Rubrica

           Camillo Scala

Ma cosa fanno i marinai quando non navigano  

 

 

 

 


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21-10-2016

IL CORO DEL SILENZIO

Per entrare nel mondo del lavoro, oggi, è estremamente complicato, a meno che non si sia un “ fenomeno”, ma sono pochissimi i casi ” anche loro se la passano male” ( vedi fuga di cervelli). E questa viene definita “selezione”.

Questo è il mondo che tutti conoscono, ma il mondo “ ALIENO” dei marittimi è conosciuto solo da chi ne fa parte e vorrei provare a spiegarvelo, spero in poche parole, per far capire quali aspettative un giovane ha nel mondo marittimo.

Avere 16-18 anni e sognare di girare il mondo a bordo di splendide navi, facendo carriera dopo anni di pratica e sudore è veramente “sognare”.

Il primo ostacolo “importante” si presenta subito al momento di ottenere il famoso Libretto d’imbarco, ed incomincia la “selezione”.

Con le attuali normative bisogna frequentare dei corsi obbligatori che con dei costi elevati che superano i mille euro nella migliore delle ipotesi,  più, visite mediche ,marche da bollo per ogni attestato ,bollettini  postali, vaccinazione obbligatori ed ecc. ecc., eccoci giusto all’inizio della burocrazia italiana

Dopa 3/4mesi ed una spesa di 1.500,00 euro per un disoccupato in cerca di lavoro (e non è un cifra da poco) e di un sogno , prende la forma di un libretto di navigazione  che altro non che un foglio provvisorio d’imbarco.

E non tutti i sogni hanno un lieto fine.

Dopo anni di sacrifici morali e fisici, con micro vibrazioni continue, anche quando riposi in una piccola cabina a cuccetta con la nave ferma in porto, grandi vibrazioni durante la navigazione, e quando c’è il mare mosso per mangiare, se c’è la fai con i tempi e gli orari da rispettare, devi mantenere

Il bicchiere con la sinistra e  il piatto con la destra, e se non bastasse anche  con generi alimentari tutti congelati, forse di buonissima qualità (?), ma pur sempre congelati.

 Disagi fisici: Come quando sei appena partito dal Sud Africa con temperature sotto lo zero e dopo 3-4 giorni sei all’Equatore con temperature che superano i 35-40 gradi, giusto per menzionare lo sbalzo termico.

Disagi morali: quante ricorrenze passate in solitudine. s.s.natale  ,s.s,pasqua nascite dei tuoi cari ed altro.

Disagi affettivi: se sei uno dei fortunati(?), che da  40 anni  lavora senza interruzione, vuol dire che nella migliore delle ipotesi sei stato  un marito e un padre a metà, perché l’altra metà l’hai passata a bordo con i tuoi colleghi.

Dopo tutti questi sacrifici ti illudi di far parte di quella categoria di lavoratori usuranti , lavori gravosi, o lavori pesanti; invece no,  ma forse hanno ragione quando  dicono che noi marittimi facciamo parte dei lavoratori CONSUMANTI che  è una tutt’altra categoria .

Come categoria “LAVORATORI PRECOCI” devi possedere almeno 1 anno di contributi con età anagrafica al di sotto dei 19 anni, quei pochi  che hanno i requisiti, devono essere o disabili o avere un familiare disabile,  o essere disoccupato senza ammortizzatori sociali.  Ma i marittimi  del turno generale tutte le volte che sbarcano sono disoccupati senza ammortizzatori sociali e comunque devono raggiungere almeno 36 anni di contributi, se gli va bene riescono a navigare 6 mesi all’anno; per la disabilità ovviamente nessuno spera che sia quello il motivo del pensionamento ed una persona e lungi di non beneficiarne mai.

Per ultimo, ma non per importanza “GLI ESAMI NON FINISCONO MAI”

I marittimi italiani imbarcati, tutte le settimane devono svolgere le esercitazioni obbligatorie  (INCENDIO, ABBANDONO NAVE, EMERGENZA ECOLOGICA, UOMO IN MARE ) ma i nostri istruttori sono tutti ufficiali italiani, e fino a prova contraria sono sempre stati il fiore all’occhiello della marineria Italiana nel mondo.  FINO AL..???.Perché???

  Ora infatti devono ritornare di nuovo sui banchi di scuola, per seguire dei corsi da 300 a 570 ore decisamente costosi per le nuove normative Mondiali stabilite a Manila, che in sintesi non riconoscono la preparazione e lo studio effettuati nella nostra scuola Media Superiore Statale dell’Istituto Nautico, e la successiva crescita professionale

Ma allora fino adesso chi ci ha istruito non era in possesso dei requisiti per farlo o secondo la normativa non era in condizioni di farlo.(?)

E tutti i marittimi  sono “OBBLIGATI” a conseguire i nuovi titoli presso istituti e scuole autorizzate ed accollarsi i relativi costi alti. Ma non tutti i marittimi hanno alle loro spalle società come la mia, che si è accollata tutte  le spese  dei corsi e  relativa logistica.

Ecco come è il mondo marittimo e come sta cambiando, al contrario dei sogni o delle fiabe,  qui da noi non vale la regola “ E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI”.

PRIMAVERA GIUSEPPE

21/10/2016

 

18-10-2016

CORSI DIRETTIVI COMANDANTI DIRETTORI PRIMI UFFICIALI COPERTA E MACCHINA

E’ già da un po’ di tempo che si parla del famigerato corso direttivo per comandanti, direttori di macchina e primi ufficiali di coperta e macchina. Per dare una giusta e corretta informazione all’opinione pubblica, al fine di rendere chiara e trasparente la problematica, credo che sia indispensabile analizzare i contenuti previsti da tale corso e stabilire se sia giusto o meno, farlo frequentare al suddetto personale. Riferendomi al personale di coperta, quindi parliamo del corso direttivo delle 300 ore:

 

Alla funzione 1 “Navigazione a livello direttivo” sono previste:

 

20 ore, per la pianificazione della traversata, pianificazione del viaggio e della navigazione in tutte le condizioni con metodi accettabili di tracciamento di una rotta oceanica prendendo in considerazione: acque ristrette, condizioni metereologiche etc.etc.

40 ore per la determinazione e la precisione del risultato punto nave ottenuto con qualsiasi mezzo: osservazioni astronomiche, osservazioni terrestri includenti la capacità di usare le carte appropriate, avvisi ai naviganti e altre pubblicazioni.

10 ore per determinare e compensare gli errori alla bussola,

10 ore per stabilire le disposizioni e le procedure per la tenuta della guardia,

20 ore per prevedere le condizioni metereologiche ed oceaniche,

 5 ore per rispondere alle emergenze della navigazione,

30 ore per la manovra e il governo della nave in ogni condizione

25 ore per l’utilizzo dei comandi a distanza dell’impianto di propulsione, gli impianti di macchina e servizi.      

 

Alla funzione 2 “Maneggio e stivaggio del carico a livello direttivo”

 

50 ore per pianificare e garantire il sicuro imbarco, stivaggio, rizzaggio, cura durante il viaggio e lo sbarco del carico

10 ore per valutare i difetti e i danni riferiti agli spazi del carico, boccaporto, casse di zavorra e prendere le appropriate decisioni

10 ore per il trasporto carichi pericolosi

50 ore per il controllo assetto, stabilità e sforzi

20 ore per monitorare e controllare la conformità con i requisiti legislativi e le misure per garantire la sicurezza della vita in mare e la protezione dell’ambiente marino

 

Ora leggendo e analizzando il contenuto del programma su esposto, risulta evidente, che le argomentazioni richieste, siano pane quotidiano per i primi ufficiali di coperta e comandanti, che dovrebbero essere esonerati dalla frequenza del suddetto corso. Non si può pensare che, per poter fare navigare queste persone con anni di esperienza, sia indispensabile, che gli debbano spiegare attraverso il corso direttivo, come si traccia una rotta, o come si carica una nave, oppure come si calcola un errore alla bussola o come comportarsi durante le emergenze. Lascio a voi i commenti e le conclusioni.

 

CLC Mario Collaro

 

09-10-2016

In riferimento al corso direttivo per comandanti, direttori di macchina e ufficiali di coperta e macchina, ai fini del rilascio e del rinnovo del certificato di competenza, per rendere meno doloroso possibile quello che è stato imposto coi tagli ai nautici , a mio avviso il MIT, dovrebbe ESENTARE dalla frequenza di detto corso, tutti coloro che si sono diplomati prima, dell’entrata in vigore della riforma Gelmini, in quanto i nautici fino a tale periodo, continuavano a formare i giovani aspiranti ufficiali, con programmi prettamente specifici “Progetto Orione e Nautilus” alla carriera del mare.

Dopo tale periodo, è corretto che venga richiesto il corso direttivo, in quanto come giustamente rilevato dall’EMSA in sede d’ ispezione all’ Italia, il percorso formativo effettuato negli istituti nautici, non era più idoneo, in quanto, privato di molte ore di materie tecniche nautiche e doveva essere integrato con la frequenza del corso direttivo. Bisogna far capire alla comunità europea, che i percorsi formativi dei nautici italiani, fino alla riforma Gelmini, soddisfavano i requisiti previsti nell’ IMO model course 7.01 e 7.02. Detto ciò, credo che sia veramente ingiusto fare di tutto un erba, un fascio, pretendendo da tutti, la frequenza di tale corso. Supponendo che il MIT rendesse obbligatorio il corso a tutti, consultando l’elenco dei centri autorizzati in Italia, noto che non ce sono nemmeno tanti che effettuano questo famoso Modulo direttivo richiesto e che possano certificare non più di 20/25 persone a corso, impiegando circa 2 mesi, per gli ufficiali di coperta e circa 3 mesi per quelli di macchina , visto che la matematica è una scienza esatta, ci dovranno dire tecnicamente, se si riuscirà a certificare tutti gli ufficiali che hanno la scadenza del COC dopo Gennaio 2017 entro il 2018, pur facendo valere molti moduli che possano essere svolti a bordo durante l’imbarco. Già siamo in forte ritardo per i corsi di aggiornamento e leadership, dove buona parte dei marittimi non riusciranno a certificarsi entro il 31/12/2016, se poi a questo, aggiungiamo anche il corso direttivo a tutti, siamo veramente in una situazione gravissima. Mi auguro di essere stato chiaro nell’esposizione dei fatti e auguro a tutti i colleghi marittimi buona fortuna.

CLC Mario Collaro

 

30-09-2016

Un’ altra Società di Navigazione scompare dalla scena causa fallimento:    si tratta della Navimar di Monte di Procida.

A causa di ciò da qualche giorno la M/n  “ Lady Gaia “ si trova sequestrata a Porto Marghera con una situazione problematica dal punto di vista tecnico e che comporta condizioni poco dignitose per il personale imbarcato. 

L’altra nave, la gemella Lady Gloria, è invece ferma alla fonda nel Golfo di Pozzuoli in attesa che il Curatore Fallimentare decida di designare, soprattutto per garantire la sicurezza del suo equipaggio, un ormeggio nel porto più vicino, la nave, infatti, è rimasta ormai con poca scorta di bunker – provviste -  acqua e generi di prima necessità.

Inoltre, parte del personale imbarcato in entrambe le unità ha fatto domanda di sbarco già da diverso tempo, ma nessuno al momento è in grado di confermare quando questi movimenti si potranno effettuare dando la possibilità, a chi ne abbia fatto richiesta, di poter tornare liberamente a casa propria.

Altra nota dolente riguarda la mancata erogazione degli stipendi, da circa tre mesi, nei confronti di parte del personale che sta causando disagi economici anche alle famiglie.

Speriamo in una celere e pronta risoluzione della questione da parte del  Curatore Fallimentare nominato dal tribunale, augurandoci che solleciti quanto prima la messa in sicurezza della N/n “ Lady Gloria” che nei prossimi giorni, se resterà ancora alla fonda nel Golfo di  Pozzuoli,  potrebbe diventare un pericolo per la navigazione non avendo più la possibilità di mettere  in moto i propri generatori per illuminare la nave ed alimentare i servizi principali della stessa.

Altra soluzione che ci si aspetta riguarda la ripresa dell’erogazione degli stipendi al personale imbarcato che deve ricevere quanto dovuto per il lavoro svolto.

 

I Marittimi delle M/n Lady Gloria e Lady Gaia

capitanocesco@aliceposta.it>

 

01-09-2016

RINNOVO CERTIFICATI FIRST AID E MEDICAL CARE

Egregio sig Bartolo,al fine di fare cosa utile per i colleghi marittimi,  con la presente volevo invitarla a pubblicare sul vostro sito, la notizia che da ieri è possibile rinnovare i certificati di cui all'oggetto , presso l'ufficio USMAF di Salerno sito a via Molo Manfredi (di fronte alla capitaneria di porto),previo telefonata al numero 06 5994 4835 dott.re responsabile Cuciniello. Basta portarsi con se solo il libretto di navigazione e successivamente una volta giunto nell'ufficio USMAF compilare un modulo di autocertificazione che attesti di aver effettuato un anno di navigazione negli ultimi 5 anni .  Lo possono fare tutti indipendentemente dal compartimento di iscrizione e dal luogo di conseguimento del certificato. Non occorrono marche da bollo.

Per ulteriori chiarimenti potete contattarmi al numero 3336519794. Grazie in anticipo e colgo l'occasione per inviarVi distinti saluti.

C.L.C Mario Collaro 

 

27-08-2016

Carissimo signor Russo, in merito al suo ultimo articolo sulla non disponibilità all'imbarco delle chiamate del turno generale nei vari  collocamenti è bene precisare che noi marittimi del turno generale per imbarcare dobbiamo essere in ordine con i corsi non ultimo quello del Ro.Ro.

Ebbene Le faccio presente che questo corso a pagamento ha un costo che varia dalle 200 alle cinquecento euro in base alla regione in cui si risiede e magari dopo aver speso questi soldi c'e il rischio di rimanere imbarcati solo per pochi giorni.

I problemi dei marittimi li sanno tutti, ma tutti fanno finta di non sapere.

Comunque grazie per le continue informazioni che date a tutti noi marittimi

Rivieccio Giancarlo turno generale da 15 anni

 

I Marittimi ci sono

Spett.le Sito Torre D’amare, siete geniali e sempre disponibili a dare informazioni per le chiamate dei turni generali, delle varie categorie, quasi sempre delle prime categorie.

Ho letto oggi dell’annuncio che ha fatto lei, dicendo, ma i marittimi ci sono, perché lei questa domanda non la fa ai SINDACATI, che con questi contratti specialmente quello di 2°

livello hanno ridotti i compensi a una miseria, e per di più la informo che qualche società ai turni generali non li paga, e lei pensa che un lavoratore imbarca, facendo 15/16 ore al giorno

senza essere retribuito per quello che fa, è inutile nascondersi i Sindacati lo sanno benissimo perchè non rispondono alle chiamate. 

ernestogarzia@alice.it

18-08-2016

Sinistri marittimi, cosa viene fatto per l’errore umano? 

In questi giorni leggendo alcuni articoli sul sito MAIB (Marine Accident Investigation Branch) che si occupa di sinistri marittimi, riflettevo sulla percentuale (l’80%) che viene attribuita al fattore umano e mi chiedevo il perché oggi tale percentuale rimane ancora troppo alta e cosa sia stato fatto o cosa si stia facendo per ridurre notevolmente i sinistri dovuti dall’ errore umano. La storia  ci insegna, che i sinistri marittimi, erano dovuti anche a difetti di progettazione, carenza di manutenzione e all’ inadeguatezza tecnologica, che nel corso degli anni, sono stati arginati con i seguenti provvedimenti: norme sulla timoneria e sulla stabilità,  norme sui dispositivi per verificare lo stato di chiusura dei portelloni delle navi traghetto, Memorandum di Parigi (MOU), l’STCW, Colreg, Marpol, Solas e Bordo Libero , ma per il fattore umano non ho trovato niente che sia stato fatto. Anzi nel corso tempo, abbiamo assistito come le tabelle d’armamento delle navi, abbiano subito delle riduzioni significative del personale, affaticando sempre di più i presenti a bordo e quindi andando a peggiorare il fattore umano. Il perché di non aver fatto niente di migliorativo in tutto questo periodo, a mio avviso è dovuto solo dal fatto della convenienza assicurativa. Mi spiego meglio, in caso di incidente se viene stabilito che è dovuto ad errore umano, l’assicurazione paga senza alcun problema, ma se viene accertato che l’incidente è dovuto ad un difetto di un organo di governo o a motore dovuto da scarsa manutenzione, li potrebbero esserci problemi con l’assicurazione. Con questa piccola premessa, volevo invitare ad amici e colleghi marittimi, a riflettere un po’ su questa realtà, che non è del tutto clemente nei nostri confronti. Allora come prima cosa per tutelarci, dovremmo stipulare un’assicurazione anche noi, che per lo meno ci possa assistere per le spese legali a tutela della nostra difesa in caso di sinistro. Ricordo a tutti i naviganti, di avere sempre gli occhi aperti e di non essere superficiali su alcune problematiche, che quando si presentano, devono essere affrontate nel giusto modo e non a rimpiangere per quello che non è stato fatto. Concludo augurando a tutti voi buon lavoro. Fraterni saluti. CLC Mario Collaro     

 

20-07-2016

In riferimento allo studio fatto dall’INPS in materia di assistenza malattia ai marittimi, nella quale giunge a conclusione,  evidenziando uno stato di “privilegio” rispetto ai lavoratori di terra, per onore di verità in modo tale che l’opinione pubblica possa  capire la reale situazione, ci tengo a precisare quanto segue: premesso che un contratto di lavoro “terrestre” mediamente richiede 40 ore settimanali ,  mentre quello marittimo,  ne richiede mediamente 84  (8 ore di lavoro ordinario + 4 ore di lavoro straordinario totale 12 ore x 7 giorni in quanto si lavora di sabato e di domenica, totale 84 ore). Quindi come si evince dai fatti su esposti, il lavoratore marittimo effettua il doppio delle ore lavorative settimanali  rispetto ad un “terrestre”, ma comunque è un “privilegiato”. Se il lavoratore terrestre fa il turno di notte, riprende il lavoro dopo aver usufruito di un giorno di riposo, mentre il lavoratore marittimo, se oggi fa il turno di notte, lo deve fare  domani, dopodomani e cosi via, per tutto il periodo di imbarco, (mediamente due/tre mesi)  senza usufruire dei giorni di riposo cosi come per i “terrestri”, eppure è un “privilegiato”. Per quanto riguarda il riconoscimento dei benefici della pensione anticipata dovuta all’esposizione dell’amianto e del lavoratore usurante, quest’ultimi sono stati riconosciuti ai lavoratori terrestri, ma non ai marittimi che comunque sono dei “privilegiati”.  Il lavoratore terrestre ha 14 mensilità, mentre la stragrande maggioranza dei marittimi ad esclusione di quelli che hanno la CRL , devono vivere con 6 o 7 mensilità annuali, cosi come per gli assegni familiari e le detrazioni per figli e coniuge a carico, di cui ne usufruiscono solo per il periodo di imbarco, mentre per il restante periodo non ne possono usufruire, in quanto per poterlo fare, dovrebbero stare imbarcati tutto l’anno,  eppure sono dei “privilegiati”.  A tutti i lavoratori, come a tutti i cittadini viene dato il diritto al voto, mentre  questo diritto viene negato ai marittimi “privilegiati” . Il marittimo durante lo svolgimento del proprio lavoro, oltre ad essere sottoposto a ritmi stressanti che influiscono negativamente sull’organismo,   deve nutrirsi  con cibi prevalentemente congelati e a lunga conservazione e spesso di bassa qualità , eppure è un “privilegiato”.  Non voglio prolungarmi nell’esposizione di altri “privilegi” di cui godono i marittimi, in quanto tutti questi privilegi potrebbero indurre ai lavoratori terrestri , tra cui anche gli studiosi dell’INPS, a cambiare lavoro e diventare marittimi.  Concludo ricordandomi di un detto di mio nonno anch’egli marittimo, “uaglio’ i sord ri marittm nun se dann neanch pe fa a carità” provo a tradurre: ragazzo i soldi dei marittimi non si danno neanche per fare la carità, in quanto sono veramente sudati con tanto sacrificio e non “privilegio” cosi come descritto dagli studiosi INPS. 

