Il recupero della Grande America affidato alla Ardent

L’agonia è durata un giorno e mezzo di fiamme fino a quando, ieri pomeriggio, la carcassa carbonizzata è sprofondata a 4.600 metri nell’Atlantico

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Genova - L’agonia è durata un giorno e mezzo di fiamme fino a quando, ieri pomeriggio, la carcassa carbonizzata è sprofondata a 4.600 metri nell’Atlantico, al largo della Bretagna. Si chiamava “Grande America” e apparteneva alla flotta mercantile del Gruppo Grimaldi. Domenica stava viaggiando con il suo carico di container e auto da Amburgo a Casablanca, quando verso le otto di sera il Comando generale delle capitanerie di porto di Roma ha dato per primo l’allarme alle autorità francesi. A 230 chilometri dalla punta di Penmarc’h, nel Finistère del sud, un incendio l’aveva costretta a fermarsi. Di lì a poche ore il capitano, l’equipaggio e il solo passeggero, 27 persone in tutto, si sarebbero messi in salvo sull’unica scialuppa per essere poi raggiunti dalla fregata “Hms Argyll” della Royal Navy.

È stato inutile, invece, l’intervento del rimorchiatore di salvataggio “Abeille Bourbon” che arrivato verso le dieci di lunedì mattina di fronte alla nave abbandonata per spegnerne le fiamme ha dovuto arrendersi poche ore dopo......clicca qui per l'articolo completo 

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