, è nota. La seconda invece lo è meno, ma ha i contorni molto più definiti: quella della Tirrenia e della Siremar. È pronta la cordata di armatori che insieme alla Regione presenterà una manifestazione d' interesse al bando pubblicato da Fintecna per la privatizzazione della compagnia marittima. «È vero, presenteremo un' offerta, stiamo lavorando alla squadra d' imprenditori siciliani, e non, che vogliono rilevare con noi la Tirrenia, e quindi la Siremar», dice l' assessore alle Infrastrutture e alla mobilità, Luigi Gentile. A scoprire in parte le carte del governatore, che non ha mai detto nulla di ufficiale sull' affare Tirrenia,è stato il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli che ha annunciato di «aspettare l' offerta della Regione sulla Tirrenia, che certamente ci sarà». Lo scorso anno, dopo un lungo braccio di ferro, il governatore Lombardo è stato l' unico a non volersi prendere carico della società regionale collegata alla Tirrenia, la Siremar appunto. Mentre i suoi colleghi hanno invece deciso di accettare l' offerta del ministero sulla cessione alle Regioni delle controllate (la Caremar alla Campania, la Saremar alla Sardegna e la Toremar alla Toscana). «I fondi che mette a disposizione lo Stato per la gestione della Siremar non sono sufficienti», ha detto l' ex assessore Giovambattista Bufardeci. Ma ecco che adesso la Regione è pronta addirittura a rilevare Tirrenia e Siremar insieme. Da settimane Lombardo e l' assessore Gentile lavorano alla costruzione della cordata d' imprenditori che con la Regione dovranno presentare la manifestazione d' interesse, entro il 19 febbraio, data di scadenza del bando. Della cordata fanno parte l' armatore della Ustica Lines, Vittorio Morace, il gruppo Franza (di cui è socio anche il democratico Francantonio Genovese), Gianluigi Aponte (Snav), e la famiglia napoletana dei Lauro, che conta sui siciliani per poter fare un' offerta competitiva con i rivali campani (gli Onorato che con la Moby presenteranno un' offerta alternativa per rilevare la Tirrenia). A definirei contorni della cordata di Palazzo d' Orleans c' è la TLink, società che non ha praticamente alcuna attività e che a sede a Termini Imerese. Chi fa parte della T-Link? In parte la Regione stessa grazie al fondo Cape di Simone Cimino (che ha il 50,37 per cento), la Aelle Investimenti di Romeo e Costa (20,69 per cento), la Caronte & Tourist del gruppo Franza (13,55 per cento), la società finanziaria Oxon della famiglia Conti (5,40 per cento) e la Moby degli Onorato (10 per cento), che così grazie alla T-Link giocheranno in due tavoli. Insomma, Lombardo attorno a sé ha messo tutti i principali armatori siciliani, e con i napoletani Lauro conta di potersi dividere a mo' di spezzatino la Tirrenia, mettendo le mani sulla Siremar che tra diretti e stagionali dà lavoro a 1.800 siciliani. «Ben venga un' offerta pubblica», dice Franco Lo Bocchiaro della Cisl trasporti. Sul piatto il governatore mette la cifra, non da poco, di 300 milioni di euro di fondi Fas per il settore marittimo: soldi che potrebbero rimettere a nuovo, senza che i privati scuciano un euro, la flotta Siremar (8 vecchi traghetti e 8 aliscafi abbastanza nuovi). Oltre a quella marittima, il governatore sembra intenzionato a giocare in proprio anche la partita dell' auto, e qui di milioni la Regione ne mette a disposizione 350: ufficialmente li ha offerti alla Fiat, nell' ultimo tentativo di convincere il Lingotto a rimanere in Sicilia. Ma non è escluso che con questi fondi Lombardo faccia un' operazione simile alla Tirrenia. Cioè che la Regione, insieme ad altri imprenditori, entri nel business dell' auto. Anche in questo caso c' è Simone Cimino, con il suo fondo Cape pronto a costruire auto elettriche con gli indiani della Reva (che promette 900 milioni di euro d' investimenti). Un progetto che Lombardo potrebbe spingere a prescindere dalle decisioni del Lingotto: nel frattempo l' assessore alle Attività produttive, Marco Venturi, cerca altri gruppi interessati a investire a Termini, chiaramente insieme alla Regione. Attualmente si parla di Kia ma anche di possibili cordate di imprenditori vicini a Confindustria

07-02-2010 www.repubblica.it

 

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