C.L.C Mario Collaro

19-07-2016

Caro amico e collega Primavera, non sai come mi ha fatto piacere che tu hai scritto, questa bellissima lettera indirizzata ai compagni Laziomar.                                                                                                                 

Caro amico il sottoscritto ha seguito un poco della contrattazione della Caremar, poi mi hanno fatto fuori proprio, per il fatto che le sentenze passate in giudicato non possono essere interpretate da sindacati e aziende, ma quello che ti chiedo, e forse tu potresti essere, da tramite con i sindacati Nazionale, chiedendo perche c’è questa disparità di ragionare tra sindacati della Campania e quelli delle altre Regione, la CGIL di Napoli assieme alle altre sigle hanno fatto ferro e fuochi a firmare l’accordo, per cancellare il T.I. con tutte le richieste contrarie dei lavoratori, io sono stato un fedelissimo della CGIL anche io sono stato un RSA, basta chiedere e tu sai a chi,hanno ridotti i lavoratori Caremar a rinunciare un secolo di storia, spero che i compagni Laziomar come mi dicono che loro non accetteranno questo accordo, spero proprio che sia così, spero che la CGIL Napoli la finisca di farsi trascinare da altre sigle, facciamo un saluto alla CGIL che sta portando avanti con successo la LAZIOMAR auguri alla segretaria CGIL.

Saluti   Ernesto Garzia

 

18-07-2016

Ai colleghi della Laziomar

La notizia del raggiunto accordo sulla C.A. non poteva che farci piacere, poi leggendo l’accordo aziendale il piacere è andato via via scemando. Non tanto per la parte economica, la cui valutazione può essere lasciata solo ai diretti interessati, azienda e lavoratori.   

La perplessità nasce sulla parte normativa, ad iniziare dal preambolo; ci chiediamo ma l’autonomia contrattuale tra sindacato e azienda può interpretare una Sentenza di legge dichiarando di assicurare al lavoratore un impiego inferiore a quello che sin ad ora, e nel rispetto della sentenza, avveniva?   

Mah siamo perplessi, credevamo che le sentenze, passate ingiudicate, andassero rispettate e non interpretate da sindacato e azienda, caso mai lasciate alla volontà del singolo lavoratore interessato. Altro dubbio al personale in TP viene assicurato un periodo di imbarco non inferiore ai 7 mesi annui, ma cosa prevede il CCNL in merito?                 L’organico della Società non dovrebbe essere determinato in maniera da garantire il normale avvicendamento del personale garantendo a tutti un periodo di imbarco maggiore? L’organico del 143% previsto dal CCNL non serve proprio a questo? Prendendo a riferimento il CCNL, il marittimo ‘’imbarcato’’ per 7 mesi ha diritto, grosso modo, a 85 giornate di riposo compensativo (Compensativo e Ferie) e avrà quindi 7 mensilità complete in aggiunta 7 ratei di tredicesima, quattordicesima e TFR. Il saldo degli 85 compensativi equivalgono, sempre grosso modo, a circa altre 3,5 mensilità con la tredicesima e quattordicesima, non in TFR.   Quindi circa 10,5 mesi, peccato che l’anno sia composto da 12 mesi.

Quindi l’accordo non rispetta il CCNL. Nel caso poi specifico della Laziomar se durante i 7 mesi di imbarco il marittimo usufruisce anche dei compensativi durante l’imbarco la penalizzazione sarà molto, ma molto maggiore., in quanto le giornate  usufruite durante l’imbarco vengono pagate come semplici giornate di paga e non come compensativo, chi si occupa di marittimi conosce la differenza. Per questo non comprendiamo la differenza di periodi di imbarco fra CRL – Tempo  Indeterminato – e Turno Particolare.  Una ulteriore nota, a vostro avviso negativa, è la divisione fra lavoratori circa l’indennità di navigazione aziendale, a proposito è legale trasformare prestazioni lavorative in indennità di Navigazione che ha un differente regime previdenziale per esempio?    

Ma a parte questo perché questa indennità viene differenziata anche a parità di mansione fra chi assunto in una certa data e chi dopo? Perché poi non spetta al personale in Turno Generale?

Ci meravigliamo che vengono fatte queste divisioni in una contrattazione aziendale, se si voleva garantire un reddito a certe persone, anziane di società, bisognava introdurre super minimi individuali e non creare un’apposita contrattazione aziendale. E a questo punto scusate , ma con tutti i difetti che ha, belle le nostre conquiste e brava la nostra nuova proprietà Toremar ad averle consolidate.

RSA Toremar    Giuseppe Primavera [primavera.peppe@gmail.com]

 

28-06-2016

LIVORNO, 28/06/2016

 

L'Italia per i Marittimi è un 'Purgatorio fiscale'.

 

Essere marittimi italiani, sapendo che gli armatori che ci assumono vivono in paradiso dovrebbe farci sentire felici e 'protetti dai Santi'. La realtà è che noi siamo in Purgatorio, scontiamo e paghiamo per le nostre colpe, ma soprattutto per quelle degli altri, un prezzo molto alto sia per qualità del lavoro che per tasse ingiustamente altissime, dove chi è in 'paradiso' non sa neanche cosa siano.

In Purgatorio si scontano anni in liste di turno generale, dove per 6/7 mesi e più non trovi imbarchi mentre nei tre mesi circa di lavoro devio coprire tutte le spese di anno per tirare avanti la famiglia e paghi tasse che arrivano al 40% del corso dello stipendio.

Poi arriva l'agognata assunzione. Il primo pensiero è : 'E' tutto finito, sono anch'io in Paradiso'! Ma la realtà è diversa, non si esce dal purgatorio. Se hai bisogno di un dottore devi rivolgerti ai medici della 'cassa marittima', ex ipsema… e qui si scende all'inferno!

Tutti i lavoratori dipendenti di qualsiasi settore lavorativo ricevono dai loro datori di lavoro le spettanza della malattia. I marittimi no! Una volta scesi all'inferno si deve fare i conti prima con gli uffici ex ipsema, in cui un dottore ti visita e decide se il tuo malessere pregiudica la tua capacità lavorativa e se così fosse allora devi 'sbarcare' e quindi giudicato non idoneo alla navigazione. E' chiaro che da quando l'ipsema è stato inglobato nell'inps tutto è diventato difficilissimo.

Ma ancora più inquietante è il sistema di pagamento per l'assistenza alla malattia: ci vogliono mediamente 2/3 mesi prima di ricevere un acconto, che tra l'altro non supera mai le 400/500,00 euro lorde ( a cui va scalato il 28% di ritenute, addizionali regionali e comunali), e poi nei 3/4 mesi successivi, o anche molto più, si riescono a percepire gli arretrati che spettano. Per non parlare di quei sfortunati casi in cui si accumulano errori su errori e per il marittimo poter ottenere le proprie spettanze vuol dire veder aprirsi le porte dell'ultimo girone infernale! Ma ancora una volta il disastro si abbatte sul marittimo incolpevole che tra tasse e reddito per la malattia passa dal Purgatorio all'inferno!

 

RSA CGIL TOREMAR Primavera Giuseppe

 

04-05-2016

Salve mi kiamo Tiziana sono di torre annunziata e sono una moglie di un ex marittimo della deiulemar di torre del greco,precisamente di un giovanotto di macchina..mio marito ha navigato con loro x circa 5 anni fino a marzo 2014..da allora non è riuscito più  a trovare una società ke lo assumesse nonostante ke il suo curriculum parla kiaramente della sua serietà e del suo impegno nei vari imbarchi ke ha effettuato,da sottolineare ke ogni imbarco è durato da un minimo di 5 mesi ad un massimo di 7 mesi..credo ke di italiani ke resistono così tanto tempo sulle navi ce ne sono pochissimi..due anni fa è iniziato il nostro incubo..xke un marittimo è solo un marittimo nn può cambiare lavoro,il libretto di navigazione è l unica carta ke ha..in questo periodo abbiamo vissuto di speranze,di promesse fatte da persone che si approfittano della bontà altrui,di regali fatti ad accattoni che ci hanno fatto credere che potevano reinserirlo nel giro..ma invece sono stati tutti buchi nell acqua..abbiamo fatto milioni di telefonate,abbiamo consegnato svariati curriculum  a varie società ed ogni volta ci siamo sentiti dire che ormai di giovanotti di macchina  italiani nn imbarcano più..

Non sappiamo più ke pesci prendere..una famiglia nn può vivere d aria..ad un figlio non si puo negare di andare a fare una passeggiata xche ormai nn c è  piu la possibilità economica..nn so xke ho pensato di scrivere voi ,mettetevi nei miei panni..ma ho voluto provare x  l ennesima volta un altra strada..nn si sa mai..

Sono qui a kiedervi un piacere..se voi avete qlk aggancio x far rientrare mio marito in questo ambiente vi prego di contattarmi..nn so più ke dire, purtroppo a volte è il sentirsi perso ke parla, è esso che cerca aiuto.

Questo è il mio contatto 3881606613

 spero che questa mia intuizione mi sia servita..se no mi scuso anticipatamente x avervi rubato un pò di tempo 

Distinti saluti

Tiziana

 

29-04-2016

Marittimi TURNO Generale Nazionale

Lettera Aperta alla Segretaria Generale della CGIL Susanna Camusso.- SE NON ORA QUANDO?-

Ci rivolgiamo al massimo dirigente della piu' grande organizzazione sindacale di questo paese, per chiederle pubblicamente un suo intervento per porre fine a una serie di ingiustizie perpetrate ai danni dei lavoratori del settore dei trasporti via mare. In tutti questi anni si e' cancellato un pezzo importante della conquista del movimento dei lavoratori e con l' introduzione della legge 30/98 Registro Internazionale ,si e' creato la schiavitu' del futuro e tanta disoccupazione tra i marittimi italiani. Per noi si e' trattato di un passaggio importante che senza i dovuti controlli e senza il rispetto delle norme che regolavano l' imbarco di personale extracomunitario, ha inevitabilmente creato un conflitto tra i colleghi di diversi paesi ,per salvaguardarsi il loro lavoro.Assistiamo sbigottiti al fatto che pur parlando di aumento della disoccupazione nel nostro paese, non si intervenga energicamente per salvare un settore che tanto potrebbe offrire in fatto di occupazione giovanile.IL lavoro e' innanzitutto dignita' e rappresenta il futuro per le famiglie e noi che facciamo parte di quegli strati profondi delle masse popolari piu' umili e piu' povere ,ci sentiamo frustrati da questo stato di abbandono che ci priva di ogni possibile riscatto sociale. Difendere e creare posti di lavoro ,dovrebbe essere alla base di una politica vicina alle esigenze dei cittadini, salvaguardare le famiglie specie le piu' bisognose ,dovrebbe essere tra i primi compiti di chi ci governa. Senza giustizia sociale ,un popolo non puo' ritenersi libero. La nostra categoria bistrattata da tutti ,ha tanto dato all' economia nazionale anche in costi di vite umane e ora ci si nega la possibilita' di pensare al nostro futuro con meno preoccupazione. Noi pensiamo che con i dovuti controlli , benissimo si puo'offrire opportunita' lavorative sia a personale comunitario che extracomunitario. Noi siamo per offrire opportunita' a tutti , ma questo non deve penalizzare il marittimo italiano. Quello che si chiede e' solo il rispetto delle regole e nulla piu'. LA invito caldamente a riflettere su quello che si e' scritto e a impegnarsi in prima persona per ripristinare la legalita' in un settore che da lavoro a tanti marittimi del sud Italia.UN caro saluto .Raffaele Savarese. ( Comitato Marittimi Turno Generale Nazionale).

 

27-04-2016

Livorno, 27/04/2016

 

Come nelle migliori tradizioni italiane, quando qualcosa funziona ed ha tutti i presupposti di poter portare benefici ai lavoratori ed ai cittadini, si sente il bisogno di trovare il modo di lamentarsi e criticare aspramente il beneficio ottenuto per sminuirlo o addirittura cancellarlo. Ecco allora che ritorna la 'telenovela' del monopolio Onorato - Tirrenia – Toremar – Moby, anche da parte di una sigla sindacato , che si è sempre preoccupato della tutela della concorrenza, dell'economia della Sardegna e dei lavoratori. Ma allora vien da pensare, i lavoratori Moby o Grimaldi o GNV  non  hanno gli stessi diritti? E le sue preoccupazioni  non sono le medesime di tutti i sindacati?

Il 'pericolo', al dire sempre di questa sigla sindacale, quindi sarebbe dato da un armatore che difende a spada tratta i lavoratori Italiani, che lavorano su navi Italiane, che vuole così salvaguardare e garantire loro il lavoro, oppure dalla fuoriuscita di quest'ultimo dalla Confitarma??  I contributi, alle compagnie vincitrici di gare, ricevuti dallo Stato vengono attaccati dimenticando che sono percepiti per un servizio pubblico e regolati dalla legge Italiana.

Concludo, per tutti coloro che attaccano sempre lo stesso bersaglio, che sarebbe brutto dover pensare che la vostra sia una lotta contro una sola persona, mentre auguro a tutti i lavoratori marittimi di riuscire anche loro a trovarsi bene come noi marittimi della Toremar, ed avere garanzie del lavoro e un futuro stabile e fruttoso.

L'unica lotta che fa grande un sindacato è quando lavora per garantire il 'Lavoro'.

 

Primavera Giuseppe      Giuseppe Primavera [primavera.peppe@gmail.com]

 

OPERATORE GMDSS

06-04-2016

Dopo la più grande ingiustizia subita dai marittimi italiani per il riconoscimento dell’amianto, cosi come sostenuto anche dall’allora ministro della Marina Mercantile Burlando, oggi i marittimi “operatori gmdss” sono pronti ad incassare l’ennesima beffa, dopo che l’INPS con messaggio n.1431 del 01.04.2016 ha comunicato che per poter accedere ai benefici della pensione di vecchiaia anticipata ha disposto quanto segue: l’equiparazione dei periodo di effettiva navigazione  al servizio di stazione radiotelegrafica di bordo con i periodo di effettiva navigazione al servizio di apparati radioelettrici di bordo, è possibile a condizione che dalla tabella di armamento rilasciata dalla competente Autorità marittima, risulti che il marittimo imbarcato sia dedicato all’attività di addetto al servizio radioelettrico di bordo in via “esclusivae che non vi sia altro personale certificato GMDSS. La cosa che vorrei far capire agli addetti ai lavori, e che innanzitutto, tutti gli ufficiali di coperta sono certificati operatori GMDSS, quindi cosi come richiesto che non vi sia altro personale certificato GMDSS è una cosa del tutto  impossibile che si verifichi;  e poi, che  l’attività di dedicato in via “esclusiva”, pur essendo prevista dalle tabelle d’armamento, nella realtà non accade mai, già da più di 15 anni fa, visto e considerato che il servizio radioelettrico, viene svolto sempre e comunque da tutti gli ufficiali e non da un solo operatore dedicato, o se non avrebbe avuto senso per gli armatori di togliere il marconista. Se prima l’INPS nei precedenti comunicati dava la possibilità del riconoscimento di tale beneficio al responsabile della stazione GMDSS, cioè il comandante, ora con questo messaggio toglie anche a quest’ultimo la possibilità di andare in pensione prima. Come categoria siamo davvero amareggiati, in quanto dobbiamo subire continuamente ingiustizie dopo tante furbate all’italiana, senza che nessun possa muovere un dito a nostro favore. Si trovano sempre escamotage, cavilli, sottigliezza per poter penalizzare i marittimi, premettendo che tale beneficio “pensione di vecchiaia anticipata” dovrebbe essere estesa a tutti i marittimi in quanto svolgono un lavoro fortemente usurante.

