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Fuori dalla scuola perché disabile
Ciro Pirone ha un sogno nel cassetto. Suonare con il suo gruppo, i suoi amici di sempre, con cui ha imparato a conoscere la musica e divertirsi. Con loro riempie le sue giornate. La sua, però, è una musica diversa. Fatta di gioia. Le note diventano più di sette, se fatte con le persone di cui ti fidi e che ritieni importanti nella tua vita. Ciro Pirone la pensa così. Ventidue anni, disabile perché costretto sulla sedia a rotelle,Ciro non ha smesso di suonare. Ma la gioia, quella sì, è andata via. E non per causa sua. Lo scorso anno, l'Accademia Cuore, dove il ragazzo torrese da quattro anni esercitava la sua arte, ha deciso di non aprire più
le porte delle sue aule a Ciro. Una decisione incredibile, che ha lasciato spiazzato il giovane musicista, nonché la famiglia intera, che ora denuncia il fatto. "Da un po' di tempo estromettevano Ciro dai loro incontri - dichiara il fratello Gino - quasi desse fastidio a qualcuno. Preciso che mio fratello non ha mai infastidito nessuno, ed era anche ben accetto nella scuola all'inizio. Trovava nel gruppo musicale solo un punto di riferimento. Però all'improvviso è cambiato qualcosa. Lo facevano esercitare da solo, non lo invitavano per le cene d'incontro, fino a che gli hanno chiuso le porte in faccia". Una notizia che ha colpito la famiglia Pirone lo scorso anno "quando - continua il fratello di Ciro -ad inizio 2009, si aprirono le iscrizioni per il nuovo anno, la direttrice Nazzaro ha fatto sapere a mio padre che per Ciro non c'era più spazio nella scuola. A quanto pare non c'erano le attrezzature e la direttrice temeva un controllo. Una cosa assolutamente falsa, perché per quattro anni Ciro ha frequentato quelle aule, senza avere mai problemi". La causa dell'imprevisto allontanamento potrebbe avere anche una motivazione: "Qualche mese prima dell'allontanamento di mio fratello dalla scuola - spiega Gino Pirone - mio padre aveva avuto un battibecco con la direttrice per questioni personali. Si erano lasciati male, ma non per questo si era complicato il rapporto di Ciro con le altre persone. Noi abbiamo sempre pagato per quella scuola, perché mio fratello ci tiene alla compagnia dei suoi amici e alla musica. Se la direttrice ha ancora dei problemi con la famiglia, non vedo perché ne debba pagare mio fratello". Da più di un anno, intanto, Ciro prova a ritrovare la serenità di prima. Ma la sua musica è fatta per esser suonata con gli amici di sempre. Anche per questo i familiari provano a lanciare un appello: "Vogliamo un incontro con la direttrice, perché ci dica in faccia i motivi dell'allontanamento di Ciro da una scuola in cui non ci sono barriere per disabili, una scuola dove ci sono tutti i suoi amici e che per Ciro rappresenta tutto".

Salvatore Formisano il torrese



19-02-2010
 

 

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