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“Se vuoi il mio posto, prendi anche il mio handicap”
Esplode su uno dei più noti social network,ovvero Facebook ,un gruppo completamente ideato al fine di mettere in luce alcune una delle problematiche con cui i portatori di handicap sono costretti quasi quotidianamente a dover lottare: l'uso illecito da parte di automobilisti normodotati dei posti a loro invece riservati. Il gruppo presenta come titolo lo slogan "Se vuoi il mio posto, prendi anche il mio handicap" che risulta essere, da solo, già alquanto magniloquente e vuole essere una sorta di 'giusto compromesso' con quelle persone che spesso e volentieri occupano senza titolo il parcheggio riservato ai diversamente abili o che posteggiano sulle strisce blu a pagamento mostrando furbescamente e con fierezza il loro finto pass per disabili, spesso intestato a persone,sì con handicap, ma non più in vita,o appartenente a lontani parenti disabili. Ancor peggio, di tanto in tanto si vedono giovani, per loro fortuna belli, sani ed esuberanti, che parcheggiano la loro auto nei posti delimitati dalle strisce gialle, riservate appunto ai portatori di handicap, senza mostrare neanche un minimo di vergogna. Questi sono episodi di routine, che nonostante la rafforzata vigilanza stradale (ci si riferisce al sostanzioso aumento di caschi bianchi), continuano a verificarsi. Non si tratta né di furbizia, né di senso pratico, bensì di totale mancanza di senso civico e ancor peggio mancanza di sensibilità nei confronti di quelle persone che necessitano di agevolazioni nel posteggio di auto e non usufruiscono di un "privilegio" come molti contrariamente possono pensare. Il social network Facebook ha fatto da perfetto canale per la diffusione di un messaggio chiaro che ha attirato l'attenzione di molti iscritti, quindi una sensibilizzazione estremamente diretta ai giovani, ovvero coloro che si servono maggiormente della messaggisti-
ca istantanea on line. Il gruppo "Se vuoi il mio posto, prendi anche il mio handicap" è stato fondato da Daniela Mignogna, ma lo spazio web è maggiormente curato dalla torrese Paola Vinci, entrambe madri di ragazzi disabili; le due donne si sono conosciute attraverso un sito internet e un gruppo dedicato alla sindrome di Angelman cui sono affetti i rispettivi figli. Il nome del gruppo da loro creato è stato chiesto in prestito dal nome di un gruppo francese, sostenitore della stessa causa, con la differenza però che mentre quello nostrano è riuscito a creare una rete di sensibilizzazione arrivata a coinvolgere ben 13mila utenti del web, l'altro è invece fermo a quota 600. "L'intento è quello di sensibilizzare gli automobilisti sia di vecchio stampo che i neopatentati al rispetto dei disabili e delle loro famiglie, e ad un naturale senso civico nei confronti della comunità", dice Paola Vinci, ideatrice e sostenitrice del gruppo. Lo slogan ha riscontrato grande successo nel mondo dei disabili, tanto che molte amministrazioni hanno affisso sotto la segnaletica che indica il posteggio per i diversamente abili un cartello con lo stesso slogan."Spero che vi siano maggiori controlli per quanto riguarda i falsi tagliandi e pass in circolazione, occorrerebbe fare una sorta di censimento di quelle persone aventi diritto in quanto portatori di handicap" conclude Paola Vinci. Un censimento già partito qualche mese fa ad opera dell'allora assessore alle politiche sociali Antonio Renzullo e che dovrebbe portare alla luce tanti falsi invalidi.
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05-02-2010  www.iltorrese.it

 

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