C.L.C Mario Collaro

 

24-03-2016

REGISTRO INTERNAZIONALE

Con l’istituzione del registro internazionale legge 30/98, furono posti in essere due obiettivi: il primo far rientrare le navi sotto la bandiera italiana, ed il secondo; di incrementare l’occupazione dei marittimi italiani /comunitari. Come ben noto nel corso di questi anni, che, il primo obiettivo è stato pienamente raggiunto e che il secondo è stato largamente disatteso, creando molta disoccupazione. Inizialmente, visto che il personale extracomunitario veniva impiegato sempre di più in sostituzione dei marittimi italiani, fu sostenuto da Confitarma, che non riusciva a reperire marittimi italiani, in quanto la nuova generazione, non aveva più vocazione per il mare “crew shortage- carenza di personale”, cosa del tutto infondata. Nel frattempo visto che con la tonnage tax  si dovevano imbarcare gli allievi ufficiali, (cosa che non è mai stata fatta nel corso di questi anni), a Manila (Filippine), veniva istituita l’ Italian Maritime Academy, per la formazione di ufficiali filippini, pronti a solcare i mari di tutto il mondo, con le navi battenti bandiera italiana. Premesso ciò, è pur vero che con la globalizzazione non si può costringere un armatore che compete a livello mondiale ad utilizzare solo ed esclusivamente personale italiano/comunitario per potere usufruire dei benefici previsti dal registro internazionale e tonnage tax, ma non è neanche giusto che sulle navi italiane, specialmente quelle che effettuano viaggi internazionali, di italiano ci rimane solo la bandiera e di personale uno o due italiani. L’imprenditore/armatore va assolutamente incentivato e sostenuto, ma in cambio deve creare posti di lavoro soprattutto anche per i marittimi italiani. Molti posti di lavoro si potrebbero creare prendendo esempio da altri paesi come la Grecia o il Brasile, solo per citarne alcuni, che impongono un certo numero di marittimi locali per questioni di sicurezza, sulle navi con qualsiasi bandiera che effettuano traffici con i loro porti, in quanto devono saper parlare la lingua locale. Mi spiego meglio. Se un armatore italiano con nave battente bandiera italiana, che effettua viaggi in Grecia, il governo greco impone all’armatore italiano di imbarcare un certo numero di marittimi greci, non capisco perché in Italia se un armatore greco con nave che effettua viaggi nei porti italiani non gli impone un certo numero di marittimi che per ragioni di sicurezza devono parlare la lingua italiana. Forse perché in Italia pensiamo di essere troppo sicuri?

C.L.C Mario Collaro

 

23-03-2016

23 marzo 2016

 

Registro Internazionale                                                              

 

          C’è da rimanere allibiti al leggere le odierne notizie stampa, soprattutto per la disinformazione che s’intravede anche al livello di rappresentanti del Governo,  in merito alle proposte di modifica del Registro Internazionale italiano.

          Tanto per citare alcune perle:

1 – Gli emendamenti proposti non intendono cancellare nel modo più assoluto il Registro Internazionale né toglierne i rilevanti benefici che ne derivano per le imprese. Intendono solo modificarlo in modo da favorire i marittimi italiani ad avere un posto di lavoro.

2 – La Confitarma dichiara il rischio che 500 navi trasmigrino verso altre bandiere con una perdita di 13.000 posti di lavoro: questa dell’occupazione è una balla colossale perché 13.000 diviso 500 fanno 26 come risultato, il che significa che tutte queste navi sarebbero armate con equipaggi completamente formati da italiani mentre invece nella gran parte di italiano hanno solamente il Comandante e qualche altro componente, essendo il resto degli imbarcati lavoratori extracomunitari.

3 – Il neo Sottosegretario del MIT dovrebbe porsi la domanda di cosa ha fatto il suo dicastero per tutelare i posti di lavoro dei marittimi italiani in termini di misure e strumenti previsti a tale scopo da norme di legge e provvedimenti esistenti ma mai applicate, dando in tal modo campo libero alle imprese marittime di ricorrere alla manodopera extracomunitaria ben oltre i limiti consentiti.

          Infine, l’iniziativa del Sen. Cociancich con i due emendamenti interpreta le rivendicazioni dei marittimi torresi ripetutamente espresse attraverso i convegni e le manifestazioni di tutti questi anni: ma, su questa questione che potrebbe essere fondamentale per l’occupazione dei naviganti italiani, i sindacati dove sono? Qual è la loro posizione? Temono pure loro che la flotta si trasferisca sotto altre bandiere?

 

                                                        (Giorgio Marangoni)

                                                                       

21-03-2016

CARONIA*: Registro Internazionale, doveroso intervenire e dar voce a quei  marittimi che non ce l’hanno! 

        

 *  ( ex Segretario Generale UILTRASPORTI)  

 

Di fronte all’incomprensibile  silenzio che ormai da troppo tempo segna l’operato delle OOSS nazionali di Categoria  sull’argomento del Registro Internazionale e sullo scontro  Grimaldi-Onorato, mi corre l’obbligo, per lo meno in ragione dell’ attaccamento  alla mia organizzazione cui ovviamente  tengo molto dopo alcuni decenni  di militanza  anche ai massimi vertici della  Federazione,  di esprimere,  anche   da esterno e da ex e quindi  e a titolo strettamente personale,  il mio punto di vista.

Io sono convinto  che l’ingiustificabile  silenzio e  la colpevole non presa di alcuna posizione in proposito, siano in gran parte legati alla poca conoscenza del mondo marittimo, in particolare da chi una nave non l’ha mai vista, se non per fare un viaggio o una crociera e non sa neanche cosa siano  i “running costs”, non segue l’andamento dei noli, non riesce in nessun modo  ad interpretare i segnali che arrivano dal mondo marittimo,   etc,  insomma da chi, ha la presunzione di voler cambiar tutto parlando di  rinnovamento e altro non facendo invece   che  restaurare   una visione vetero  sindacale e tragicamente  provinciale del mondo marittimo.

Mi si perdoni la franchezza ma senza conoscenza non si possono valutare i fatti ed in particolare elaborare strategie per il futuro. E senza ciò non si può avere la pretesa  di difendere al meglio gli interessi dei lavoratori marittimi  che si vorrebbero  rappresentare, lavoratori  che ahimè continuano progressivamente, carte alla mano,  a rinunciare alla tessera sindacale.

E’ chiaro che da un po’ di tempo, proprio per quanto dicevo prima è venuto a mancare il rapporto anche formativo  con i lavoratori i quali, non correttamente informati o peggio del tutto disinformati ,  cadono facile preda di demagoghi, di estemporanee associazioni o pseudo tali,  spontanee o “spintanee” che siano, o dell’ apprendista stregone di turno, mentre si assiste passivamente , e ciò è ancora più grave, ad un armatore che arringa i marittimi in piazza, cosa che una volta, almeno così io ricordo,  spettava fare doverosamente  ai sindacalisti  per informare, ascoltare e confrontarsi coi lavoratori.  Anche di fronte a questa aberrante anomalia non è  stata spesa neanche una parola.

L’armamento a dire il vero ha anche le sue responsabilità  e la spaccatura tra Fedarlinea e Confitarma (fermo restando che c’è chi strumentalmente l’ha voluta  e chi invece l’ha subita) rischia di   portarci  al modello greco cioè quello  di associazioni ognuna per una tipologia di traffico  senza sufficiente forza per incidere sul piano politico-sindacale  tanto è vero che la flotta greca,  una delle più grandi al mondo, utilizza per la maggior parte  bandiere di convenienza.

Fedarlinea  pensa,  probabilmente   per sopravvivere,  di offrirsi come soggetto politico capace di tutelare gli interessi del singolo  “cabotiero” o dei cabotieri  i quali pensano di esser così protetti senza perdere contributi. Non si accorgono però  che oggi persino il Jones Act negli Stati Uniti viene messo in discussione.

Perdurando questa  situazione è chiaro che sul piano contrattuale dei marittimi torneremo ad anni addietro ovvero quando i contratti erano separati e si badi bene col contratto del cabotaggio molto più basso e più “leggero” di quello  del lungo corso.  Altro che contratto unico che viene gloriosamente  sbandierato ad ogni piè sospinto.

Dopo anni di lavoro per allineare le condizioni contrattuali a favore di chi lavora nel cabotaggio, oggi tutto rischia di saltare. Del resto la forte differenziazione contrattuale esiste in quasi tutti i paesi.  Questa potrebbe essere una delle conseguenza della spaccatura datoriale e della inconcludenza di alcuni dirigenti sindacali.

Per esser sincero sino in fondo,  il motivo principale per cui ho elaborato questa nota, che potrebbe apparire provocatoria ma che vorrebbe al contrario essere di stimolo a  riflessioni più ampie, è quello di voler rappresentare su una  questione di attualità, quella  degli  emendamenti al RI (Registro Internazionale) recentemente  presentati,   le connesse  problematiche di quei tantissimi  marittimi ignorati dalle parti sindacali e datoriali,  ovvero della maggioranza di chi lavora sulle navi in giro nei mari di tutto il  mondo.

Come vedremo chi  ha “suggerito” quelle proposte,  opera e vive nel cabotaggio ricevendo contributi su linee con l’obbligo di avere tutti Italiani/Comunitari a bordo. Non risente pertanto della globalizzazione e si atteggia dal pulpito come difensore dell’occupazione nazionale.

Poi, qualora passassero quegli emendamenti, il fatto che decine di migliaia di lavoratori finiscano inevitabilmente  in mezzo alla strada non li  sfiora neppure.  Ma ciò che è veramente più  grave è il silenzio sindacale che pare anch’esso ignorare quei lavoratori che non hanno voce perché lontani e sconosciuti e pertanto invisibili e quindi inesistenti.  Personalmente invece è a loro che andrebbe dedicata  maggiore attenzione.

Vorrei ora affrontare più nello specifico le motivazioni che sono alla base della creazione del  Registro Internazionale ovvero della legge 30/98. Per farlo occorre aver presente due elementi non certo voluti dai lavoratori. Mi riferisco alla globalizzazione ed al principio di “stabilimento” all’interno della UE.

Il primo elemento è particolarmente radicato nel trasporto marittimo. Significa che non vi sono regole sul piano della concorrenza commerciale e che la stessa si gioca su pochissime variabili che sono gli oneri finanziari ed il costo del personale.

In un momento di grande surplus di offerta di stiva ed a fronte del ristagno delle economie a livello mondiale, i noli sono ai minimi storici e non solo per le bulk ma oggi anche per i portacontainer.  Per questi ultimi alcune grandi compagnie come MSC hanno puntato a grandi economie di scala con navi da 15000 teus , ipotizzando un recupero del 30% che, per una serie di elementi che qui non sto ad affrontare, non si sta verificando. Un’altra grande compagnia danese ha, in stato molto avanzato, addirittura  lo studio della nave senza equipaggio. E potrei proseguire evidenziando  che la Grecia sta attrezzando la rada di Salamina per ospitare centinaia di navi in disarmo.

E’ chiaro quindi che la partita si gioca prioritariamente sul costo del personale. Vediamo alcuni numeri prendendo a riferimento il marinaio abilitato (AB). Il costo mensile di un italiano si aggira sui 4000 euro mentre per la ILO siamo sui 1000 dollari.  Per la ITF siamo nel contratto IBF attorno ai 1450 dollari. Ora pur ipotizzando di ridurre i costi dl 50% dell’italiano col RI la differenza continua ad esser elevata con ulteriore aumento del gap nelle qualifiche più basse, per non parlare poi della loro  difficoltà all’apprendimento della lingua inglese.

Diversa è la situazione per gli ufficiali e per capirlo dobbiamo riferirci ai dati BIMCO che ci dicono che a livello mondiale mancano 40.000 ufficiali e sono esuberanti mezzo milione di ratings. Tutto ciò ci fa capire perché la nave in RI pur con i contributi non è competitiva se l’armatore dovesse  imbarcare  ratings italiani mentre regge per la parte ufficiali.  Sia chiaro che questa è un’analisi asettica del mercato ed esula dalle nostre volontà. Quelle che a volte possono sembrare anche piccole differenze mensili diventano milioni e milioni di dollari all’anno per una flotta. Se poi trasferiamo il discorso alla nave da crociera i numeri diventano ancor più grandi.

L’altro elemento che dobbiamo tener presente è il cambio di bandiera. Ho citato il “Diritto di stabilimento” per restare nell’ambito della UE e per dire che essendo uno dei diritti fondanti non può essere impedito. Ne sanno qualcosa il sindacato, greco e quello  finlandese in particolare, i quali  per aver impedito simile cambio sono stati condannati dalla Suprema Corte di Strasburgo a risarcire l’armatore con qualche milione di euro. Figuriamoci poi la facilità con cui l’armatore può decidere per una bandiera FOC. In ogni caso per un armatore italiano che facesse questa scelta il recupero dei costi e quindi la sua permanenza sul mercato attraverso l’espulsione della manodopera italiana sarebbe quasi automatica.

Già oggi alcuni armatori stanno rinunciando al RI e si muovono verso la bandiera maltese a dimostrazione di quanto sarebbe immediato il cambio di bandiera se gli emendamenti passassero. Anche Confitarma probabilmente attraverso un sondaggio tra gli associati parla di una uscita di circa 500 navi con una perdita di 14000 posti di lavoro. Sono questi marittimi che ho definito, senza voce,  sconosciuti, abbandonati e invisibili,  sì perché una parte del sindacato, che solo per carità di patria,  definisco provinciale e privo di conoscenze,  ritiene che il mondo dello shipping sia solamente la Tirrenia, la Moby  o  le Società Regionali.

Dobbiamo ora necessariamente allargare il ragionamento al cluster marittimo. Quasi certamente, in caso della esclusione di gran parte dell’armamento dal RI., assisteremmo, anche per motivi fiscali,  alla delocalizzazione delle  aziende e quindi dobbiamo mettere in conto  la pesante perdita di posti di lavoro a terra diretti e indiretti.

Pensiamo soltanto alla Costa. Carnival prenderebbe la palla al balzo anche sul versante della cantieristica poiché cadrebbe ogni partita di scambio con la permanenza del RI. E si potrebbe continuare sapendo che le statistiche ci dicono per  ogni posto a bordo ve ne sono cinque nel cluster marittimo.

Mi fermo qui poiché ritengo che gli spunti forniti siano più che sufficienti per far comprendere ovviamente solamente  a chi non è in malafede e vuole ragionare e si vuole confrontare,  quale disastro nascerebbe se gli emendamenti  proposti passassero  peraltro, casa mai successa prima,  senza che il  sindacato fosse sentito in sede politica   su partite così importanti per lo shipping e quindi per il futuro dei lavoratori.

Ma a detta di  alcuni articoli di stampa sembrerebbe che  la discussione degli emendamenti, che sarebbe dovuta tenersi giovedì scorso alla XIV Commissione del Senato, sia  stata rinviata e il Ministero dei Trasporti, (da quello che mi è dato sapere dovrebbe sostituirlo il Sottosegratario, Simona Vicari ), ha convocato solamente  Confitarma e Fedarlinea, escludendo il sindacato,  per trovare una  quadra sulla questione.

Confitarma  da un lato  chiede che non venga toccato il Registro Internazionale  mentre Fedarlinea dall’altro,   vuole che gli aiuti economici vengano riconosciuti solo agli armatori che sostengono il lavoro italiano e comunitario.

Il sindacato, o meglio alcuni dirigenti di primo piano del sindacato,  invece sembra abbiano scelto, anche se si tratta, per altri aspetti,  di scelta suicida, la via più comoda: sta beatamente e devo ritenere non capace di rendersi conto delle pesanti conseguenze, a guardare come se ciò non lo riguardasse affatto !

Ciò è, nel caso ce ne fosse bisogno,  un’ulteriore dimostrazione di quanto ruolo politico si sia perso e quanto miope e sbagliata  sia stata la scelta di una orizzontalizzazione   degli organi esecutivi  fine a se stessa che ha di fatto disperso conoscenze specifiche e approfondite affidando la gestione  di problematiche di un determinato settore ad un soggetto proveniente da un ‘altro e molto spesso tutto ciò per una logica distorta di rinnovamento   se non per  mera logica di potere. 

 Una riflessione andrebbe anche fatta sul quello di alcuni politici che per rincorrere facili  consensi,  ben poco fanno per conoscere a fondo le problematiche di coloro che col loro lavoro e sacrificio sono fondamentali per l’economia di un Paese trasformatore come il nostro e che muovono   quasi il 90% delle sue  merci in entrata ed uscita.

Ma questa è un’altra storia.

 

Palermo 21 marzo 2016                                                                                         D.M.  Giuseppe Caronia

 

12-03-2016

In risposta al comunicato stampa della Caremar

 

In relazione al comunicato stampa Caremar , vorremmo porre alcune domande agli amministratori.

·       Senza ulteriormente ricordare la nostra vicenda ormai nota a tutti, vorremmo conoscere il vero motivo della nostra “cacciata dalla biglietteria” .

 

·       La motivazione  non può essere ricercata fra quelle economiche di risparmio come detto, visto che i nostri stipendi  non si allontanano affatto da quelli attuali dati ai subentrati addirittura migliorativi per certi aspetti .

Le nostre proposte

·      Abbiamo dato la disponibilità ad eventuali assunzioni ex novo , riducendo ulteriormente gli stipendi e dando alla Caremar  la possibilità di usufruire  degli sgravi fiscali previsti dalla legge per assunzioni di personale in mobilità nonché della nostra esperienza lavorativa nella bigliettazione, comprovata da un’attività più che ventennale.

·      Abbiamo ancora proposto di gestire in cooperativa le biglietterie di Porta Massa e Beverello,  con una percentuale inferiore rispetto a quella concessa alle altre biglietterie,  presentando un apposito  documento ai vertici Caremar .

A queste proposte non è stata data  alcuna risposta.

 

Noi pensiamo che: Quando si condannano delle famiglie con annesse problematiche per il loro quotidiano, in alcuni casi anche gravissime,  sarebbe opportuno motivare tale provvedimento.

