29-11-2019

Crisi Moby: si cerca accordo con banche creditrici per non portare i libri in tribunale. La posizione dei detentori del bond Onorato Armatori 2023e di sicurezza

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Moby naviga verso la ristrutturazione del debito. La compagnia di navigazione, di proprietà dell’armatore napoletano Vincenzo Onorato, che con i suoi traghetti collega la penisola con le isole, rischia il crac finanziario. Oberato da oltre 700 milioni di debiti e con una disponibilità di cassa in rapida erosione, Moby si è recentemente vista bloccare dalle banche la vendita di due navi, la Aki e la Wonder, sulle quali gravava ipoteca a garanzia dei presti bancari e del bond senior da 300 milioni di euro quotato alla borsa del Lussemburgo. Operazione che avrebbe permesso al gruppo di migliorare i covenants e rimborsare una tranche da 66 milioni di prestiti bancari (principalmente Unicredit) in scadenza a febbraio 2020.

La crisi aziendale

Così ora, in assenza degli introiti necessari per onorare i debiti (a febbraio è previsto anche il pagamento degli interessi semestrali sul bond per 11,6 milioni di euro), Moby ha chiesto alle banche creditrici una moratoria sui debiti (e sui covenants) fino al 31 gennaio 2020 (ex art. 67 codice civile) nel tentativo di trovare un accordo privato di rinegoziazione coi creditori. Non è l’ultima spiaggia, ma Moby intende perseguire ciò che il Tribunale di Milano aveva suggerito lo scorso ottobre, respingendo la richiesta di fallimento prospettico avanzata dal fondo offshore Sound Point detentore di quote del bond da 300 milioni, e cioè il ricorso a “misure fallimentari minori”. Lo scenario peggiore, però, per la famiglia Onorato sarebbe quello di portare i libri in tribunale con una richiesta ....................clicca qui per l'articolo completo

 

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