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Basket:La lunga Odissea del Torregreco


Il periodo non può essere dei migliori quando si viene da due sconfitte consecutive. Ma quando non vi sono problemi di natura tecnica e si crede nella bontà dell'organico rispetto agli obiettivi prefissati, è evidente che la causa dei mali provenga con ogni probabilità da un fattore esterno, che nel caso della squadra biancorossa si traduce nella mancanza di un campo che sia di riferimento per l'intera stagione. Circostanza che sta influenzando e non poco le prestazioni del team allenato da Dello Iacono, il cui unico legame con Torre del Greco in questo campionato sembra essere rimasto solo nel nome. Abbandonata dall'amministrazione comunale, la prima squadra di basket in città, che eleva ai vertici nazionali l'emblema del città del corallo, è costretta a mendicare di settimana in settimana ai paesi confinanti una struttura dove preparare le gare di campionato e disputare le partite casalinghe, visto che la quarta città della Campania ne è colpevolmente sprovvista. La lista è lunga: Portici, Boscoreale, Ponticelli, adesso Cercola. E speriamo che il pellegrinaggio verso la salvezza sia finito qui. Non è assolutamente immaginabile che i tanti sacrifici della dirigenza, il coinvolgimento di atleti di valore e di tecnici preparati e tutto il movimento della pallacanetro all'ombra del Vesuvio, sia messo a repentaglio dalla assenza di una struttura all'altezza che non sia l'inadeguata e fatiscente tendostruttura La Salle. Ma la squadra biancorossa al di là delle capacità individuali, ha nella coesione del gruppo il suo punto di forza e ce la sta mettendo tutta per superare il momento negativo e scongiurare la crisi. È a Davide Ferrante, uno dei leader di questa squadra che chiediamo di sintetizzare cosa significa non poter contare sulle mura amiche quando il calendario prevede che si debba giocare in casa. "Nella partita persa di tre punti con Vasto ha influito tanto. Quel campo lo conoscevamo appena, avendovi svolto un solo allenamento. Per un giocatore avere dei punti di riferimento è di fondamentale importanza. Ma questo non vuol essere un alibi, dico solo che è una difficoltà in più. Per questo cerchiamo di dare sempre il massimo e possiamo contare su un gruppo molto solido. Siamo molto amici anche fuori dal campo e questo è positivo. La squadra è consapevole di avere dei valori al suo interno, aspettiamo solo il momento per dimostrarlo anche agli altri". Poi un cenno alla sua condizione dopo qualche problemino fisico patito nei mesi scorsi. "Adesso sto bene - conclude Ferrante - ed ho quasi recuperato al cento per cento dall'infortunio. Mi spiace che la mia prestazione nell'ultima partita non sia servita alla squadra per conquistare la vittoria". news.tuttobasket.net  di SILVIO CINIGLIO
12-01-2011

 

   

   

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