Visto che:

 

Dopo  le ripetute rassicurazioni ricevute sul prosieguo del nostro lavoro,  abbiamo il diritto di sapere se siamo stati “sacrificati”  dal contenzioso sorto tra Caremar e Travel and Holidays ,società che gestiva le biglietterie,  oppure il motivo è un altro?

Conclusioni

Nonostante l’impegno di alcuni  Sindacati e  delle forze Politiche Regionali non abbiamo mai avuto risposte perché la Caremar si è sempre sottratta ad ogni incontro, negandoci la possibilità di confrontarci e fare chiarezza su quanto accaduto inspiegabilmente e per noi ancora  increduli .

Giuseppe Cadolino [peppecadolino@libero.it]

 

 

09-03-2016

Lettera di I. De Rosa (USB) in risposta al comunicato della Federmar

Carissimo Sandro, basta leggere la precisazione iniziale alla tua cortese lettera, per capire anche per uno come me di media intelligenza e sindacalista di un "piccola" organizzazione sindacale, la motivazione del tuo non sollecitato intervento.

Bastava rivedersi la mia intervista su torre mare per capire la mia posizione sulla 30/98,una posizione da me sostenuta sin dai tempi dell'emanazione della legge; chi  mi conosce bene potrebbe tranquillamente, testimoniare, nonostante non abbia mai  avuto incarichi sindacali tali da poter condizionare i processi  il mio impegno a trovare una via alternativa sindacale insieme a tanti amici lavoratori marittimi. 

Né ho la pretesa, come tu asserisci,  di essere l'unico a difendere i lavoratori ma credo di poter  avere la libertà di esprimere le mie idee senza condizionamenti e senza "suggerimenti".


Mi meraviglia, in verità, che con la tua grande esperienza di vita e di sindacalista ad alti livelli ti limiti a guardare la "facciata" del problema senza fare una analisi complessiva, che sarebbe utile al complesso mondo dell'industria del mare come "brillantemente" ora viene definito.

Carissimo questa mia lettera l'ho scritta  esclusivamente per evitare che qualcuno possa dire chi tace acconsente.

Ai  lavoratori, soprattutto ai non giovanissimi che conoscono la storia delle persone l'ardua sentenza.

Disponibile ad un confronto pubblico, non epistolare, è cosi bello guadarsi negli occhi ed esprimere le proprie opinioni in qualsiasi momento.

Buon lavoro       Ignazio De Rosa

 

25-02-2016

PASSIVO SIREMAR.........NESSUNA NOTIZIA

Egregio Bartolo Russo

Mi farebbe piacere che pubblicassi questa mia breve email. Sono anni che aspettiamo il famoso passivo accantonato dalla società ex Siremar. Abbiamo mandato email e raccomandate ai vari Commissari, ma senza mai avere delle risposte.  Nemmeno il sindacato riesce a darci risposte in merito. Ho letto  sul tuo sito, che seguo sempre con interesse, che il Ministro dello Sviluppo Economico ha nominato altri due Commissari per la gestione ex Tirrenia e Siremar. Aspettiamo che qualcuno sappia darci finalmente delle Risposte.

Sempre grazie

Ex direttore di Macchina 

 Felis Sebastiano

 

24-02-2016

JOBS-ACT, GMDSS,  LAVORI USURANTI, TUTTE LEGGI MA NON BUONE PER I MARITTIMI

Egregio direttore,

Seguo sempre con molto interesse il vostro sito, sempre ricco di notizie sul settore marittimo, specialmente tutte le notizie, discussioni, iniziative a favore dei marittimi da parte di varie sigle sindacali, tutte ugualmente valide ed in particolare tutto ciò che riguarda la faccenda delle pensioni per i marittimi. Ho l’impressione però, che nonostante tutti gli sforzi delle varie organizzazioni sindacali, che siano autonome o no, vari comitati, ecc, al fine di porre fine alla scandalosa dimenticanza di inserire il personale di coperta tra i lavori usuranti,  compreso equiparare  il servizio GMDSS  al servizio radiotelegrafico, che a mio avviso è una forzatura che non sarà accettata, non perché potrebbe essere una logica interpretazione della legge che ha posto in pensione anticipata i marconisti, visto che il servizio GMDSS ha sostituito ormai definitivamente il servizio radio, ma per il semplice motivo che non è interesse da parte dei nostri governanti, e da parte di alcuni centri di potere , presumo, di mandare in pensione anticipata perché è effettivamente usurante il personale di coperta (il personale marittimo del servizio di pilotaggio è usurante e il personale imbarcato no, che strano mondo è il nostro),  anzi sono sicuro che coloro che si oppongono a ridurre la età al personale di coperta se potessero parificare alla coperta anche il personale di macchina sarebbero felicissimi, non lo possono fare solo perché creerebbero un precedente pericoloso. Io apprezzo molto gli sforzi che hanno fatto e stanno facendo da anni tutte le organizzazioni di categoria, con incontri, lettere a governanti (ho visto anche lettere al Presidente della Repubblica) ma non ho mai visto una risposta che dia una minima speranza, forse non conoscono il lavoro del marittimo, non hanno mai visto una persona di 60 anni a lavorare sul mare. Alcune volte mi chiedo chi ha interesse a ignorare questa categoria di persone, e non solo per l’età pensionabile ma anche per la certezza e la stabilità del lavoro, leggevo le discussioni sul Job-act  che sembra non si possa applicare ai marittimi perché categoria atipica  (qualcuno ha deciso che siamo categoria atipica per il lavoro mentre siamo normali impiegati/operai per l’età pensionabile). Il risultato è una totale sfiducia di molti marittimi delle organizzazioni sindacali e io noto continuamente disdette dei marittimi sotto il mio comando delle quote sindacali, aumenta la precarietà del lavoro, specialmente per marittimi più anziani di età, i quali a volte sono costretti ad accettare condizioni di lavoro e salari al limite contrattuale e sempre con la spada di Damocle di essere sostituiti da marittimi stranieri. Questa situazione a chi fa comodo?

C.L.C Domenico Comisso

 

22-02-2016

JOBS-ACT, GMDSS.....I DUBBI RIMANGONO

Egregio sig. Bartolo, con la presente volevo ribadire a quanto dichiarato dal segretario nazionale Federmar Cisal  durante la sua intervista, in materia di Jobs Act e di riconoscimento alla pensione anticipata ai marittimi, senza essere polemico, ma cercando di istaurare un rapporto di confronto costruttivo . Come detto già nella precedente lettera alla redazione, inviatavi nei giorni precedenti, (che tutti  i cittadini avendo pari dignità sociale ed essendo uguali davanti alla legge e questo non lo dico io, ma l’art 3 della costituzione), non capisco perchè applicare il jobs act solo alle navi che non sono iscritte al R.I escludendone le altre. Visto che con il R.I e la tonnage tax, gli sgravi sono già previsti, la domanda che mi viene da porre; come affrontare il problema precarietà dei marittimi che imbarcano su quel tipo di nave? Non rischiamo di creare marittimi di serie A e marittimi di serie B? Se passa la linea sopra descritta avremmo che le persone pur effettuando lo stesso lavoro (marittimo) alcune possono accedere al mutuo e altre no, alcune possono essere in qualche modo tutelate e altre no . Questo non è discriminazione? Per quanto riguarda invece il riconoscimento dei benefici della pensione anticipata degli operatori gmdss, durante l’intervista, si è parlato dei marittimi della Toremar o di compagnie analoghe, ma non si è dato risposta a quanto accade sulle altre navi dove gli operatori sono i tre ufficiali. Anzi da quello che si capisce e che, anche se andrebbe giustamente riconosciuto a tutti gli ufficiali, non lo si fa per non buttare benzina sul fuoco in quanto si potrebbero avere due “effetti collaterali”, il primo che l’inps non lo riconoscerebbe a nessuno ed il secondo, che si avrebbe una “fuga” degli ufficiali senza che ci fosse un ricambio generazionale creando problemi agli armatori. Sul primo quesito penso che l’art. 31 della legge 26/7/1984 n.413, è chiaro sui requisiti da possedere per poter usufruire della pensione anticipata, cioè quella di possedere 1040 settimane lavorative di cui 520 settimane in servizio di macchina o di stazione RT e di una attestazione da parte dell’azienda armatoriale rispettando i limiti d’età. Quindi invito tutte le persone che maturano tali requisiti a fare causa all’inps qualora possiedono i suddetti requisiti, in quanto la pensione viene erogata secondo quanto prevede la legge e non all’interpretazione dell’inps. Se oggi l’inps non vorrebbe riconoscere i benefici a tutti gli ufficiali di coperta operatori gmdss, credo che domani si potrebbero appellare anche su tutto il personale di macchina. Per quanto riguarda lo svuotamento degli ufficiali, credo che la colpa non è da imputare al marittimo che usufruirebbe di un sacrosanto diritto, ma degli armatori, che per 20 anni non hanno imbarcato allievi e quindi si dovrebbero fare carico anche della relative conseguenze. In definitiva penso, che anche sul riconoscimento dei benefici della pensione anticipata degli operatori GMDSS, non deve essere fatto a chi figli e a chi figliastri. Nell’augurarmi di aver sollevato alcune osservazioni utili in materia, colgo l’occasione per inviarvi cordiali saluti.

C.L.C Mario Collaro

 

21-02-2016     

Egregio Bartolo Russo

Mi farebbe piacere che pubblicassi questa mia breve email. Sono anni che aspettiamo il famoso passivo accantonato dalla società ex Siremar. Abbiamo mandato email e raccomandate ai vari Commissari, ma senza mai avere delle risposte.  Nemmeno il sindacato riesce a darci risposte in merito. Ho letto  sul tuo sito, che seguo sempre con interesse, che il Ministro dello Sviluppo Economico ha nominato altri due Commissari per la gestione ex Tirrenia e Siremar. Aspettiamo che qualcuno sappia darci finalmente delle Risposte.

Sempre grazie

Ex direttore di Macchina 

 Felis Sebastiano

 

20-02-2016

GMDSS.......REGOLE POCHE CHIARE

Egregio sig. Bartolo, in riferimento a quanto dichiarato dal segretario nazionale UIL trasporti durante la sua intervista, da quello che si evince, sui benefici previsti per la pensione anticipata all’operatore GMDSS, che al ministero vorrebbero riconoscere tale beneficio solo a coloro che svolgono attività “prevalente” di operatore e a non tutti i possessori di brevetto GMDSS. Come prima domanda, mi viene da chiedere a tutti gli interessati ministeriali e non, cosa significa chi svolge prevalentemente la funzione di operatore GMDSS? In base a quale criterio si stabilisce la prevalenza dell’operatore GMDSS, se i 3 ufficiali di coperta svolgono in egual modo, le 8 ore di guardia ciascuno? 

Non so se e’ stato spiegato ai tecnici ministeriali, che malgrado le tabelle d’armamento specificano che possono essere imbarcati o l’operatore GMDSS dedicato, (cosa che non accade piu’ dal lontano  1999/2000 in poi , anno in cui venne tolto il marconista) oppure se non si imbarca il dedicato, ogni ufficiale di coperta deve essere abilitato a svolgere tale funzione, in modo da coprire tutti i turni di guardia; cosa che avviene da sempre, in quanto l’armatore non imbarca in aggiunta agli ufficiali, un operatore dedicato; o se no, non avrebbe avuto senso togliere il marconista. Detto ciò, in onore di verità e di chiarezza faccio presente che L’art. 31 della legge 26/07/1984 n. 413, come modificato dal comma 2 dell’art. 5, del D.P.R. 28 ottobre 2013, n. 157 (si rinvia in proposito alla circolare n. 86/2014) prevede il diritto dei marittimi al conseguimento della pensione anticipata di vecchiaia al compimento del cinquantaseiesimo anno di età fino al 31 dicembre 2015, del cinquantasettesimo anno di età fino al 31 dicembre 2017 e del cinquantottesimo anno di età a decorrere dal 1° gennaio 2018, a condizione del possesso di almeno 1040 settimane di contribuzione (con l’esclusione dei periodi assicurativi non corrispondenti ad attività di navigazione), di cui almeno 520 settimane di effettiva navigazione al servizio di macchina o di stazione radiotelegrafica di bordo.

Nei casi di lavoratori marittimi che abbiano ricoperto contemporaneamente diverse qualifiche, il periodo di svolgimento dell’effettiva navigazione al servizio di macchina o di stazione radiotelegrafica deve essere attestata dall’azienda armatoriale con esplicita assunzione di responsabilità su quanto dichiarato, utilizzando un modello.

Qualora un lavoratore abbia svolto l’attività di cui sopra presso più Aziende armatoriali, le predette dichiarazioni dovranno essere rese da tutti i datori di lavoro interessati.

Solo in caso di impossibilità accertata dalla sede da parte di una o più Aziende di rendere la predetta dichiarazione, quest’ultima dovrà essere sostituita con una dichiarazione del lavoratore interessato, sulla base di un modello.

Ora da quello che si evince dal suddetto articolo di legge, e che i marittimi possono usufruire di tale beneficio, al compimento dell’età, e se possiedono 1040 settimane di contribuzione, di cui almeno 520 settimane di effettiva navigazione al servizio di macchina o di stazione radiotelegrafica e di una dichiarazione dell’azienda armatoriale. L’art 31, non riporta che tale beneficio è riconosciuto all’operatore prevalente o al Comandante in quanto responsabile della stazione GMDSS. Quindi gli ufficiali di coperta che svolgono tale servizio durante il loro turno di guardia in egual modo e in egual misura, perché non dovrebbero usufruire di tale beneficio? Perché discriminare ancora i lavoratori? Mi auguro che nelle prossime riunione che verranno effettuate al ministero, che verteranno sul suddetto argomento, si riesce a far capire la situazione reale di bordo e non dare adito a libere e/o a personali interpretazioni da parte di burocrati, tecnici ministeriali o quant’altro, penalizzando ancora una volta, chi va per mare.

Fraterni saluti.

C.L.C Mario Collaro

 

18-02-2016

Riceviamo e pubblichiamo la versione di un marittimo imbarcato sul traghetto in merito alla non apertura del portellone.

 

Egregio Sig. Bartolo Russo;

Innanzi tutto le faccio i miei complimenti per tutto il lavoro che lei e il suo staff svolge quotidianamente. Torre D'amare ormai è un punto di riferimento per noi lavoratori del settore marittimo. 

Sono un lavoratore Caremar e le scrivo riguardo a una vicenda accaduta ieri nel porto di Napoli sul traghetto Naiade. Infatti il suddetto traghetto partito da Ischia alle ore 8.45 all'arrivo a Napoli ha avuto un avaria all'impianto idraulico della rampa poppiera, avaria che ha reso complicata la manovra di ammaino della stessa. Alcuni giornali locali ed articoli pubblicati su internet hanno scritto che i passeggeri sono stati addirittura sequestrati! E che solo dopo l'arrivo dei tecnici si è riusciti ad ammainare la rampa. A noi personale di bordo leggere queste cose fa poco piacere perché i fatti non sono andati come sono stati descritti dai giornalisti. I passeggeri non sono stati sequestrati ma purtroppo essendo impossibilitati a scendere per cause di forza maggiore, noi del bordo li abbiamo invitati a tornare nei saloni per far si che i macchinisti di bordo potessero procedere ad ammainare la rampa utilizzando la manovra di emergenza prevista in questi casi, manovra che comporta dei tempi molto più lunghi di quelli di un normale funzionamento dell' impianto. Quindi la rampa è stata ammainata dal personale di bordo e non dai tecnici come hanno scritto, tecnici che saliti a bordo, con l'ausilio di una scaletta, non hanno fatto altro che constatare l'avvenuto ammaino della rampa. Ecco il punto qual'è, noi del bordo ci siamo svenati affinché il disagio dei nostri passeggeri si risolvesse, e sicuramente ci siamo riusciti nel migliore dei modi, perché l'attesa è stata di circa 30' e non di un ora come ha scritto qualche giornale male informato che non fa informazione,  ma getta fango su un'azienda che sta cercando di risollevarsi. In ogni caso l'avaria durante la giornata è stata risolta e il traghetto ha potuto riprendere regolarmente la linea.

