Covid-19 Inghilterra. Un mese per “cambio equipaggi marittimi sicuro” nello shipping da armatori e sindacati (di A. Martinengo)

Covid-19 Inghilterra. Un mese per “cambio equipaggi marittimi sicuro” nello shipping da armatori e sindacati (di A. Martinengo)

 



 

I datori di lavoro e i sindacati del settore marittimo hanno concordato di prorogare i contratti dei marittimi per un altro mese al fine di dare tempo ai Governi e alle aziende di attuare i protocolli dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) per garantire cambiamenti sicuri dell’equipaggio e viaggiare durante la pandemia di COVID-19.

In una lettera circolare emessa il 5 Maggio 2020, l’IMO ha formulato raccomandazioni agli Stati membri in merito alle misure volte a facilitare i cambiamenti dell’equipaggio di navi, e lo ha consigliato alle associazioni industriali globali con status consultivo presso l’IMO.

Ogni mese circa 150.000 marittimi devono essere cambiati da e verso le navi per garantire il rispetto delle normative marittime internazionali per garantire sicurezza, salute e benessere dell’equipaggio e prevenire l’affaticamento. Tra la pandemia di COVID-19, tuttavia, le restrizioni ai viaggi imposte dal governo hanno fatto sì che, dopo lunghi intoppi, un gran numero di marittimi debba estendere ancora il loro servizio in mare.

Giovedì 14 Maggio 2020, il Joint Negotiating Group (JNG), che rappresenta i datori di lavoro, e la International Transport Workers Federation (ITF), che rappresentano i sindacati dei marittimi e i loro membri, hanno emesso una lettera circolare che fornisce un quadro di protocolli che assicurano che i cambi di equipaggio possano essere effettuati in sicurezza e il più presto possibile in mezzo alla crisi globale senza precedenti. La lettera evidenzia anche la difficile situazione critica ma spesso sconosciuta e trascurata dei marittimi e l’importante ruolo che svolgono nell’economia e nella società mondiale.

“La navigazione è vitale per il mantenimento delle catene di approvvigionamento globali, ma la situazione attuale è insostenibile per la sicurezza e il benessere dell’equipaggio della nave e il funzionamento sicuro del commercio marittimo”, afferma la lettera circolare congiunta.

JNG è composto dall’International Maritime Employers Council, dall’International Mariners Management Association del Giappone, dalla Korean Shipowners Association e da Evergreen.

In precedenza, JNG e ITF avevano concordato due volte di estendere i contratti dei marittimi al fine di tenerli al sicuro dall’esposizione al virus e apprezzando anche l’enormità delle sfide poste in termini di restrizioni di viaggio e disponibilità di voli.  Di conseguenza,  un numero significativo di marittimi è stato tenuto a rimanere a bordo oltre il periodo del contratto di lavoro mentre altri sono in attesa di essere schierati.

I gruppi navali hanno per mesi avvertito che l’incapacità di effettuare cambi di equipaggio durante la crisi COVID-19 è una bomba ad orologeria per l’industria navale globale. Nelle discussioni della scorsa settimana, JNG e ITF hanno concordato che la situazione attuale per quanto riguarda la mancanza di cambio dell’equipaggio non può più continuare così com’è.

JNG e ITF hanno dichiarato nella loro lettera, “l’affaticamento dei marittimi non deve essere sottovalutato e le parti sociali hanno quindi deciso di non estendere i contratti, ma di sostenere un periodo di attuazione non superiore a 30 giorni (fino al 15 Giugno 2020) in modo che i Governi abbiano il tempo di attuare il quadro dei protocolli come indicato nella lettera circolare dell’IMO”.

La lettera comprende cinque punti su cui il JNG e l’ITF hanno concordato, tra cui concedere fino a 30 giorni a partire dal 15 maggio 2020 per garantire che possa avvenire una agevole sostituzione dei membri dell’equipaggio ed afferma, “…infine, ITF e JNG vogliono allertare gli Stati di bandiera, i club P&I, gli operatori e i noleggiatori che, nel caso in cui il Framework of Protocols for Crew Change non entrasse in vigore entro la metà di giugno 2020, la conseguenza della malattia correlata allo stress che colpisce i marittimi e la loro incapacità di accedere costantemente al supporto medico a terra può avere un impatto negativo sulla fattibilità commerciale delle operazioni della nave”.

Angelo Martinengo
Container World
Ambasciatore di Genova nel Mondo
< cocationam@gmail.com >

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