19-11-2020

Un mare di sfruttamento e precarietà

Marittimi, crisi ed emergenza sanitaria. Un contributo di #Riconquistiamotutto nella FILT.

 

UN SINDACATO ALLA DERIVA?

La vergognosa e pesante situazione di migliaia di marittimi bloccati a bordo, in una sorta di prigionia, con costanti difficoltà nell’ essere avvicendati in sicurezza a causa delle chiusure alle frontiere dovute ai protocolli Anti-Covid adottati a livello internazionale è solo la punta di un iceberg riguardante i lavoratori del mare, prima e durante l’attuale emergenza pandemica.

Ma occorre andare con ordine per permettere al lettore di inquadrare la situazione di questa particolare componente della classe lavoratrice, residuale ma strategica a livello economico, e oseremmo dire a livello storico, non fosse altro che l’80% delle merci nel mondo transitano via mare, e che i marinai furono tra le maggiori avanguardie nelle mobilitazioni e nelle insurrezioni, su tutte quella dell’Ottobre del 1917 in Russia. Ciononostante, è una delle forze proletarie più dimenticate e meno tutelate.

UNA VITA PERENNEMENTE PRECARIA

Nel settore dei trasporti marittimi esistono tre modalità di arruolamento a bordo di una nave battente bandiera italiana: iscrizione al Turno Generale, al Turno Particolare e Continuità del Rapporto di Lavoro.

Nel primo caso, il lavoratore è assunto a tempo determinato; terminata la navigazione con meno di 90 giorni, il rapporto di lavoro termina lì.

Se si superano i 90 giorni consecutivi il marittimo ha diritto all’iscrizione nel Turno Particolare, ovvero ha diritto di precedenza nella turnazione degli equipaggi, egli ha raggiunto l’agognato tempo indeterminato.

Ma il Turno Particolare è effettivamente una relazione di lavoro a tempo indeterminato? Assolutamente no. L’Armatore ha un vincolo morale nel richiamare il marittimo, il quale sia se a tempo determinato in Turno generale che a tempo indeterminato in Turno particolare, a fine imbarco riceve il suo TFR ed è a tutti gli effetti un disoccupato, coperto dalla NASPI. Spetterà al..........clicca qui per l'articolo completo

 

 

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