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Ma cosa fanno i marinai......quando non navigano
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Rubrica interamente redatta da Camillo Scala " marittimo con l'hobby del giornalismo"
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Non
solo marittimi ...presenta: Luigi Langella
Luigi Langella, elettricista
Tirrenia ,nasce a Torre del Greco ,felicemente sposato e padre
di una bambina meravigliosa.La sua passione è fare il presepe
"o' Presebbio"come si dice dalle nostre parti,quindi presepista
doc e uomo d'amore cosi come ci teneva a precisare "De Crescenzo"
nel libro e nel film "Così parlò Bellavista"facendo una netta e
chiara differenza tra i presepisti e gli alberisti i primi
uomini d'amore e i secondi uomini di libertà. L’8 Dicembre,oltre
ad essere per noi torresi un giorno importante e particolare per
la nostra"Mmaculata"è anche il giorno in cui nella tradizione
Italiana, si allestisce l’albero di Natale e si fa il presepio.
Si tirano giù, dal soppalco, o si tirano su, dalla cantina, le
scatole con le capanne, i pastorelli, la Madonna, San Giuseppe …
Gesù bambino. Poi si inizia … carte di giornali appallottolate,
per il sostegno alle montagne di carta, puntine da disegno,
scotch, i fili di luci, le casette, la fontana, i panni stesi e
poi i pastorelli e infine la …CAPANNA...ovviamente questo non
vale per i presepisti doc e tanto meno per il buon Langella
perchè non appena che i re magi (uniche statuine non statiche)
arrivano alla capanna all'Epifania... da quel momento parte già
l'idea di come progettare il prossimo presepe e nell'arco
dell'anno si raccolgono e si conservano idee e materiali idonei
per realizzazione del prossimo presepe. Forse non tutti sapete
ci dice il Langella che: il termine napoletano "o' Presebbio"
(così come quello italiano presepe o presepio) deriva dal latino
praesepe o praesepium che significa mangiatoia”questo perchè
all’inizio, il presepe napoletano, così come in tutte le altre
regioni cristiane dove esisteva la tradizione del presepe,
raffigurava appunto la scena classica della Natività, con il
bambino nella mangiatoia, la Madonna e San Giuseppe, il bue e
l’asinello Soltanto nel Seicento il presepe napoletano si amplia
cominciando ad introdurre scene di vita quotidiana, come i
venditori di frutta o di carne, le popolane, i pastori con le
pecore....poi continua entrando nel personale..."Fin da piccolo
con mio padre,costruivamo insieme il Presepe per Natale.Mi
piaceva moltissimo trascorrere tante ore insieme a progettare
,costruire,disfare e ricostruire il luogo dove sarebbe nato
Gesù.Io aspettavo con ansia l’arrivo di questo momento,ma non
era così per mia madre che doveva poi ripulire .Un giorno mio
padre,stanco delle sue continue lamentele ,decise che per quell’
anno il Presepe l’avrebbe comprato.Mia madre fu molto contenta
al contrario di me,che triste e deluso giurai che d’allora in
poi nella mia casa ci sarebbe sempre stato un Presepe progettato
e realizzato da me; e dall’allora è sempre stato così .Ogni
anno,realizzo il mio Presepe e questo ,per me, è un momento di
pura gioia che mi rende felice,sereno , mi fa dimenticare le
brutture della vita e mi fa ritornare bambino....."Proviamo
allora a domandargli "Ma il presepe secondo Lei è sacro o
profano? Al di là dei simboli religiosi che esso richiama, il
presepe è amato anche da quelle famiglie napoletane poco
osservanti o dichiaratamente laiche, perché il presepe
napoletano è il luogo dove sacro e profano, spiritualità e vita
quotidiana, preghiera ed ironia convivono come solo a Napoli,
città delle contraddizioni, è possibile. Seppur scontatata sarà
la sua risposta ci permetta di farle la domanda di rito" Signor
Langella "te piace 'o presepe?" ......"Si" e aggiunge: Quando
alla fine della commedia "Natale in casa Cupiello" Luca (in fin
di vita nel letto) ottiene il tanto sospirato "si" di Nennillo
suo figlio,"disperde il suo sguardo lontano, come per inseguire
una visione incantevole: un Presepe grande come il mondo, nel
quale scorge il brulichio festoso di uomini veri, ma piccoli
piccoli, che si danno un daffare incredibile per giungere in
fretta alla Capanna, dove un vero asinello ed una vera mucca,
piccoli anch'essi come gli uomini, stanno riscaldando coi loro
fiati un Gesù Bambino grande grande, che palpita e piange, come
piangerebbe un qualunque neonato piccolo piccolo. Perduto dietro
quella visione, annuncia il prodigio a se stesso".
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