16-02-2016

JOBS ACT, GMDSS ANCORA FREGATI

EGREGIO SIG. BARTOLO, CON LA PRESENTE VOLEVO ESPRIMERE IL MIO PENSIERO  SULL’APPLICAZIONE DEL JOBS ACT AI MARITTIMI, CHE A QUANTO SEMBRA DI CAPIRE DAI TAVOLI DELLE TRATTATIVE IN CORSO PRESSO IL MINISTERO, NON TROVA APPLICAZIONE NEL CAMPO MARITTIMO. PREMESSO CHE CON IL JOBS ACT SI INCENTIVANO LE IMPRESE AD ASSUMERE CON IL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO, AVENTE COME PRIMARIO OBIETTIVO DI CREARE NUOVA OCCUPAZIONE STABILE, NON SI CAPISCE IL MOTIVO PER LA QUALE NON DEBBA ESSERE APPLICATO AI MARITTIMI CHE DA UNA VITA VERTONO IN UNA CONDIZIONE DI PRECARIETA’ CRONICA. IN ITALIA QUANDO VIENE FATTA UNA LEGGE, LA SI FA PER TUTTI I LAVORATORI E NON SOLO PER ALCUNI, ESCLUDENDONE ALTRI. QUI SI RISCHIA DAVVERO DI VIOLARE L’ART 3 DELLA COSTITUZIONE, NELLA QUALE STABILISCE CHE: TUTTI I CITTADINI HANNO PARI DIGNITA’ SOCIALE E SONO UGUALI DAVANTI ALLA LEGGE. LA COSA SCANDALOSA E CHE UN MARITTIMO OGNI QUALVOLTA CHE SBARCA (AD ECCEZIONE DEL CRL) VIENE LICENZIATO E CHE PER POTER SOPRAVVIVERE DEBBA RICORRERE ALLA DISOCCUPAZIONE O ALLA MALATTIA, SENZA AVERE LA CERTEZZA DEL SUCCESSIVO RAPPORTO DI LAVORO. UN DISCORSO E’ UN CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO, DOPO IL QUALE IL MARITTIMO VIENE SBARCATO PER AVVICENDAMENTO E DI CONSEGUENZA LICENZIATO, E UN ALTRO DISCORSO E’ IL RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO A TEMPO INDETERMINATO (CRL), CHE PARE CHE NEGLI ULTIMI ANNI SIA DIVENTATO UN TRAGUARDO SEMPRE PIU’ IRRANGIUNGIBILE. SE E’ VERO CHE NEL SETTORE MARITTIMO GLI INCENTIVI GIA’ CI SONO PER GLI ARMATORI, VEDI R.I E TONNAGE TAX, RIMANE COMUNQUE IL NODO STABILIZZAZIONE DEL LAVORATORE.CHE COME PENSIAMO DI AFFRONTARL0? CON IL TURNO PARTICOLARE? O ULTIMAMENTE NEANCHE PIU’, RICORRENDO AL TURNO PARTICOLARE DI RISERVA? (UN’ALTRA GRANDE CONQUISTA). E’ POSSIBILE CHE CON QUESTA OPPORTUNITA’ CHE CI VIENE DATA DAL JOBS ACT, CHE E’ QUELLA DI STABILIZZARE IL LAVORO CON CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO, NOI DECLINIAMO SPRECANDO QUESTA POSSIBILITA’? VI RICORDO CHE IN ITALIA NON VI E’ UNA POLITICA DEL MARITTIMO, MA PER LO MENO DIAMO DIGNITA’ A QUESTA GENTE CHE SACRIFICA LA PROPRIA VITA SENZA CHE GLI VENGANO RICONOSCIUTI I PIU’ ELEMENTARI DIRITTI SUL LAVORO TRA CUI LA STABILIZZAZIONE. UN ALTRO PENSIERO LO VOLEVO SPENDERE A RIGUARDO DELLA PENSIONE ANTICIPATA DELL’OPERATORE GMDSS.   NON CAPISCO IL MOTIVO PER LA QUALE DEBBA ESSERE RICONOSCIUTA SOLO AL COMANDANTE. E’ VERO CHE QUEST’ULTIMO HA LA RESPONSABILITA’ OGGETTIVA DI TUTTA LA NAVE, DI CUI NE FA PARTE ANCHE LA STAZIONE GMDSS, MA RICORDO CHE DOPO CI SONO LE RESPONSABILITA’ SOGGETTIVE DI TUTTI GLI OPERATORI DEDICATI A TALE STAZIONE, DI CUI FANNO PARTE I 3 UFFICIALI DI COPERTA, CHE SVOLGONO LE FUNZIONI DI OPERATORI  DURANTE IL LORO SERVIZIO DI GUARDIA,  E SONO DELEGATI AD EFFETTUARE TEST ,PROVE E CONTROLLI GIORNALIERI, SETTIMANALI E MENSILI SU TALE APPARATO. QUINDI SE PRIMA IL LAVORO VENIVA SVOLTO SOLO DAL MARCONISTA UNICO BENEFICIARIO DELLA PENSIONE ANTICIPATA, ORA CHE IL LAVORO VIENE SVOLTO DA TUTTI GLI UFFICIALI  DI COPERTA, PERCHE’ RICONOSCERE TALE BENEFICIO SOLO AL COMANDANTE? SAREI MOLTO GRATO, CHE QUALCUNO DEGLI ADDETTI AI LAVORI  CHE SI SIEDE AI TAVOLI DEL MINISTERO, MI POSSA DARE UNA RISPOSTA LOGICA ALL’ULTIMA DOMANDA POSTA. COLGO L’OCCASIONE PER INVIARVI A VOI TUTTI, I MIEI PIU’ SINCERI SALUTI.

C.L.C MARIO COLLARO

 

02-02-2016

QUALE FUTURO PER I MARITTIMI  ITALIANI ???

Livorno 02/02/2016

Leggo con sgomento su vari quotidiani ed attraverso il vostro sito, della “guerra” che la famiglia Grimaldi ha dichiarato alla famiglia Onorato.

Il mio sgomento è che tutte le guerre di cui abbiamo letto, visto e studiato, finiscono sempre con la sconfitta del popolo che si frappone tra le due forze.

Ma non posso fare a meno di essere d'accordo con la famiglia Onorato per la difesa dei marittimi Italiani. La famiglia Grimaldi vorrebbe così garantire benefici fiscali e previdenziali anche alle bandiere comunitarie che hanno una sede in Italia permettendo alle compagnie di mettere sotto bandiera Maltese o Cipriota le proprie navi e quindi la possibilità di imbarcare personale extracomunitario che costa 3/4 volte di meno dei marittimi Italiani usufruendo così anche di sconti fiscali.

La famiglia Grimaldi grida allo scandalo per la sovvenzione che la Tirrenia percepisce per la copertura del servizio che effettua, ma almeno sulle navi il personale è Italiano, e si sa che noi “costiamo”, ma i Grimaldi vogliono passare come i salvatori della patria, chiedendo di abolire la sovvenzione alla Tirrenia di 70 milioni di euro e di lasciare lavorare la loro compagnia che non chiede nessuna sovvenzione, tanto risparmierebbero sicuramente di più prendendo a lavorare personale sottopagato extracomunitario, per il bene dello Stato, asserendo che è l’Unione Europea a chiederlo. Tralasciando il piccolo 'dettaglio' che 20.000 marittimi Italiani rischiano molto concretamente di perdere il lavoro.

Ma se accadesse quello che si auspica la famiglia Grimaldi credo che allo stato Italiano costerebbe molto, ma molto di più della sovvenzione che la Tirrenia percepisce. Credo non ci sarebbe più una compagnia con bandiera Italiana nel giro di un paio di anni, e di conseguenza più disoccupati.... e le tasse chi le paga?????

Ho letto una intervista del Presidente di Confitarma, Dott.Emanuele Grimaldi che dice:

«Io copro linee che vanno dall’Italia alla Grecia. Devo mettere una parte dell’equipaggio italiana e una parte greca. È anche una questione di sicurezza: in caso di incidente, meglio ascoltare le istruzioni di salvataggio nella propria lingua. E lo stesso faccio anche sui traghetti per la Spagna: metà italiani e metà di lingua spagnola».

Ed è proprio per una questione di sicurezza a cui si asserisce, è importante che su linee che navigano su territorio Italiano ci sia solo personale Italiano.

La crisi che oggi colpisce soprattutto i paesi sul versante adriatico, sta spaventando e non poco e quindi si cerca di correre ai ripari, ma a che prezzo? Mi sembra che si stia usando questa “guerra” solo per mettere le navi Grimaldi sulle linee per la Sardegna per garantire lavoro.

Non si pensi di poter trattare i marittimi Italiani come “radazze consumate” che adesso possono essere buttare a mare! Certo, non si includano in queste gli ufficiali solo perché, come si asserisce nell’ultima intervista concessa a Simone Gallotti il 31/01/2016 alla domande:

 La differenza di costo tra un equipaggio italiano e quello extracomunitario è notevole. Partiamo svantaggiati? 
«Guardi, partiamo da quello che non è vero: uno straniero a bordo delle nostre navi non guadagna 7-800 euro, ma di più. E poi gli italiani sono competitivi,
parlo almeno degli ufficiali: esistono gli sgravi del registro internazionale e hanno elevata professionalità».

 Però gli stranieri a bordo delle nostre navi sono tanti… 
«Noi non vogliamo dare spazio agli stranieri, anzi. Ma anche volendo, non riusciremmo a coprire le esigenze della nostra flotta solo con marittimi italiani ».

Come è avvenuto a Torre del Greco: bacino storico per gli equipaggi dei traghetti nazionali e poi terra di armatori locali.
«In quell’area purtroppo oggi la crisi si sente di più, proprio perché alcune compagnie sono fallite e da quel bacino non si pesca più come una volta. Però oggi si guarda anche ad altre caratteristiche per la composizione degli equipaggi».

Quali? 
«Una volta bastava anche un titolo di studio basso e due braccia per imbarcarsi. Oggi, a causa degli elevati requisiti formativi richiesti dalla normativa internazionale, non si può più».

 

Non posso credere che degli armatori del sud che hanno creato la loro fortuna sulla pelle di marittimi, che avevano solo “un titolo di studio basso e due braccia per imbarcarsi”, oggi con tutto quello che noi marittimi abbiamo fatto e continuiamo a fare ( si ricordi che noi marittimi Italiani abbiamo fatto tanti corsi e ne continuiamo a fare per tenerci al passo con i tempi, addestrati da ufficiali Italiani competitivi) adesso non serviamo più. Ma forse abbiamo fatto il nostro tempo perché prima per “fame” ci si imbarcava, e oggi invece sono cambiati i popoli che hanno “fame” come noi allora, e la storia pensate che possa ripetersi??????? 

 

Primavera Giuseppe

R.S.A. Delegato.CGIL TOREMAR

 

30-01-2016

Noi marittimi invisibili

Bravo Vincenzo   Onorato

Siamo un gruppo di  marittimi colpiti dalla crisi che sta imperversando sulla nostra categoria e tutta la marineria italiana.

E’ perfettamente ovvio che questa crisi è causata  dall’ indifferenza  del nostro governo e da tutte quelle leggi sbagliate fatte da  burocrati incompetenti .

Sappiamo benissimo  che questa categoria di lavoratori invisibili non interessa a nessuna  forza  politica,  questo è il motivo per cui stiamo perdendo i  posti di lavoro e la dignità professionale.

I benefici  vanno  a vantaggio dei marittimi extracomunitari  che a quanto pare risultano più bravi e preparati di noi italiani e non  solo ma anche più certificati , dotati di tutte le qualifiche possibili ed immaginabili anche di quelle che ancora non sono elencate nella STCW ed IMO.

Non riusciamo a capire perché dopo  quanto denunciato da tutte le associazioni dei marittimi  e dai sindacati competenti,  non vi sia  ancora nessuna volontà nel capire  e  vedere come ci stanno truffando nel rifiutare il lavoro agli italiani.   Per prima cosa basterebbe  soffermarsi sulle liste equipaggio  e vedere la percentuale dei marittimi Italiani a bordo delle navi battenti bandiera italiana che vanno in giro per  il mondo  o fanno viaggi di cabotaggio.

Altra cosa che non dovrebbe essere persa di vista  e quella ormai vergognosa presa per i fondelli delle chiamate fatte dal Turno Generale nei vari Compartimenti  Marittimi dalle  società di reclutamento del personale  C/O degli Armatori .

Come mai vengono richieste certificazioni sempre al limite o addirittura su una tipologia di nave corsi che non hanno nulla a che vedere per il tipo di nave dove si dovrà imbarcare ?

La cosa viene ancora più complicata quando nella chiamata  vengono   richiesti i visti  d’ ingresso per i paesi più strani di cui il povero marittimo non potrà mai essere in possesso , se già il tutto non viene pianificato preventivamente  dando le generalità,  data  d’ imbarco e nome della  nave al Consolato che dovrebbe rilasciare il Visto. Cosa che dovrebbe essere fatta  dalla società di reclutamento che sa a priori chi dovrà  imbarcare  e non certamente il povero marittimo  che salterà fuori dal  Turno Generale.

Comunque le società di reclutamento alla fine non disperano in quanto dopo un minuto che la truffa si è conclusa ( termini della chiamata scaduti ) come per magia spunta l’ extracomunitari o  e così il posto  è più che coperto  per i prossimi 10 mesi  o forse più.

Ma di tutto  questo la nostra scrupolosa  Autorità Marittima che poi emette tutta la documentazione per poter formalizzare l’ imbarco si è mai posta il compito di verificare se il marittimo impiegato per quella chiamata abbia realmente quanto richiesto ? Sicuramente no perché  noi marittimi ( di mare e non burocrati da scrivania ) sappiamo che  non  potrà mai  esistere  una documentazione simile.

Come se già non vivessimo tanti disagi, un’ altro problema  non di poco conto è quello che le  Capitaneria di Porto in Italia nell‘ applicare  leggi, decreti e normative  IMO ed  STCW  non riescono a mettersi d’ accordo nel dare le stesse interpretazioni  e così molti di marittimi  vedono svanire i propri certificati e titoli professionali e sono costretti a  dover spendere soldi in momenti di profonda crisi per poter riavere gli stessi certificati di cui erano  in possesso 5 anni prima  per poter continuare a lavorare .

Non si è mai sentito dire che un libero professionista iscritto ad un qualsiasi albo dopo 5 anni di poca attività professionale debba  nuovamente ritornare all’ università  e risostenere gli esami  di laurea per poter svolgere nuovamente  la professione   o un  automobilista  che per  5 anni non  ha guidato   debba  nuovamente   sostenere gli esami di patente perché non ritenuto  più idoneo   , questa è pura follia.

Ultima nota dolente alla fine di questo tortuoso percorso è l’ età pensionabile dei  marittimi ,infatti  negli anni passati solo la categoria del personale di macchina ed i marconisti hanno potuto usufruire  di agevolazioni pensionistiche.  La nave va considerata come unica “ Unità “ di trasporto e quindi tutto il personale sia di  coperta  che di macchina svolge un attività usurante. Non è sicuramente facile 

adattarsi  a climi sempre diversi  e navigare  in aree a rischio epidemie o guerre , dover mangiare cibi surgelati per  molti mesi  e spesso cucinati in maniera diversa da quelle che possano essere le  proprie abitudini alimentari.  Essere presente e disponibile a dover  svolgere le proprie funzioni   a qualsiasi ora del giorno o della notte  per  posti di manovra o emergenze in generale .

Tutte le  ore di volo che  facciamo ogni anno  correndo da un aeroporto all’ altro  con l’ affanno  per poter prendere l’ aereo  che ci porterà a raggiungere le  navi  sulle quali poi svolgeremo il nostro lavoro

Tutto questo ovviamente lo si affronta con non poche difficoltà  e con un certo spirito , ma quando ormai si è superata una certa età, il tutto diventa  diverso sicuramente più gravoso , quindi cerchiamo anche dal punto di vista umanitario di poter liberare questi  schiavi del mare un po’ prima  visto appunto tutte problematiche e poter anche dare sbocchi occupazionali a quanti stanno ancora aspettando di poter mettere piede su di una nave.

Visto che ormai  siamo arrivati quasi al fondo di questo abisso  è  il momento di svegliare il Governo e tutte  le amministrazioni che  continuano a fare danni ai poveri marittimi  che hanno già perso il lavoro   o lo perderanno a breve se non verrà messo  un freno a tutto questo .

Anche noi marittimi invisibili vorremmo partecipare alla ripresa  di questa Italia perché ci crediamo e non possiamo mai permettere che un una penisola come la nostra non possa dare un  futuro  a tante famiglie che vivono di tali  risorse .

Firmato

Noi Marittimi Invisibili  F.A.  – A.C. – F.P.  – S.D. -  R.D. – P.R. – G.B.  E.C.  ….................................................

 

05-10-2015

From: scapalle@hotmail.it
To:
segr.gen@filtcgil.it; federazione_fit@cisl.it; organizzazione@uiltrasporti.it
Subject: INTELLETTO OFFESO
Date: Mon, 5 Oct 2015 16:18:33 +0200

 Sindacato e sindacalisti vi scrivo....Generalmente si inizia con "caro",come di consueto si usa con gli amici più cari....purtroppo nn lo meriti,come nn meriti rispetto da parte mia!
Nel 2008 credendo di fare una cosa buona(volendo fare sindacato vero)passai alla mitica(un tempo) CGIL,mi seguirono tanti colleghi,ma sbagliai anno,quello buono era 50anni fa,oggi si ritrovano persone che tutto fanno, tranne che sindacato,dal segretario nazionale di categoria al regionale...per nullità sei un vero fiore all'occhiello....Mi togliesti la delega,ti dava fastidio che facessi il delegato VERO....Ti ho scritto tante volte chiedendo il perché di tante cose malfatte,ma giustamente hai pensato di nn dare risposte,ti ho scritto perché nn mi hai fatto applicare l'articolo Art.c.c. 2112 al mio passaggio da pubblico a privato,nn mi hai nemmeno considerato....ti ho chiesto mille cose come lavoratore o delegato,ma ho avuto sempre la stessa risposta MENEFREGHISMO...Sei andato avanti senza nemmeno conoscere REALMENTE i miei problemi di lavoratore,ma mi son reso conto che forse nn conosci neanche le navi...Alla fine mi sono reso conto della tua ANARCHIA ed alla tua mancanza di serietà....Hai tutt'altro interesse che difendere i lavoratori, me compreso...Se veramente lo avessi fatto,avresti spazzato via la 30/98...Ma quella ti interessa €CCOM€....Nn ti interessa minimamente del sociale dei marittimi,ne hai dato conferma FIRMANDO il rinnovo del MIO CCNL nonostante il MIO NO come tanti altri colleghi .... Anche in questo ti sei premunito sparando BUGIE prima,dopo,durante,come fossero VERITÀ...Andiamo avanti... TRISTEMENTE.... Nn fai niente per l'età pensionistica....Nn fai niente per migliorare la mia condizione lavorativa....Nn fai niente per il riconoscimento AMIANTO...Nn fai niente per gli orari assurdi....Nn fai niente per modificare alcune voci del 1939/41 del Codice della Navigazione....Niente per migliorare la MIA vita a bordo....Nn fai nemmeno applicare le leggi...SEI ASSURDO.....Sei stato capace,ed anche molto di rendermi NAUSEATO del tuo dire e fare molto BURLESCO accompagnato da colori ARLECCHINI.....Ora ti sederai al tavolo per la MIA contrattazione di secondo livello....anche se lo stai già facendo....AUMMA AUMMA....RICORDA CHE ANCHE IO TI PAGO come tanti "colleghi"....FAI LA COSA GIUSTA... so che sarà molto difficile vedendo e conoscendo i soggetti che riconoscerai di scarso livello sindacale.....ALMENO TENTACI!!!!Ora ti lascio ad una lenta riflessione....ricorda che questo nn'è solo un MIO pensiero "su carta"...SONO FATTI DETTATI DALLA QUOTIDIANEITA' CHE TUTTI I MARITTIMI VIVONO SULLE LORO PELLI....POCHI TI SCODINZOLANO DIETRO....MA QUELLI SONO ORMAI VITTIME DEL SISTEMA DA TE "MANOVRATO"!!!
 
