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La minoranza sul futuro della Toremar

 

Sul Corriere di Maremma, ma anche su altri quotidiani, è apparsa la notizia che gli emendamenti presentati dagli onorevoli Silvia Velo e Luca Sani sono stati bocciati in sede di conversione del decreto legge sulla privatizzazione di Toremar (Gruppo Tirrenia), “il governo si è assunto la responsabilità di non tutelare i lavoratori della ex compagnia statale di navigazione che oggi assicura i collegamenti tra la terraferma e le isole dell'Arcipelago toscano, e quella di mettere in forse la prosecuzione dei collegamenti con Giglio ed Elba”. Gli emendamenti, presentati chiedevano al Governo “di garantire la soddisfazione dei crediti vantati dalla Toremar nei confronti di Tirrenia entro due mesi dal suo trasferimento alla Regione Toscana, in modo da consentire a questa di espletare la gara di affidamento ai privati. E', infatti, evidente che nessun privato è interessato a rilevare il debito di Toremar, e che questo rischia seriamente di far fallire il subentro di un nuovo concessionario dei collegamenti marittimi con le isole dell'Arcipelago toscano, a partire dall'Isola del Giglio e dall'Isola d'Elba. Ed è altrettanto chiaro che questo avrà una ricaduta diretta sui marittimi che lavorano sulle navi della compagnia, compresi quelli che operano sulle navi che fanno la spola da Porto Santo Stefano, i quali rischiano di perdere il posto di lavoro e, stante l'atteggiamento tenuto dal governo, anche di trovarsi nella condizione di non poter usufruire nemmeno dei benefici della Legge Marzano. Il problema dei debiti vantati da Toremar (Toscana) Saremar (Sardegna) e Caremar (Campania) nei confronti della società madre Tirrenia (statale), era già stato sollevato in sede di Conferenza Sato- Regioni, ma il ministero aveva fatto finta di niente”. Tra l’altro viene evidenziato che “la Toscana ha quasi concluso le procedure di gara, e le aziende che vi hanno partecipato hanno presentato offerte tarate sul presupposto che lo Stato (Tirrenia) onorasse i propri debiti. Rifiutandosi di farlo, il governo ha ottenuto un triplo risultato: ha scaricato il problema alle Regioni, ha messo a rischio i collegamenti marittimi con le isole minori e ha messo molti lavoratori in condizione di essere licenziati. L'ennesimo esempio di mala gestione del governo Berlusconi". In buona sostanza Toremar dovrà restituire quasi dieci milioni di euro al posto di Tirrenia. Dagli amministratori regionali è stato affermato che il valore della Toremar è di 8 milioni di euro, quindi la perdita secca per chi si aggiudica Toremar si aggira intorno a 2 milioni di euro che, diciamo noi, con ogni probabilità, sarà risarcito, prevedibilmente, con un ridimensionamento della quantità e della qualità dei collegamenti e, dall’aumento del costo del biglietto per passeggeri e per i mezzi, penalizzando, ancora una volta, in maniera pesante la popolazione locale e l’economia turistica già in affanno per la nota crisi finanziaria. Tutto ciò è importante capirlo e discuterlo adesso e non a giochi fatti, poiché la mancanza di certezze sui collegamenti stà mettendo a repentaglio la nostra capacità di competere nei confronti del mercato turistico, già in forte difficoltà per la crisi finanziaria nazionale. Altro che identik del turista !!! Quindi, è doveroso l’invito al Sindaco di informare adeguatamente la popolazione sulla evoluzione della situazione in atto che, senza notizie, così come è nei fatti, da l’impressione anzi la certezza che, da parte dell’Amministrazione, ci sia assoluta indifferenza o peggio ancora disinteresse, per una questione rilevante e di vitale importanza per la popolazione e per l’economia turistica, mentre da parte degli operatori turistici e commerciali la  preoccupazione c’è ed è veramente forte
15-10-2010  www.giglionews.it

 

  

 

   

   

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