Roma, 21 ott - "L’avevamo detto in moltissime occasioni dalla manovra di luglio al dl Tirrenia, passando per il collegato lavoro. La soppressione di Ipsema e la sua difficile transizione in Inail è una svista politica ed amministrativa che il Governo non ha voluto rettificare. Una delle conseguenze più allarmanti è proprio lo stallo delle dinamiche di indennizzo nei confronti dei marittimi esposti per anni all’amianto, lì dove l’Ipsema stava seriamente affrontando le procedure amministrative del caso e di colpo, come sappiamo, è stata depennata come ente in attesa di diventare un ulteriore orpello del carrozzone Inail". Così all'AgenParl il deputato di Futuro e Libertà per l'Italia Aldo Di Biagio, in merito alla vicenda dei marittimi liguri in attesa di indennizzo per l'esposizione all'amianto.
"Mi sono battuto in prima persona soprattutto per la definizione di un ente autonomo nel settore marittimo, l’Esin (ente sociale italiano della navigazione), che nella logica di razionalizzazione, avrebbe comportato anche ingenti e documentati risparmi per l’erario, che poche settimane prima del famigerato dl 78 era stato oggetto di una specifica proposta in commissione lavoro. Proprio per garantire alla gente di mare sostegno e assistenza a 360 gradi, partendo proprio dall’Ipsema che come ente brilla per competenza, efficienza e dinamismo. Recentemente il Governo si è impegnato ad istituire nell’Inail un organismo denominato Ufficio Italiano della Navigazione, dotato di autonomia in considerazione della peculiarità e specificità del servizio espletato, su una sollecitazione da me formulata e sostenuta da molti autorevoli colleghi, poiché rappresenta l’unico presupposto per garantire quanto dovuto ai marittimi, esorcizzando che questi possano ricadere nelle maglie asfissianti del sistema di tutela ordinaria dell’Inail che manca, ovviamente, di adeguata competenza, esperienza ed opportuni strumenti