Cagliari 05/10/2015
Francesco Montano

 

27-08-2015

MI PERMETTO DI INVIARE PER LA MIA LUNGA ESPERIENZA NEL CDA DEL FANIMAR , ALCUNE MODIFICHE DA APPORTARE ALLA RISCRITTURA DEL CC.NL SULLE NORME PREVISTE DA REGOLAMENTO CONTRATTUALE.

Micheleoliviero1@gmail.com         MICHELE OLIVIERO

Rispettare il giudizio della Commissione di 2° grado, perché in nessun caso si può precludere al lavoratore la possibilità di chiedere alla commissione centrale il giudizio avverso.

In caso di biennale, fatta entro i 28 giorni dallo sbarco, ed in seguito a tale visita se il lavoratore viene mandato in Commissione di I° grado e viene fatto inidoneo permanentemente alla navigazione gli si deve riconoscere il ritiro del libretto di navigazione.

In caso che le società di navigazione interrompono i pagamenti dei ratei previsti dal CC.NL, e visto che il lavoratore può chiedere con lettera raccomandata di versare la somma ad un altro fondo, il Fanimar dovrà comunicare al sindacato di informare i lavoratori affinché possano decidere autonomamente di pagare la propria quota, inoltre creare un fondo per sostenere  i casi in questione, tenendo presente che il sindacato  sottoscrivendo gli accordi che regolano le norme del Fanimar , lo stesso dovrà assumersi la responsabilità e l’onere in caso di vertenza legale contro l’inadempienza del  datore di lavoro.

Premesso che la copertura assicurativa avviene solo per il numero delle persone imbarcate a bordo delle navi siano esse RO- C.R.L –T.P – T.G, in caso di sbarco del personale del T.G gli devono essere riconosciuti la copertura del 30/40 % dei riposi maturati durante il  periodo d’imbarco per una eventuale malattia insorta durante detto periodo.

Allungare i termini dell’invio documentazione dell’avvenuta dichiarazione di inidoneità prevista dal CC.NL di 15 giorni a 60 giorni (attesa del decreto di cancellazione almeno 30 giorni)

I versamenti che effettuano gli armatori al Fanimar 1° gennaio di ogni anno per tutte le tutele assicurative  attualmente devono essere versate entro e non oltre dieci giorni, nel caso specifico si chiede di protrarre al 30 gennaio, fermo restando la copertura dei lavoratori a far data dal 1° gennaio.

I lavoratori che sono impiegati sulle navi in disarmo in posizione di comandata /o navi armate in posizione di lavori di manutenzione straordinaria, devono essere incluse nelle tutele assicurative previste dal Fanimar, non trascurando i lavoratori che vengono impiegati all’estero a seguire le costruzioni e la manutenzione delle navi.

 

15-08-2015

Salve

Gli armatori parlano di ripresa , solo per le loro tasche i marittimi italiani rimangono a terra ad elemosinare lavoro. A bordo solo exstra comunitari  e i sindacati tutti ci anno venduti per un nuovo cattivo contratto di lavoro, e anno già fatto anni fa ci anno venduti per il terzo piatto a tavola.

Poi ci si mettono anche i pensionati a bordo , la colpa? Non è dei pensionati ma delle istituzioni che danno la possibilità di continuare a imbarcare e degli armatori che continuano a chiamarli.

Ormai penso sono asoldati dagli armatori mi augurerei che è solo un mio pensiero, mi devono dimostrare che mi sbaglio.

 

Purtroppo non riusciamo a fare una vera rivolta.

 

spero di essere pubblicato

 

saluti  D.M.  Luigi S.           libero luigi [luigi.sportelli@libero.it]

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15-08-2015

Caro Presidente Renzi, mi chiamo Michele Oliviero, ho 72 anni iscritto al PD di Ercolano militante per decenni nella Filt Cgil, delegato sindacale sulle navi ed in seguito dirigente sindacale, incarico svolto fino al 2007 e tutt’ora iscritto allo Spi Cgil.

Nel 1998 nasce la legge30/98 istitutiva del Registro Internazionale delle navi la quale, a tutt’oggi, ha prodotto una fortissima affermazione della bandiera italiana nello scenario internazionale dello shipping. Oggi circa 1700 navi inalberano (grazie a questa legge) la bandiera italiana, dato che ha fortemente invertito la negativa tendenza della “bilancia dei noli”. Per le navi iscritte al R.I esistono condizioni di vantaggio gestionale derivanti dai contenuti della stessa legge 30/98 la quale oltre ai 6 (sei) marittimi italiani (Uff.li) + 2 (due) all.vi Uff.li, inoltre prevede una notevole presenza di personale extracomunitario arruolato  con applicazione di speciali contratti di arruolamento creati ad hoc per l’imbarco dei marittimi extracomunitari, inoltre per i rimanenti italiani e/o europei formanti l’equipaggio, vengono utilizzati CC.NL di settore. Questa legge aveva, si degli obblighi da parte dell’armatore ma conteneva agevolazioni sul piano fiscale e di sgravi contributivi: a)  che l’irpef dei salari degli italiani, rimanga all’armatore quale aiuto all’impresa; b)che i contributi previdenziali, quota armatori, siano a carico dello stato(figurativi) – queste due condizioni abbassano il costo del lavoro del 56% circa, inoltre nell’accordo del 11/02/2003 si stabilì che le aziende devono versare nelle casse delle OO.SS Cgil/Cisl/Uil di settore e per tutte le navi iscritte al R.I, una quota di 190 euro annuale per ogni marittimo imbarcato (mediamente 20 unità per nave ). Oggi questa quota con le dinamiche salariali è giunta alla quota di circa 285 euro circa, producendo alle OO.SS un introito annuo di circa 8.9 milioni di euro ed inoltre prevede 9 distacchi sindacali a carico della Confitarma e Fedarlinea.

Con gli accordi sindacali del 03/07/2001 e del 09/08/2001 le OO.SS  di categoria hanno concesso deroghe a tutti gli armatori, dando a questi ultimi, la possibilità di imbarcare in mancanza di personale italiano sostituendolo con personale comunitario. Inoltre ci sembra giusto denunciare che ad alcuni armatori (e non si capiscono i motivi) come Visentini e Montanari gli sia stata data la possibilità di imbarcare, sulle proprie navi tutto personale extracomunitario, in barba alla legge 30/98, senza tener conto della drammatica situazione occupazionale che sta affliggendo il nostro paese, ma soprattutto il nostro settore. La stessa legge prevede un osservatorio del mercato del lavoro che si sarebbe dovuto riunire a cadenza semestrale, dal 1998 è stato convocato una sola volta, attualmente su circa 1700 navi iscritte al R.I, la presenza degli italiani a bordo risulta essere circa 8-10%  a fronte del 30-35% come prevedibile di preparazione ed attuazione della legge 30/98.

Carissimo Presidente, riteniamo necessario un drastico intervento per ristabilire il rispetto della legge, perché a dir poco ha seminato malessere e generato sicuramente povertà fra i facenti parte di una categoria che viene utilizzata solo per alimentare le casse di un sindacato che, ormai, per carenza di iscritti, utilizza la legge sul R.I per poter sopravvivere.

Pertanto ti preghiamo di intervenire sulla vecchia architettura, modificando la parte delle norma riguardante la presenza di 6 (sei) Uff.li + 2 (due) All.vi Uff.li, si suggerisce di modificare le tabelle di armamento, previste dalla legge, con 4 (quattro) Uff.li + 2 (due) All.vi Uff.li + 2 (due) comuni di coperta/macchina. Con questa correzione si potrebbero recuperare  3000/3500 posti di lavoro in più il 30 % di personale di riserva, come tu sai, sul della Campania ne abbiamo fortemente bisogno.

E’ da molti anni che il sindacato utilizza il 60 % delle quote che provengono dal R.I per finanziare il comparto dei trasporti, per noi sarebbe giusto, poter dirottare parte di queste somme per creare occupazione e poter spalmare su un maggior numero di lavoratori quanto elargito dagli armatori al sindacato.

Voglio informarti, almeno io, che quando ho toccato, all’interno del sindacato, argomenti come la legge 30/98, alla fine sono stato cacciato dalla Filt Cgil. Siamo anche venuti a Roma e siamo stati ascoltati da alcuni compagni che ci hanno detto che tutto questo era scandaloso, ma tutto si eè fermati lì. Alcuni mesi fa abbiamo creato un movimento spontaneo dei marittimi ed assieme al Sindaco di Torre del Greco e compagni del comune di Ercolano siamo stati ricevuti dal Dott. Puia e dalla Dott.sa Moltoni del ministero dei trasporti dove abbiamo esposto le ragioni della nostra protesta, ma senza ottenere nulla.

Presidente, spero che tu voglia prendere in considerazione, visto che sei un tipo tenace constatiamo da come guidi questo governo. Io nel mese di settembre dovrò subire un intervento chirurgico, se tu ritieni di volere ulteriori chiarimenti potrai rivolgerti ai compagni:

Consigliere comunale PD di Ercolano     Piero Sabbarese        Cell 347.0998631

Consigliere comunale PD di T/ del greco     Salvatore Romano     Cell 348.3518807

Pensionato      PD di Ercolano               Michele Oliviero         Cell 333.7285931

Ti salutiamo con stima ed affetto

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09-08-2015

RINNOVO CCNL E QUOTE DI SERVIZIO

Innanzi tutto volevo ringraziare l'associazione della triplice, firmataria dei nostri contratti, la quale fin ora non ha emesso nessun comunicato,e/o si è presentata sulle navi per spiegare, le migliorie di questo nuovo contratto se effettivamente al loro dire ci sono. Per il momento posso solo dire che una cosa davvero spregevole è l'argomento che riguarda la quota da pagare per il rinnovo di questo contratto, la quale prevede un addebito di 1/26 della paga. I signori firmatari dovrebbero spiegare a che pro versare questa quota ( forse per la divulgazione.....del contratto. Ma oggi esiste la rete, dove tutti hanno accesso )quando vi è la possibilità di recidere tramite raccomandata. Questo discorso è il solito, che come per molti argomenti, trattati dalla politica, si arriva all'assenza-consenso. Visto che molti marittimi si trova a fronte di un prelievo dallo statino di una cifra comunque consistente, avvolte vuoi per mancanza di tempo,vuoi per disinformazione e/o tante altre motiv
 azioni valide, mi domando perchè i signori firmatari sulle novità del contratto non hanno modificato tale argomento rendendolo facoltativo a scelta del marittimo, previo volonta esplicita di versare tale quota.
G. DE MAIO

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24-07-2015
ALLE SEGRETERIE NAZIONALI DI; FILT CGIL,FIT CISL, UILTRASPORTI.
Signori Segretari firmatari del rinnovo CCNL,
Vi informo,laddove vi fosse sfuggito che,su molte navi(TANTISSIME) dove lavorano i MARITTIMI, NESSUN DELEGATO/RAPPRESENTANTE ha fatto assemblee per illustrare il CCNL...
Dopo aver letto il vostro "cartaceo"  datato 23 luglio 2015,mi stupisce(nn dovrei più) la vostra SFACCIATA presa in giro delle assemblee fatte in tutto il territorio nazionale con un ottima adesione....PINOCCHIO avrebbe reso più credibile le vostre continue bugie....i numeri citati ANDREBBERO INVERTITI....80% NO...Sarebbe più credibile anche per voi!
Per dirla in breve, le poche anzi POCHISSIME MALFATTE assemblee erano QUASI DESERTE ed è PREVALSO IL NETTO NO... grazie al vostro operato pregresso VERGOGNOSO che continua.
In termini di miglioramenti salariali,abbiate il pudore di ammettere che siamo vittime di SCHERZI A PARTE......
La cosa che veramente offende in quel "foglio di carta" leggere questo trafiletto :E' STATA LA PRIMA VOLTA,NELLA STORIA DI QUESTO SETTORE,CHE SI E' SVOLTA UNA CONSULTAZIONE COSI ESTESA-
.....Avete proprio superato ogni limite di decenza nei nostri confronti,neanche ISCARIOTA seppe fare di meglio!
Ora,tra nn molto vi "impegnerete" alla contrattazione del secondo livello....siamo in attesa che ci illuminiate ancora una volta,ci renderete protagonisti di un bellissimo film-
NON CI RESTA CHE PIANGERE!
Civitavecchia 24/07/2015
FRANCESCO MONTANO

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Egregio Sig A.Pico Segretario Nazionale Federmar cisal
Nel ringraziarla per la sua "attenzione" le confesso che il fattore salute mi dispiace,cosa contraria invece per i suoi delegati e struttura che Lei definisce buona e seri,ma questi non hanno fatto assemble o informative sul rinnovo CCNL,buoni amici o colleghi,nient'altro.....va inoltre detto che molti di questi professavano la NON FIRMA DEL CCNL DELLA SUA ORGANIZZAZIONE,anche perchè non si è letto in nessun posto,ed ecco il motivo della mia missiva a nome dei colleghi.....aggiungo inoltre che parlando con alcuni di questi dimostravano una vera lacuna,per non dire oceani di niente del contenuto FIRMATO.....
Purtroppo mi spiace informarla che non sono un fedelissimo,ma solo un iscritto!!
In ultimo visto il suo indelicato intervento sul MIO comportamento di voler sindacalizzare....LE RICORDO CHE LEI ESSENDO UN PERSONAGGIO DI RILEVANZA SINDACALE NAZIONALE CON INCARICHI ATTI ALLA TUTELA E SALVAGUARDIA DEI LAVORATORI A PRESCINDERE DALLA FEDE SINDACALE, HA IL DIRITTO MORALE DI INFORMARE TUTTI NEL BENE E NEL MALE PRIMA NON DOPO.....Se invece dovesse ritenere UNA FARSA DA NASCONDERE la firma del CCNL NAZIONALE....beh accetti le scuse!!
DISTINTI SALUTI
Cagliari 17/07/2015
Francsco Montano
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Roma, 17 luglio 2015

Alla Redazione di Torremare

In relazione alla curiosità dimostrata dal signor Montano nei confronti della Federmar-
Cisal ed in particolare sulla Segreteria di questa organizzazione sindacale, posso tranquillizzare lui ed altri che si ponessero lo stesso genere di interessamento che l’intera struttura della Federmar-
Cisal è ben rappresentata e poggia su buoni e seri delegati. Ciò è stato ancora una volta di più dimostrato proprio in questi ultimi mesi, includenti pure le fasi finali del rinnovo del CCNL, nei quali sono stato costretto a rimanere a lungo assente dal lavoro per motivi di salute.

Tuttavia, proprio perché il Montano si dichiara fedelissimo iscritto alla Cgil, mi corre l’obbligo di affermare che nella Federmar/Cisal abbiamo tante adesioni e spazi perchè siamo abituati a dibattere ed a confrontarci in ogni tempo e sede sulle tematiche e sui problemi che riguardano i lavoratori. Per questi motivi dev’essere anche chiaro che, a sostegno della nostra autonomia e di coloro che pongono in noi la loro fiducia, non permettiamo a nessuno di sindacare i comportamenti di questa organizzazione, né alle altre sigle sindacali né tanto meno al signor Montano.

Cordialmente,

                                                     Il Segretario Generale
                                                         (Alessandro Pico)

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14-07-2015

ALLA CORTESE ATTENZIONE DEL SEGRETARIO GENERALE A. PICO FEDERMAR CISAL

CURIOSITA' RINNOVO CCNL

EGREGIO SEGRETARIO,
CON LA PRESENTE,VISTA LA SUA LUNGA LISTA DI ISCRITTI NELLA SOCIETA'  TIRRENIA CIN,VISTA LA LATITANZA CHE GRAVA SUL RINNOVO CCNL,SAREI GRATO SAPERE, A NOME DI MOLTI COLLEGHI,COSA "BOLLE" IN PENTOLA NELLA SUA SEGRETERIA,VISTO CHE GLI ULTIMI COMUNICATI IN MATERIA RESTANO DATATI 25-
03-2015,ED ANCORA, 27-05-2015....AFASIA,JOBS ACT,DISPERDE,RISULTANO VUOTE LE COSE "SCRITTE" SULLO STESSO COMUNICATO....ASSEMBLEE,TRASPARENZA, UTILE E NECESSARIO,ESIGENZE,ADEGUATA UNA TANTUM,QUINQUENNALE,ADEGUAMENTO RETRIBUTIVO,INNOVAZIONI,DIRITTI ACQUISITI.....POI USA  ;DIGNITA' E MODERNITA',POI CITA ALLA FINE I DELEGATI...SARANNO ANCHE FATTI DI "MATERIA" MA  SAREBBE OPPORTUNO CONOSCERLI QUESTI DELEGATI, VISTA LA TOTALE DISINFORMAZIONE IN MERITO.
LE SCRIVO GIUSTO PER AVERE CONCRETEZZA DEL "SUO" BEL COMUNICATO....MI SEMBRA ANCHE INOPPORTUNO,MA CAPIRA' CHE LA SETE DI CONOSCENZA DEI "FATTI" IN MERITO AL RINNOVO DEL "NOSTRO" CCNL DEVE INTERESSARE PRIMA I MARITTIMI CHE LEI RAPPRESENTA,TANTI DA COME SAPPIAMO,COME SAPRA' LA TRIPLICE STA' OPERANDO CON UNA GRANDE CASA DI SCENEGGIATE.....TUTTO LASCIA INTENDERE AD UNA FIRMA DEFINITIVA SFACCIATA DEL "NOSTRO" CCNL ENTRO IL 20/07/2015
MI AUGURO DI NON AVER TURBATO LA SUA PROFESSIONALITA' SINDACALE,CAPIRA' PERO' CHE ALLE PAROLE DEBBANO SEGUIRE I FATTI....SI RICORDA? NON SI ARRENDERA' MAI...MAI!!
ATTENDO DELUCIDAZIONI, NON PRIVATE,VISTO CHE IL RINOVO CCNL RESTA PER TUTTI I MARITTIMI.
CIVITAVECCHIA 14-
07-2015
IN FEDE
FRANCESCO MONTANO

