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Bticino,niente formazione a rischio 80 posti
Francesca Raspavolo Torre del Greco. Ancora crisi alla Bticino: lavoratori pronti a rinnovare lo stato di agitazione. Questa volta a surriscaldare gli animi degli operai metalmeccanici dello stabilimento di viale delle Industrie, colpito lo scorso anno da una durissima stretta economica, è il piano anti-crisi. O meglio, il fallimento del piano anti-crisi. Al termine di una lunga e delicata trattativa tra dirigenti aziendali, istituzioni e sindacati di categoria ai dipendenti dell’impresa di Varese erano state infatti assicurate 96 ore di formazione e aggiornamento per superare i disagi della cassaintegrazione e della messa in mobilità. In particolare, stando all’ammortizzatore sociale assegnato alla Bticino, i lavoratori di viale delle Industrie avrebbero dovuto seguire alcuni corsi di aggiornamento per un totale di 80 ore di formazione e 16 di orientamento. Il tutto condito da una sostanziosa gratificazione economica sulle buste paga degli operai, mortificate dallo scorso luglio dalla messa in mobilità, da cinque settimane di cassaintegrazione e da continui tagli al personale. In realtà però, fino a ora i dipendenti della Bticino di Torre del Greco hanno svolto soltanto otto delle 96 ore di piano anticrisi promesse dai vertici dell’impresa, non riuscendo ad avvalersi degli aiuti agli stipendi collegati all’ammortizzatori. «Quelle ore di formazione ci servono per arrivare alla quarta settimana del mese - tuona Antonio Fiore, rappresentante dello stabilimento cittadino - Le misure anticrisi sono fondamentali per quegli operai cassintegrati che hanno mutui da pagare e famiglie da sfamare. Tutti i dipendenti della Bticino da sei mesi fanno i salti mortali per tirare avanti ma l’azienda li ignora». Trentotto dei lavoratori della fabbrica torrese sono già stati collocati in mobilità da scivolamento mentre altri dodici verranno licenziati nel giro di sei mesi, così da coprire l’esubero di 55 unità ravvisato dall’impresa nell’estate 2009. Alla drammatica fotografia della crisi devono aggiungersi i 14 contratti in scadenza per altrettanti giovani metalmeccanici che da giorni, attendono un complicato rinnovo dell’impiego. «La situazione sta degenerando - conclude Fiore - Abbiamo bisogno di un aiuto dal governo». Intanto ieri mattina sono partite le assemblee di fabbrica tra gli iscritti di Fiom e Cgil per determinare la nuova linea d'azione del sindacato. Al vaglio del popolo della Bticino la scelta tra la mozione congressuale che fa capo a Guglielmo Epifani, segretario nazionale della Cgil e la mozione "La Cgil che vogliamo" che fa invece riferimento a Mocci, Rinaldini e Sartorelli.

13-02-2010   www.ilmattino.itttino.it

 

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