Tirrenia, la gara,
adesso corrono in 21
Una manifestazione
d’interesse non si nega mai. Così, dopo il
fallimento della prima gara, sono ben 21 le
compagnie che hanno inviato le loro buste alla banca
Rothschild, l’advisor nominato dal commissario
straordinario Giancarlo D’Andrea che si occupa di
gestire la privatizzazione di Tirrenia, atto
secondo. Ieri a mezzogiorno scadeva il termine, e in
serata le notizie ufficiali che circolavano erano
queste: 21 manifestazioni per Tirrenia, 5 per
Siremar - la controllata regionale siciliana che
nella prima gara doveva essere acquistata in blocco
con la compagnia di Stato -, 16 società italiane, 2
americane, una russa, una inglese e una irlandese.
Secondo le indiscrezioni raccolte dal
Secolo XIX,
in corsa si riconferma la cordata Mediterranea
Holding composta da Regione Siciliana, Lauro, Busi
Ferruzzi, Isolemar (piccoli armatori campani,
operatori turistici, dipendenti marittimi) e i nuovi
soci - anch’essi campani - Intergroup, Sopromar e i
sardi di Delcomar. Escono dalla galassia
Mediterranea e corrono da soli la Gestioni
Armatoriali dell’ex presidente di Confitarma Nicola
Coccia - pare in tandem con un armatore greco -, e
la Ttt Line dell’armatore Alexis Tomasos. A un certo
momento si era parlato, tra gli azionisti di
Mediterranea, di un possibile ingresso della coppia
siciliana Matacena-Caronte&Tourist. A ieri,
risultavano separati, ma entrambi in corsa per
Siremar, il gruppo dell’armatore Franza in cordata
con Ustica Lines, Matacena per i fatti suoi. Sempre
per Siremar, spunta anche la Davimar (cordata
composta da albergatori, operatori delle Eolie, gli
autotrasportatori di Faiservice). Ma veniamo agli
operatori grossi. Nonostante l’ingresso di Aponte al
50% in Grandi Navi Veloci e il sostanziale
accorpamento con la sua Snav, entrambe le compagnie
hanno presentato le busta autonomamente. All’appello
rispondono anche la Moby di Vincenzo Onorato,
Corsica-Sardinia Ferries e Strade Blu . A sorpresa
presenta una manifestazione di interesse anche
Grimaldi Napoli - le ultime voci che arrivavano
dalla compagnia facevano pensare al contrario - e a
questo punto non si può escludere che nemmeno il
fondo F2i di Vito Gamberale abbia portato la sua
busta: del resto, un’occhiata alle carte non costa
niente. Ma può permettere di capire perché altri
soggetti che corrono sono interessati alla
questione. Sue americani, si diceva: uno è la Xtl di
Anthony Cerone, l’altro - secondo indiscrezioni -
potrebbe essere il fondo Carlyle. L’inglese della
partita è il fondo Cinven (dentro cui c’era anche
l’ex patron di AirOne, Carlo Toto) - e forse si
riaffaccia persino il gruppo Airon, una cordata di
cantieri che si era già fatta viva alla prima gara.
Ritornerebbe anche il gruppo logistico Transferry.
Mistero per ora sul russo e sull’irlandese: con
tutta probabilità si tratta di soggetti finanziari.
L’irlandese potrebbe ad esempio anche essere un
italiano che per motivi fiscali ha la sua holding
nel Paese della birra scura. I cinque per Siremar:
di qualcuno si è già detto, ma la voce che gira è
che alcuni dei soggetti presenti in Mediterranea
abbiano presentato domande singole. Una busta in
cordata per Tirrenia, forse una “comunitaria” per
Tirrenia più Siremar, e una singola per Siremar
21-10-2010
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