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12-
07-2015
Alla cortese attenzione di Torre D’amare

CONTRATTO COLLETTIVO DI LAVORO
Buongiorno, sono un ex  marittimo di una società Regionale Caremar e ex rappresentante uscendo della Filt CGIL,  pensionato dal 2014. Certo hanno pensato bene di escludere i pensionati, forse perche davano troppo fastidio sui diritti dei lavoratori, basta vedere non appena andato via il sottoscritto, subito hanno tolto dei diritti  ottenuti dopo di anni di lotta, e come il sottoscritto se ne andato anche il segretario regionale “EMANUELE FERNICOLA” due  figure che davano fastidio,e chi comanda oggi un Comandante un segretario che viene dal settore aereo, e una donna con poco esperienza, ma vi spiego. Mi allaccio al discorso degli altri rammaricati del CCNL, ma come si fa ad accettare di cancellare diritti di anni di lotta, senza informare i lavoratori. Si è capovolta la scena i contratti debbono essere sempre migliorativi, questa volta, e vale per sempre, è diventato peggiorativo, e anche oltre oltrepassando le leggi mi riferisco al TEMPO INDETERMINATO non equiparando al pari con la CRL  vinto con sentenze, scrivendo nel nuovo contratto solo CRL e T.P non considerando il T.I,e cancellando il  RUOLO ORGANICO, scomparsa delle varianti traffici locali quali ad esempio l'art. 97 del CCNL delle Regionali e/o il taglio dello straordinario sui mezzi veloci, una TANTUM di 500 Euro in 5 anni di assenza di aumenti, e senza considerando tutte quelle persone che sono andati in pensione per tanti motivi, senza precisare se gli tocca una parte della UNA TANTUM. La FANIMAR, compagnia  assicuratrice controllata dai sindacati, e lo stesso sindacato che non controlla se le  società pagano la polizza. Il sottoscritto con altre tre persone pensionate per ottenere il beneficio hanno dovuto fare una transazione noi lavoratori con l’azienda escludendo il sindacato.                                            
Ma questi signori che si sono seduti a discutere queste cose, mi chiedo se stavano dormendo, o hanno voluto  favorire gli armatori.
Il sindacato non esiste più ed è diventato un lavoro cui conviene  allearsi con chi è più forte ovvero gli “ARMATORI”
12/7/2015       Ernesto Garzia


10-
07-2015

Buongiorno,
Ho appena letto il vostro comunicato da BIGOTTI redatto ieri 09/07/2015 in seguito al VOSTRO attivo unitario pari data....vi è l'obbligo di INFORMARVI che nessun delegato/delegato da voi ha fatto assemblee o informazione sulle navi(parlo della ex flotta pubblica) in merito al rinnovo CCNL!
Sempre dal VOSTRO COMUNICATO BIGOTTO si evince che,vi state preparando alla chiusura del VOSTRO CCNL redatto per noi silenziosi lavoratori succubi della vostra ANARCHIA!!!
Ed ancora,avete anche la sfacciataggine di indire un referendum che sarà fatto solo per dare una classica immagine "già vista mille volte" sceneggiata "ROMANA'...i tempi tecnici per l'indizione nn collimano con la trasparenza!
Il giudizio "POSITIVO" chi lo avrebbe dato se nessuno ci ha informati???
Resto a VOSTRA completa disposizione per un qualsiasi confronto VISIVO!!!
Civitavecchia 10/07/2015

In fede
Francesco Montano marittimo da 35 anni iscritto alla più grossa confederazione sindacale CGIL!!!

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10-
07-2015

CON LA PRESENTE ESPRIMO IL MIO RINGRAZIAMENTO ALLA DIREZIONE DI TORRE D'AMARE,AFFINCHE QUESTA MIA LETTERA VENGA RESA NOTA......... IO SOTTOSCRITTO SETTANGELO NINO DELEGATO CISL,E ISCRITTO DA OLTRE 37 ANNI SENZA MAI AVER CAMBIATO BANDIERA NEL BENE E NEL MALE XCHÉ HO SEMPRE PENSATO CHE LA SCELTA DI UN SINDACATO È UN FATTO DI DNA,MA SONO ORMAI TROPPI ANNI CHE VEDO UNO SCEMPIO CREATO DA PERSONAGGI CHE TUTTO FANNO ALL'INFUORI DI TUTELARE IN MODO TRASPARENTE I LAVORATORI,ULTIMO ESEMPIO È MOLTO GRAVE ,MI RIFERISCO AL RINNOVO DEL CCNL...MI CHIEDO COME SI PUÒ DECIDERE DI FIRMARE UN ACCORDO DOVE IO E ALTRI MIEI COLLEGHI MESI FÀ A ROMA È STATO NETTAMENTE RIGETTATO TUTTO CIÒ CHE FEDARLINEA PROPONEVA PROPRIO DAI NAZIONALI IN OCCASIONE DELL'INCONTRO AVUTO X DISCUTERE DI UNA MATERIA COSÌ DELICATA,ED È STATO MESSO X PRIORITÀ CHE TUTTO SAREBBE STATO ALLA LUCE DEL GIORNO E DISCUSSO IN PRIMISS CON LA BASE,E SI PROSPETTAVANO ANCHE SCIOPERI....INVECE TUTTO È STATO DISATTESO DA PARTE DEI SINDACATI....SONO PROFONDAMENTE DELUSO E FERITO,DI CHI FÀ PARTE DI UNA COSI IMPORTANTE SIGLA SINDACALE CHE IO RICONOSCERÒ X SEMPRE XCHÈ FONDATO DA UOMINI CHE AVEVANO COME OBIETTIVO E ANCHE COME MISSIONE L'INTERESSE DEI LAVORATORI....IL DISSENSO DEI LAVORATORI È EVIDENTE SI NOTA È SI TOCCA CON LE MANI CIÒ LO DIMOSTRA ANCHE IL FATTO CHE NON DARANNO ALCUNA TANTUM E QUANT ALTRO AI SINDACATI,E SI FÀ SEMPRE PIÙ INSISTENTE LA RICHIESTA DI UN REFERENDUM,E INOLTRE IO FACENDO PARTE DI QUESTO SINDACATO DEVO MALGRADO TUTTO AMMETTERE CHE UN SINDACATO COME L'U.B.S HA PROCLAMATO UNO SCIOPERO X IL 16 LUGLIO,METTENDOCI LA VERGOGNA IN FACCIA,ANCHE SE IO NON SENTO DI APPARTENERE A QUELLI CHE HANNO DECISO IN MODO SUPERFICIALE LA SORTE DI TANTI LAVORATORI DI TERRA E DI MARE...E A MIO AVVISO FACENDO MALE ANCHE AL NOME PRESTIGIOSO E PORTATO IN ALTO DA UOMINI DI ALTRI TEMPI........NINO SETTANGELO....        studiotecnico.doc@gmail.com

06-07-2015

NON TUTTA L’ERBA UN FASCIO  
    
Sono pienamente d’accordo con la dichiarazione del Segretario PAOLO FANTAPPIE’ sul fallimento della classe politica di questi ultimi anni, ma come tutte le cose non si può fare di tutta l’erba un fascio.
Ne è una prova la capacità del Presidente Rossi e della giunta della Regione Toscana che con oculatezza ha provveduto a privatizzare, in tempi molto rapidi, la Toremar
(ora anche la sua organizzazione SINDACALE lo riconosce  ) affidando la flotta ad un armatore che si è dimostrato serio e capace, non facendosi influenzare da tutte le “ chiacchiera da bar” sul fin troppo inflazionato “ monopolio “, come spesso dichiarato da più parte
Se veramente si vuole fare l’interesse di noi lavoratori marittimi è quello di affidare le flotte regionali ad armatori di comprovata solidità , sia socetaria che predisposte ad avere con la forza lavoro un rapporto chiaro e preciso che dia garanzie lavorative certe, come accaduto con noi in Toremar.
Il problema delle “nostre quattro consorelle, da Lei citate, vanno fortemente sostenute per evitare di avere altri morti da piangere . (vd.  Marittimo Saremar ), con l’intervento massiccio di tutte le forze sindacali coese in uno scopo che è la vita delle stesse:         “ GLI INTERESSI DEI LAVORATORI “ e la salvaguardia del lavoro e non perdersi in “ chiacchiere da bar “ che a noi lavoratori non portano mai nulla, anche perché è la strada della nostra classe politica che genera solo fallimenti, come da Lei citato.
Per la Toremar tutti i miglioramenti del servizio e del personale sono stati il frutto di incontri avvenuti precedentemente all’acquisizione con la Famiglia Onorato, con le organizzazioni sindacali, e i lavoratori dove abbiamo chiesto garanzie sul futuro lavorativo e dei servizi da offrire, che come dimostrano i fatti sono stati tutti rispettati, anzi di più.
Questa strada è quella giusta per ottenere garanzie e certezze lavorative che servirebbero alle “ nostre quattro ex consorelle” ad anche alla Tirrenia.
Distinti Saluti
RAS. CGIL
Primavera Giuseppe        primavera.peppe@gmail.com


05-
07-2015

Cortese Att.ne redazione Torre D'amare

Con la presente,
Vista la Vostra grande serietà e professionalità,sono a chiedere di voler pubblicare la mia missiva.
In seguito al rinnovo del nostro CCNL  tanto pubblicizzato da anonimi sindacalisti sul vostro sito,vanno precisate non pochi dettagli che purtroppo nessuno di questi egregi signori ha "fatto scrivere" nei loro comunicati.
Hanno tanto decantato la somma delle 500€,ma nn hanno detto che preleveranno la loro parte pari al 1/26.....
Non hanno detto che dovevamo ricevere non 500€,ma molto molto in più!
Non hanno volutamente detto che la soglia degli 80€ sbandierati si riceveranno a parametro cento.....LORDE!!
Non hanno informato in nessun modo i marittimi italiani,immaginiamoci il 70% dei 65mila compresi extracomunitari....
Non hanno detto che questo nuovo CCNL ci fa fare passi da GAMBERO GIGANTE.....
Non hanno detto che i marittimi dell'ex flotta di stato volevano spiegazioni prima della firma,ma non sono stati presi neanche in considerazione....
Non hanno nemmeno detto che sulla TOTALITÀ delle navi italiane,non solo,non hanno MAI fatto assemblee esaustive o informative,atto dovuto,ma non si sono mai visti visto che si fanno pagare a peso d'oro tra delega e quota di servizio per ben 14 mesi l'anno.....
Non hanno detto che molte regole atte alla democrazia sono state cancellate.....
Non hanno rinnovato il vitto o alloggi,siamo ancora lontani ed ancorati alle vecchie "ciurme"..
Non hanno detto che hanno ricevuto nell'immediato centinaia di disdette delle quote di servizio,chiaro segno di disaffezione nei loro confronti.....
Non hanno minimamente menzionato di rivedere la legge 30/98.....
Non hanno detto che la quasi totalità e' disgustato dal loro fare in totale ANARCHIA!
Ci sarebbero da citare tanti altri "NON HANNO DETTO",ma penso che basti per rendere chiaro il concetto del "rinnovo" del nostro CCNL....mi preme aggiungere che se dovessero fare il referendum,cosa prevista dalla legge,sia fatto in piena democrazia e trasparenza.....l'anarchia non appartiene alla classe sindacale,questi dovrebbero usare la correttezza condita con molta serietà professionale,il nostro lavoro ATIPICO va gestito con oculatezza non con il MENEFREGHISMO!!

Cordiali saluti
Francesco Montano

Cagliari 05/07/2015


30-
06-2015

RINNOVO CCNL (Contratto Collettivo Nazionale Lavoro) DEI MARITTIMI

Le Organizzazioni Sindacali Confederali si accingono oggi a sottoscrivere e rinnovare il CCNL dei marittimi. La bozza circolante, per l’obbiettivo dichiarato di unificare i tanti contratti del comparto marittimo, doveva necessariamente fare opera di “deforestazione” per conciliare interessi e situazioni ampiamente differenti tra loro, vuoi per tipologia di navi che per differente traffico effettuato. Purtroppo, da  un esame prima face della bozza contrattuale, a mio parere, emergono più ombre che luci, con netta prevalenza delle prime.
E’ parere che i contenuti della bozza contrattuale necessitavano di una maggiore riflessione, a partire dalla sua definizione, ovvero dalla neonata definizione di "Contratto di arruolamento", che provocherà inevitabilmente una sorta di militarizzazione oltre il dovuto, ritornando indietro nel tempo, laddove qualche furbone dell’armamento (evidentemente il partoriente della cosa) ne saprà approfittare. Per quelli che si sono lasciati convincere della bontà dell’operazione a ragione della menzione nel C.d.N., vale evidenziare che la c.d. "Convenzione di arruolamento/contratto d'imbarco", anche nella nuova versione ILO 2006 (Regola 2.1) era già esaustiva degli obblighi previsti dagli artt. 323 e segg. C.d.N. Non a caso infatti, la Convenzione di arruolamento rinvia alle norme pattizie del CCNL a conferma che questi evidentemente è cosa diversa, in quanto afferisce al rapporto privatistico tra marittimi e datore di lavoro, finalizzati al mantenimento degli standard qualitativi, quantitativi della salute e del trattamento economico e normativo/disciplinare che sono propri dei contratti di lavoro e quindi materia esclusiva di trattazione collettiva e che nulla ha da spartire con tipologie di arruolamento di antidiluviana memoria. Anche la compressione economica e normativa non rende giustizia all'obbiettivo di raggiungere l’unificazione dei contratti che, beninteso, meritavano certo una riduzione ma non una netta unificazione in un coacervo di interessi e situazioni logistiche lavorative diverse. I maggiori danni in tal senso sono per il piccolo cabotaggio che, guarda caso, è quello per lo più impegnato in un processo di privatizzazione che -
sempre guarda caso - vede gare al ribasso con offerte anche del 50% in meno rispetto ai costi attuali. Costi che per poter recuperare, a meno di pratiche delinquenziali a danno della sicurezza e della salvaguardia della vita umana in mare, necessariamente devono essere recuperati sulla pelle dei lavoratori. Il non equiparare il rapporto di lavoro a T.I. con la CRL, statuire che per le ammissioni in CRL (Continuità di Rapporto di Lavoro)si attinga direttamente dal T.P., senza tenere in minimo conto il T.I. Tempo Indeterminato) che per altro ne hanno ,allo stato, già maturato il diritto e che giuridicamente (C.d.N.-C.C. - Regolamenti-Convenzioni) è rapporto di lavoro consolidato e gerarchicamente superiore al T.P., rappresenta un obbrobrio e foriero di immane contenzioso. Fare il paio con le compressioni economiche contrattuali riscontrate in bozza, riduzioni in percentuali di alcuni istituti, scomparsa delle varianti traffici locali quali ad esempio l'art. 97 del CCNL delle Regionali e/o il taglio dello straordinario sui mezzi veloci e persino dell'allungamento delle ore di pilotaggio dei mezzi veloci medesimi a scapito degli standard di sicurezza, è semplice e consequenziale. Mi auguro che quanto sottoscritto, venga poi posto a referendum tra i marittimi. Prevedo altresì grande sommovimento circa le adesioni sindacali e un vertiginoso aumento del contenzioso giuridico. Questo in breve ma ci sarebbe molto altro da dire. In bocca al lupo a tutti, marittimi compresi che manco si svegliano e partecipano alla dialettica.
                                            
     Forio, 30 giugno 2015                                        Cap. sup. macchina Umberto MALTESE  maltese.umberto@libero.it


22-
06-2015
DIFFICOLTA' AD IMBARCARE

Buona sera

Caro direttore

Sono un Direttore di Macch.  di 58 anni senza lavoro è non posso ancora andare in pensione.
Tutti parlano di ripresa (associazioni armatori), ma sono gli stessi armatori che quando ricevono il curriculum o non rispondo che forse è meglio, o rispondono preferiamo gente giovane, che è la risposta più avvilente e distruttiva chi ti fa sentire un inutile un barbone ad elemosinare un lavoro.

Spero nella pubblicazione di questo mio sfogo ma sono in una situazione disperata.

Ringrazio la redazione e auguro buon lavoro
                                                                                  Luigi Sportelli



26-
05-2015
CONTRATTO NAZIONALE DEI MARITTIMI.....ALCUNE DOMANDE

Spett.le
         FILT/CGIL
         FIT/CISL
         UIL TRASPORTI


Oggetto: Rinnovo contratto

In riferimento al rinnovo contrattuale, noi lavoratori del mare, chiediamo a Voi rappresentanti di categoria, più che le date degli incontri che francamente a noi non interessano, i contenuti di tali incontri. Saremo lieti di sapere dopo più di 4 anni cosa ci sarà dato, cosa propone Confitarma, cosa chiede la rappresentanza sindacale e quali sono i motivi di discordia per la quale non si definisce ancora il contratto. Non vorremmo sapere tutte queste cose a giochi fatti, solo per una questione di trasparenza di cui tanto si parla ma poco si applica. Crediamo fortemente che in uno stato democratico il lavoratore abbia diritto di sapere i contenuti, le proposte e i problemi relativi al rinnovo del contrattuale, prima che venga firmato e non dopo come sempre accaduto. Vorremmo capire anche se la situazione di stallo creatasi intorno all’imbarco dell’Allievo Ufficiale sia stata definita e quale sia l’importanza dell’istituzione della figura del 3°Uff.le Junior. Non vorremmo che l’istituzione di tale figura sia solo un escamotage per retribuire con una paga inferiore il 3° Ufficiale Junior rispetto a quella del 3° Ufficiale tra l’altro già misera per le responsabilità e il carico di lavoro. Sicuro di una vostra pronta replica, porgo anticipatamente, distinti saluti. CLC Mario Collaro


14-
05-2015

Gentile Ministro Graziano Delrio, sono Giuseppe Adriano Merlino di professione marittimo, con esperienza ventennale a bordo di navi mercantili. Le scrivo perchè nel nostro Stato italiano non riesco più ad imbarcare, in quanto le nostre compagnie di bandiera che usufruiscono dei finanziamenti statali, imbarcano personale straniero. Contatto ormai  da tre anni gli uffici di armamento delle nostre compagnie, in cerca di lavoro, e mi viene risposto:- imbarchiamo personale straniero, solo il Com. è italiano. Mi chiedo, con i titoli professionali obbligatori marittimi in mio possesso e con l'esperienza professionale maturata negli anni, dove posso esercitare la mia professione? Aggiungo che ho 39 anni e una famiglia composta da 4 persone interamente a mio carico, dato che mia moglie è disoccupata. Preciso che il personale straniero è di provenienza extracomunitaria, preferibilmente di nazionalità filippina e indiana, e che il salario mensile corrisposto a tale individui e di 350.00$. Mi pare di capire che nel nostro Stato è ammessa la schiavitù, dato che questo personale accetta un salario per noi irrisorio ma che comunque toglie il pane ai nostri figli e lascia sul lastrico le famiglie dei marittimi italiani. Mi rivolgo a lei perchè non c'è altro modo di risolvere il problema se non con un intervento politico che limiti questo fenomeno vergognoso. cell. 3496394172


03-04-2015

RITORNO AL FUTURO
Come speravamo, sembra che il ritorno al passato, come chiudevamo  una nostra lettera del 19/01/2015 inviatavi,  sia stato scongiurato, ora si ritorna al futuro( vedi refitting Marmorica).
Ora noi lavoratori marittimi ed amministrativi della TOREMAR abbiamo recuperato il sonno e la pace che pensavamo di poter perdere, ma la REGIONE TOSCANA, sempre attenta ai problemi di noi lavoratori, con il Decreto del 30/03/2015 ha ristabilito il giusto equilibrio.
Siamo conviti che ormai questa brutta storia sta per cambiare rotta e riportare di nuovo la TOREMAR sulla giusta rotta della “ ISOLA FELICE NEL MONDO DEI MARITTIMI ”, è vero che non per tutti è una buona notizia quello che sta accadendo, ma è una vittoria della Famiglia Onorato e di noi dipendenti. La famiglia Onorato per il buon lavoro svolto fino ad ora con la TOREMAR e noi dipendenti per aver provato a far capire agli abitanti dell’arcipelago l’importanza di poter lavorare sicuri e tranquilli per garantire un servizio migliore a tutti i passeggeri, sia d’estate con 4 società ma soprattutto d’inverno solo con il Moby – Toremar.
In attesa degli eventi la società e noi lavoratori continueremo a svolgere i nostri compiti sempre con maggiore professionalità per garantire sicurezza e confort ai nostri passeggeri.
Colgo l’occasione per augurare una serena Santa PASQUA.
Piombino 03/04/2015
RSA FILT-
CGIL
PRIMAVERA GIUSEPPE.


01-
04-2015

E'il caso di dire che a bordo della M/N Janas del gruppo Tirrenia C.I.N. si è viaggiato bene.
La tratta è stata quella della Cagliari Civitavecchia Cagliari dove il grande traghetto che può ospitare fino a 2700 è da tempo impiegato a trasportare mezzi e passeggeri con molta comodità e puntualità.
All'imbarco i passeggeri senza auto salgono a bordo tramite scala mobile o scala fissa,mentre chi entra in auto nei vari garage ci sono gli ascensori che arrivano direttamente al piano della reception.
L'imbarco auto è veloce e ordinato controllato dagli occhi vigli del Primo Ufficiale di Coperta che coordina sia mezzi pesanti,uato e passeggeri a piedi.Al ponte sei presso la reception l'assistente d'ufficio e l'allievo commissario accolgono i passeggeri e forniscono le chiavi magnetiche per coloro che hanno la cabina rendendosi disponibili alle varie richieste e informazioni dei passeggeri.Il personale di cabina è altrettanto gentile e garbato.
Cosa molto importante è da evidenziare che la nave è pulita sia le cabine che i vari saloni del bar,del self service e del ristorante e i vari servizi sono buoni anche grazie a un buon personale di sala coordinato dal Maestro di Casa sempre attento alle esigenze dei passeggeri.Per i bambini è stata creata una saletta apposita molto grande dove possono giocare e nei vari schermi della stessa vengono programmati cartoni e canali dedicati a loro!Per gli amici a quattro zampe sono state dedicate alcune cabine dove possono rimanere con i loro padroni per tutta la traversata!Insomma non c è da annoiarsi,sulla Janas c è un grande Comandante e un buon equipaggio serio e professionale.
E'il caso di dire allora Buon viaggio con Tirrenia C.I.N        marco gentile [marcogentile82@yahoo.it]


20-
03-2015

Salve a tutti, in riferimento al dibattito sul registro internazionale legge 30/98 volevo esprimere il mio pensiero. Premesso che quando fu istituito nel lontano 1998, lo si faceva principalmente per due obiettivi : il primo, era far rientrare le navi sotto la bandiera italiana e l’altro era quello di implementare l’occupazione dei marittimi comunitari . Il primo obiettivo e’ stato pienamente raggiunto, mentre il secondo anziché produrre i risultati sperati, ha prodotto solo tantissima disoccupazione soprattutto per i marittimi italiani, sostituiti  sempre di più da personale extracomunitario per ovvie ragioni di costo. In un primo momento fu detto ed affermato con forza dai diretti interessati, che lamentavano di non riuscire a reperire  marittimi italiani (Crew Shortage) , cosa assolutamente infondata, infatti quando poi è stato dimostrato il contrario, si è iniziato a dire che i marittimi italiani non conoscono la lingua inglese e che sono poco preparati . Ma rispetto a chi sono stati giudicati poco preparati? Nel frattempo in italia vengono abrogati i titoli professionali, viene interpretata in maniera distolta la STCW che penalizza i marittimi italiani, vengono istituite 300 ore di corso per il personale di coperta e 570 ore per quello di macchina al fine di poter conseguire la” vecchia patente di capitano“ , mentre nelle filippine a Manila  nasce l’Italian Maritime Accademy per la formazione di ufficiali di coperta e macchina , elettricisti saldatori, Safety e Security Officer filippini da impiegare sulle navi con bandiera italiana. Se si vuole affrontare seriamente la questione dell’occupazione dei marittimi italiani, cosa che non credo che si voglia, in quanto gli interessi che girano intorno agli extracomunitari  sono ovvi e sotto agli occhi di tutti, la soluzione ce’, senza fare tante cose, ne bastano due a mio avviso. La prima è quella di vigilare sulla corretta applicazione della legge 30/98 cosa che non è stata mai fatta da quando è stata istituita e  questo già produrrebbe un bel po’ di posti di lavoro e la seconda è quella di fare come fanno altre nazioni come il Brasile, cioè di obbligare l’armatore (all’impiego di personale italiano)  quando si presenta a fare le crociere con navi di qualsiasi bandiera nel territorio Italiano. Due mesi fa sono sbarcato dal Congo precisamente da Pointe Noire, e li in un paese del terzo mondo, lo stato obbliga gli armatori che effettuano servizio off shore per le piattaforme , l’impiego di personale locale con navi aventi qualsiasi bandiera. I pescherecci italiani che effettuano pesca in Senegal , Mauritiana, Gambia o altro paese del terzo mondo hanno l’obbligo di imbarcare personale locale , noi in Italia siccome siamo paese industrializzato forse non abbiamo bisogno di pensare ai posti di lavoro soprattutto nell’ambito marittimo e quindi  non pensiamo di fare o valutare questa opportunità.. Se mi si viene a dire che nell’ambito marittimo gli italiani hanno un costo elevato rispetto agli extracomunitari, se le fabbriche vengono dislocate all’estero perchè la manodopera in Italia costa, allora mi chiedo ma gli italiani che dovranno fare? Non lavorare più perché sono costosi? Evviva l’Italia. Allora diciamo le cose come stanno, si fanno leggi ad hoc per favorire il massimo profitto senza pensare all’occupazione, poche parole da buon intenditore.    CLC Mario Collaro   mariocollaro@libero.it


16-
03-2015

Spett.le Comitato

La presente per manifestare la nostra vicinanza al comitato pro marittimi di Torre del Greco, ed ai marittimi di tutta Italia che oggi si trovano a dover affrontare un problema così gravoso . Siamo ben consapevoli della legge di riferimento 30/98 che preclude ogni possibilità di imbarco! Sosteniamo a gran forza la vostra iniziativa e sin da oggi saremo a sostenervi.
Chiediamo a Codesto comitato se è possibile di informarci tempestivamente per ogni altra iniziativa a sostegno del comparto marittimo.

Cordialmente

Società Marinara Mutuo Soccorso Pozzallo

Il presidente

Vincenzo Denaro



10-
03-2015

MESSAGGIO DI UN MARITTIMO RICEVUTO CON WHATSAPP  



Spett.li   IERI POMERIGGIO HO CONTATTATO LA COMPAGNIA DI NAVIGAZIONE ITALIA MARITTIMA, BATTENTE BANDIERA ITALIANA TEL. 040318...., PER TROVARE UN IMBARCO COME MARINAIO, E MI SONO SENTITO DIRE PER L'ENNESIMA VOLTA, CHE IMBARCANO SOLOPERSONALE STRANIERO.
LA SITUAZIONE SI STA FACENDO INSOSTENIBILE. DA CIRCA TRE ANNI CHE NON TROVO IMBARCO, DITEMI VOI CON DUE BAMBINI COME POTRO' TIRARE AVANTI.

GIUSEPPE ADRIANO MERLINO  CELL. 34963941..




09-
03-2015

Egregio Direttore,

Ormai i proclami più o meno roboanti, scritti e/o vocali, aventi come oggetto ‘Il cambio di comando’ di TIRRENIA/CIN, non si contano più.
Mi riferisco all’ultima scrittura del 05 u.s di Giuseppe Nocerino, Segretario Regionale UILTRASPORTI della Liguria, che senza esitazione si autoproclama avvocato difensore di Natale Colombo, Segretario regionale FILT/CGIL della Campania.
Il Nocerino si erge anche a Giudice sentenziando che la rappresentante sindacale della RSA/FILT Genova, non doveva essere lei a rispondere al Segretario Colombo ma semmai la RSA/FILT di Napoli. Con tale affermazione, non si è reso conto che ciò sta a significare che le critiche al Compagno Natale Colombo erano appropriate.

Sono convinto che il Compagno Colombo non ha di certo bisogno di un avvocato difensore in quanto nella mia Organizzazione Sindacale, ‘viva Dio’, esiste ancora la possibilità di discutere e criticare, forse al contrario di quello che avviene altrove.
Il Nocerino, si permette anche di ricordare alla rappresentante RSA/FILT Genova che ‘non c’è affatto alcuna nuova proprietà, con cui doversi confrontare e che è incredibile che colei che firma il comunicato non conosca per niente la Società per cui lavora’.
Se non cambia il proprietario di TIRRENIA/CIN allora perché è sempre più veemente il tifo? Comprendo che anch’io potrei essere additato come uno dei tifosi pro Onorato, ma è inconfutabile che con ‘l’entrata’ in Toremar dello stesso, sono state risolte annose questioni sindacali, che hanno significato un incremento degli organici e l’estensione della continuità di lavoro per tutti dipendenti Marittimi, precari storici in primis.
Per quanto mi riguarda mi associo alle critiche indirizzate al Compagno Natale Colombo al quale invio comunque un sincero e fraterno saluto.
Nel congedarmi evidenzio che condivido in toto il comunicato della mia Segreteria Nazionale FILT/CGIL, che finalmente ha inequivocabilmente ribadito ‘BASTA CON LE TIFOSERIE, PER NOI CONTA IL LAVORO’, forse se questo comunicato fosse stato reso pubblico prima, le tifoserie si sarebbero coalizzate come unico e vero obiettivo ‘trovare lavoro a chi non ce l’ha’.

Saluti.
Giuseppe Primavera   primavera.peppe@gmail.com



05-
03-2015

Marittimo e x RSA Filt Cgil e dipendente Caremar in pensione.

Mi permettete di collegarmi alla lettera della Signora Passero, ha ragione di affermare che il Segretario della Campania non conosce bene il lavoro marittimo, e per di più interessarsi dei problemi lavorativi e no le analisi delle aziende.
Al caro Primavera, che mi conosce bene, se oggi i lavoratori di Caremar si trovano senza stipendi, e la società si permette di togliere 10 corse, e proprio il fatto che il Sindacato si è messo a prendere le lacrime della Caremar, perché sono subentrate persone che vengono da altri settori che non conoscono gli accordi, facendo perdere i diritti ai lavoratori.
Caro Primavera la Signora Passero ha ragione, e mi fa tanto piacere il tuo intervento e spero che la Caremar ci fa tanto onore a diventare una società come la tua TOREMAR.



                                                                                  Saluti Ernesto Garzia   ernestogarzia@alice.it




05/02/2015     


Cara amica Passaro,
                                                                        

devo  renderti  merito ed onore per avermi anticipato sulle esternazioni del nostro “amico” Colombo.
Come te anch’io sono rimasto perplesso della profonda preoccupazione di Colombo per i lavoratori Tirrenia.
Credevo che nascondesse delle “verità” inconfessabili, dove le prove sono poche ma i fatti sono gravi,  e che solo lui ne conoscesse la fonte sicura.
Ma da quello che dici mi sembra che non sia poi la persona così informata che voleva farci credere, tanto presa dalle operazioni finanziarie di Onorato, che suo malgrado non è riuscito a stare dietro allo scempio della Caremar e dei marittimi del Golfo di Napoli, che già da tempo versa in condizioni “pietose” e che elimina addirittura 10 corse per Ischia, non paga gli stipendi regolarmente ma a quanto pare al “Colombo” delle cose che accadono ai marittimi della sua Regione, interessano solo i marittimi area Torrese-
Stabiese della Tirrenia  che lui difende a spada tratta. Mi viene spontanea una domanda per Colombo: ma allora pensi che ci siano categorie di lavoratori da difendere ed altri no????????
Cara Armida, essendo un marittimo Toremar, ti ringrazio di averci tirato in ballo e sono contento che tu condivida con noi l’attuale solidità acquisita dalla compagnia, dal momento del passaggio alla Famiglia Onorato.
Per avvalorare ciò che consigli a Colombo, di consultarsi con la base e di conoscere i piani aziendali della proprietà, posso garantire che è quello accaduto da noi, ad una riunione con il gruppo Moby sulle navi Toremar, prima dell’acquisizione,  ci fu illustrato il piano di ristrutturazione della società e le garanzie per i lavoratori e le assunzioni dei precari, e tutto quello che ci è stato promesso è stato rispettato punto per punto.
Come te mi auguro che quanto prima i lavoratori marittimi di Tirrenia/Cin e le oo.ss possano incontrarsi al più presto con la nuova proprietà e che quello che è successo a noi in Toremar possa avverarsi anche per loro.

Ti ringrazio di avermi fatto da apripista e della tua attenzione

Primavera Giuseppe    primavera.peppe@gmail.com       5 Marzo 2015


Buona sera

Alla C/a della direzione

Sono Luigi sportelli Direttore di Macchina da Bari
Sono in cerca di lavoro e  non sto qui a spiegare le motivazioni ma a 58 mi sento un elemosinante , perché la risposte è sempre una sola: “si il suo curriculum la sua esperienza va bene, ma cerchiamo gente più giovane”,
intanto io e sicuramente altri come me non possiamo andare in pensione. E' una contraddizione c'è chi ci vuol fare lavorare fino a 65 anni, e chi come me che ha bisogno di fare giusti altri due anni, intanto 1 anno  è già passato cercando un armatore che ci ridà fiducia.

Per tutti questi motivi sono deluso confuso ma soprattutto un ELEMOSINANTE DI LAVORO.

SPERO LA PUBBLICATE

Vi leggo sempre
Sinceri cordiali saluti  Luigi Sportelli     [luigi.sportelli@libero.it]    28-
02-2015



Gentilissima redazione,

per prima cosa voglio ringraziarVi per il servizio che offrite a tutti noi lavoratori del mare e penso anche ai tanti impiegati delle società marittime. Forse per la prima volta ci sentiamo orgogliosi di dire alle altre categorie dei lavoratori che anche noi abbiamo un sito, che parla dei nostri problemi e ci tiene informati di tutto quello che succede in ambito del mondo del mare.
Carissima redazione, oltre a seguire il sito Torre d'amare seguo con molto interesse anche i social network dove posso notare gli innumerevoli gruppi di marittimi, che si raggruppano in società di appartenenza, quelli del turno generale, quelli che non hanno il ro-
ro, quelli regionali come siciliani, campani, emiliani, insomma c'e' un po' di tutto. Ma quello che salta agli occhi di tutti è il malessere che unisce questi gruppi, un malessere difficile da curare ed è la disoccupazione.  Nel nostro campo parlare di disoccupazione sembra quasi un paradosso, eppure c'e' ed è tantissima. Anch'io che scrivo sono un disoccupato da circa due anni, la mia società ha cambiato bandiera, in un solo giorno mi sono visto crollare addosso il mondo, sono stato sostituito da personale extracomunitario senza un perchè, senza un motivo. Ho chiesto aiuto a tutti e forse indirettamente anche a voi di Torre d'amare e giustamente in una vostra email di risposta mi avete detto che voi non eravate una società di navigazione e quindi eravate impossibilitati ad aiutarmi. Ebbene la mia lettera è per ringraziarvi perchè almeno voi mi avete riposto, non mi hanno risposto quelli che mi hanno licenziato, non mi hanno risposto i sindacati, non mi hanno risposto le tantissime società a cui ho inviato il mio curriculum. Intanto io sono quasi alla disperazione e l'alba di ogni giorno per me è una tortura. Scusate il mio sfogo, spero solo che questa lettera oltre a leggerla voi sia visionata anche a chi ha il dovere di difendere i marittimi per farci ritrovare la dignità perduta.

Napoli 24-
02-2015      G. E.  

 

 

 

 

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